L'appello a Mattarella e alla presidente del Consiglio. Su Fb la risposta della premier. Tajani: "Mi impegnerò perché non resti inascoltato". Schlein: "Noi ci siamo e faremo la nostra parte"
"Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica, illustrissima Presidente del Consiglio dei Ministri, politici tutti, sono Franco il papà di Lorena, un padre distrutto". Inizia così il video appello diffuso da Franco Isceri, il padre di Lorena, la 45enne uccisa dall'ex, Federico Vella, che l'ha lanciata da un calvalcavia sull'A1.
"Mia figlia era una brava ragazza straordinaria, educata e studiosa e dedita al studio e al lavoro. Aveva tanti sogni e progetti, ma ora non ne ha più e con lei in fondo a quel cavalcavia è sepolta anche la voglia di vivere la voglia di vivere una famiglia distrutta". “Chiedo a tutta la politica di essere unita – aggiunge - prendete provvedimenti all’unanimità, senza destra né sinistra, affinché tragedie come quella di Lorena non accadano più. Lavorate nelle scuole, potenziate i centri antiviolenza e gli strumenti normativi per prendere provvedimenti affinché non succeda più. Ve lo chiedo con tutto il cuore un abbraccio a tutte le donne italiane”.
"Davanti a tragedie come quella di Lorena nessuno può pensare che quanto fatto sia sufficiente. Continueremo a fare la nostra parte, fino in fondo. Nel nome di Lorena e di tutte le vittime. Nel nome delle loro famiglie. Nel nome di una società che protegge le donne e la loro libertà" scrive su Facebook la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
"Ho ascoltato l’appello di Franco Isceri, il papà di Lorena, la donna di 45 anni uccisa dall’ex compagno dopo essere stata rapita e portata sull’A1, dove è stata gettata da un viadotto. Parole segnate da un dolore - scrive la premier - che è difficile anche solo immaginare. Un padre che chiede alle Istituzioni di non dividersi, di lavorare insieme e di fare tutto ciò che è possibile perché tragedie come quella che ha colpito sua figlia non accadano più. In questa legislatura - anche grazie al contributo e al lavoro di tutte le forze politiche presenti in Parlamento - abbiamo raddoppiato le risorse per i centri anti-violenza e le case rifugio, scongiurando anche la possibilità che tante di queste strutture potessero chiudere. Abbiamo reso strutturale e potenziato il reddito di libertà, rafforzato uno strumento fondamentale come il ‘Codice rosso’, introdotto tra i primi in Europa il femminicidio come reato autonomo".
"Ma davanti a tragedie come quella di Lorena nessuno può pensare che quanto fatto sia sufficiente. Perché ogni donna che viene uccisa da chi aveva promesso di amarla, difenderla, proteggerla è una sconfitta per tutti. E tutti noi, insieme, dobbiamo saper reagire. Dobbiamo continuare a cercare soluzioni, a migliorare ciò che già esiste, a fare tutto ciò che è possibile per intervenire prima che sia troppo tardi. Continueremo a fare la nostra parte, fino in fondo. Nel nome di Lorena e di tutte le vittime. Nel nome delle loro famiglie. Nel nome di una società - conclude Meloni - che protegge le donne e la loro libertà".
"Mi impegnerò con tutto me stesso, e con me tutto il mio partito, donne e uomini nelle istituzioni e sul territorio, perché al di là di qualsiasi steccato ideologico l’appello di papà Franco non rimanga inascoltato e possiamo anche in questo modo onorare Lorena e tutte le vittime di femminicidio" scrive il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani in un post su 'X'.
"Le parole di Franco Isceri - sottolinea Tajani - toccano profondamente tutti noi. Come marito, come padre e come nonno, sento di dovergli una risposta concreta. Siamo consapevoli dell’immensità dell’abominio che si cela dietro ogni storia di femminicidio, fattispecie di reato che per la prima volta ha introdotto proprio questa legislatura. Per quello che riguarda me personalmente e tutto il mio partito, accolgo in pieno l’appello di papà Franco nel nome di sua figlia Lorena, ennesima vittima di un’idea totalmente distorta di amore inteso come possesso, che è l’esatto contrario dell’amore vero. Molto abbiamo fatto anche come governo e forze di maggioranza, ma molto dev’essere ancora fatto per diffondere una cultura che sia realmente rispettosa delle donne e che trasmetta la consapevolezza dell’orrore di una visione che porta inevitabilmente alla violenza e in una dimensione che resta inaccettabile al femminicidio".
"Siamo vicini al dolore e alla disperazione del papà di Lorena, una donna vittima di femminicidio che ha lottato fino alla fine per salvarsi dalla violenza del suo ex. La sua è una storia che strazia il cuore" afferma la segretaria del Pd, Elly Schlein. "Non possiamo perciò che condividere fino in fondo e accogliere le parole del padre, ringraziandolo perché in un momento di grandissimo dolore ha avuto la lucidità e la forza di fare richieste concrete e puntuali che sentiamo di fare nostre". "Siamo consapevoli - aggiunge la leader Dem - che l’unità delle forze politiche, che abbiamo in questi anni sempre ricercato e praticato su questi temi, è indispensabile per un impegno che, contro la violenza sulle donne, non è purtroppo mai sufficiente. Abbiamo votato all'unanimità misure che hanno rafforzato la repressione, ma sappiamo che non bastano se non si aumenta la prevenzione, con maggiori sostegni ai centri anti-violenza che ci aiutino anche nella formazione specifica degli operatori delle forze dell'ordine e delle pubbliche amministrazioni e con l’educazione al rispetto e all’affettività che dovrebbe essere obbligatoria in tutti i cicli scolastici".
