Il 12 febbraio alla sala Zuccari sarà ricordato il cronista Rai, tra i fondatori di 'Repubblica'
A trent’anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 12 febbraio 1996, il Senato della Repubblica rende omaggio a Andrea Barbato, una delle figure più autorevoli e riconoscibili del giornalismo italiano del Novecento. L’iniziativa si terrà giovedì 12 febbraio, a partire dalle ore 10, nella Sala Zuccari di Palazzo Madama, su impulso del senatore Walter Verini.
Un incontro pensato insieme alla famiglia, a partire dal figlio Nicola Barbato, che attraverso interventi e testimonianze ricostruirà il profilo umano e professionale di un giornalista capace di attraversare, e raccontare, alcuni dei momenti più cruciali della storia contemporanea.
"Tra gli anniversari di quest’anno c’è anche quello che riguarda un grande giornalista. Trenta anni fa, il 12 febbraio, ci lasciava Andrea Barbato", ricorda Verini, sottolineando come l’appuntamento in Senato voglia restituire la complessità di una figura che ha segnato profondamente sia la carta stampata sia il servizio pubblico radiotelevisivo.
Nato a Roma nel 1934, Andrea Barbato ha attraversato da protagonista oltre quattro decenni di giornalismo italiano. Dopo gli esordi nella stampa, è stato tra i fondatori di La Repubblica, al fianco di Eugenio Scalfari, contribuendo alla costruzione di un modello editoriale che avrebbe profondamente influenzato il panorama informativo del Paese.
Parallelamente, Barbato è stato uno dei volti più autorevoli della Rai, distinguendosi per uno stile sobrio e rigoroso. Il suo "sguardo aperto", come lo definisce Verini, ha accompagnato milioni di italiani dentro eventi destinati a restare nella memoria collettiva: dallo sbarco sulla Luna all’assassinio di Robert Kennedy, passando per i grandi snodi della Guerra Fredda e della politica internazionale.
Accanto al lavoro giornalistico, Barbato ha sempre mantenuto un forte impegno civile e istituzionale, arrivando a ricoprire anche il ruolo di parlamentare. Un percorso vissuto, come ricordano colleghi e familiari, con un tratto di mitezza e gentilezza che non attenuava la forza delle sue convinzioni, ma anzi ne rafforzava l’autorevolezza.
Ad aprire l’incontro sarà il saluto della vicepresidente del Senato Anna Rossomando. Seguiranno gli interventi di alcune tra le firme e i volti più noti del giornalismo e della cultura italiana, che hanno conosciuto e lavorato con Barbato: Corrado Augias, Simona Agnes, Ezio Mauro, Barbara Palombelli, Antonio Di Bella, Giovanna Botteri, Annalisa Cuzzocrea e Walter Veltroni.
Un parterre che testimonia quanto l’eredità di Andrea Barbato resti viva nel giornalismo italiano. Non solo come modello professionale, ma come esempio di equilibrio tra rigore dell’informazione, responsabilità pubblica e rispetto profondo per il pubblico.