Ai quarti l’Italia potrebbe trovarsi di fronte Stati Uniti o Canada, autentiche corazzate mondiali
Miracolo sul ghiaccio. Alla Milano Rho Ice Hockey Arena il cammino della Nazionale femminile italiana di hockey su ghiaccio nel girone preliminare si è chiuso con una sconfitta per 2-1 contro la Germania. Un ko indolore, perché le azzurre avevano già staccato il pass per i quarti di finale, centrando un risultato storico. A raccontare il senso profondo di questa avventura è Damiano Fantin, padre (d'arte) di Matilde (anche lui ex giocatore di Hockey), una delle giovani protagoniste della squadra. “È un’emozione fortissima”, confida all'Adnkronos. Un’emozione che nasce non solo dal ghiaccio, ma da un percorso condiviso. Qualcuno dice che è la giocatrice che ha come idolo suo padre: "Questo mi fa molto piacere, anche se penso che i suoi idoli siano i campioni Usa”, scherza.
Fantin guarda con realismo al futuro immediato: contro potenze come Stati Uniti e Canada “sarà quasi impossibile”, perché il livello è nettamente superiore a quello europeo. Ma il bilancio, per lui, resta comunque straordinario: “Sono nettamente superiori. Il livello che andremo ad affrontare non appartiene neppure a Germania, Giappone o probabilmente Svezia”. Alle parole del padre si uniscono quelle della madre, che osserva il percorso della figlia con la stessa intensità emotiva. “Quando la vedi giocare e ripensi ai sacrifici suoi e nostri, è impossibile non commuoversi”, racconta. Matilde, appena 19 anni, è già entrata nella storia azzurra, firmando una doppietta decisiva contro il Giappone che ha regalato all’Italia la qualificazione con un turno d’anticipo. “È felice, ma molto concentrata – aggiunge la madre – le telefonate a casa sono poche e brevi, segno che è totalmente focalizzata su quello che sta vivendo”.
Ora però arriva la parte più difficile. Ai quarti l’Italia potrebbe trovarsi di fronte Stati Uniti o Canada, autentiche corazzate mondiali. Le azzurre ne sono consapevoli, ma non intimorite. Come ha spiegato Laura Fortino, italo-canadese della Nazionale, una volta che il disco è in gioco “è solo un’altra partita di hockey”. Le difficoltà sono oggettive, il divario tecnico evidente, ma l’Italia ha già vinto. (di Andrea Persili)