"Continueremo a insistere anche per adottare una legge di civiltà che chiarisca che senza il consenso, è sempre violenza. Sappiamo che è indispensabile - conclude Schlein - che proseguiamo tutte e tutti insieme questa difficile lotta per sradicare la violenza di genere che è una piaga strutturale. Noi ci siamo, e faremo la nostra parte".
"L'appello del papà di Lorena, espresso dal profondo del cuore, ci tocca a nostra volta nel profondo del cuore" dichiara Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità. "L'unità su questi temi è un metodo che abbiamo sempre perseguito, e la lotta alla violenza è stata fin dall’inizio e continuerà a essere una nostra priorità assoluta. Le sue parole sono un fortissimo stimolo a lavorare con ancora più determinazione".
"Il femminicidio va contrastato sul piano penale, con norme efficaci e certezza della pena, ma anche e soprattutto sul piano culturale" sottolinea Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato di Avs. "Non bastano le leggi se non cambiamo la cultura che porta un uomo a considerare una donna un oggetto di cui disporre, fino a ucciderla. Per questo l’educazione affettiva nelle scuole è fondamentale, non un tema accessorio o divisivo. Il rispetto delle donne, il riconoscimento del limite, la capacità di accettare un rifiuto senza trasformarlo in rabbia e violenza si imparano da bambini, a scuola e in famiglia. È lì che si costruisce la cultura della non violenza. Non possiamo più permettere che ogni femminicidio venga archiviato come un fatto di cronaca isolato. L’appello di Franco Isceri, papà di Lorena, deve essere raccolto da tutta la politica: lavoriamo perché tragedie come questa non accadano più. Alla famiglia di Lorena va la mia vicinanza".
"Nessuno potrà mai cancellare il dolore incommensurabile di un padre che perde la propria figlia di fronte a una violenza così spietata e assurda o potrà restituirgli Lorena. A Franco Isceri, però, possiamo garantire che il suo appello non cadrà nel vuoto" afferma Paolo Emilio Russo, capogruppo di Forza Italia in commissione Affari costituzionali della Camera. "Sui temi che toccano la vita, i diritti fondamentali e la sicurezza delle persone, la politica non deve far cadere la propria missione nell’errore della divisione. Da quasi vent’anni - dall'introduzione del reato di stalking fino all'approvazione e al rafforzamento del Codice Rosso - esiste una traccia di lavoro comune e trasversale che dimostra come su queste battaglie il Parlamento e le istituzioni sappiano camminare uniti. Il tragico e intollerabile femminicidio di Lorena ci ricorda drammaticamente che siamo ancora lontani dal debellare del tutto questo cancro della società. Ma proprio per questo raccogliamo la richiesta di intensificare l'impegno per l'educazione al rispetto e ad affilare sistematicamente e continuamente gli strumenti normativi e di prevenzione, isolando e ignorando chi prova a sfruttare temi così importanti e delicati per polemiche spicce e strumentali”.
"Noi donne di Forza Italia accogliamo con profonda convinzione l'appello lanciato da Franco Isceri, papà di Lorena, vittima di femminicidio per mano del suo ex fidanzato" affermano Deborah Bergamini, vicesegretaria di Forza Italia, Stefania Craxi, capogruppo del partito al Senato, e Catia Polidori, presidente di Azzurro Donna. "A lui e alla sua famiglia va la nostra commossa vicinanza e la sincera ammirazione per il coraggio con cui stanno trasformando il dolore più profondo in una testimonianza che deve scuotere la coscienza civile del nostro Paese. A nome di tutte le donne di Forza Italia, facciamo tesoro delle parole di Franco, che saranno di orientamento per raddoppiare il nostro impegno a difesa della dignità e della sicurezza della donna".
"Ognuno di noi, in qualsiasi ruolo, deve sentirsi chiamato a fare la propria parte. Dobbiamo scardinare quella subcultura proprietaria che ancora porta troppi uomini a considerare la donna come un oggetto di possesso, fino alle conseguenze più estreme. Dobbiamo superare quei troppi limiti culturali ancora persistenti anche nel dibattito pubblico. Lo cogliamo, per esempio, in quelle prese di posizioni che negano la necessità di riconoscere il femminicidio come reato a sé. Una società fondata sulla centralità della persona - concludono le esponenti azzurre - non può concepire che una donna venga uccisa per il solo fatto di essere donna, e non c'è silenzio che non sia, in fondo, complicità. È una battaglia che riguarda tutti, uomini e donne, per la libertà e la dignità di ciascuno".