Missioni internazionali 2026, l’audizione del Capo di Stato Maggiore della Difesa

22 giugno 2026 | 18.19
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Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, è intervenuto in audizione davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato sul decreto missioni nel corso dell’audizione del 17 giugno, illustrando il quadro strategico che sostiene la Delibera Missioni 2026. Secondo il generale Portolano, la sicurezza nazionale è influenzata da tre direttrici principali di crisi: il Medio Oriente e il Mar Rosso; il Sahel e il Nord Africa; il fianco orientale della NATO con i Balcani occidentali. Particolare attenzione è stata dedicata alla tutela delle rotte marittime strategiche, alla stabilità del Mediterraneo allargato e al contrasto delle minacce legate al terrorismo e ai traffici illeciti. È stato poi evidenziato come la presenza italiana nelle aree di crisi rappresenti uno strumento di prevenzione e stabilizzazione, coerente con gli interessi nazionali e con gli impegni assunti in ambito NATO, UE e ONU. La Delibera Missioni 2026 conferma gli impegni già in essere e prevede l’avvio di due nuove missioni in Iraq e Somalia, portando il totale a 40 operazioni internazionali. L’impiego medio sarà di 7.459 militari, con un picco massimo di 11.642 unità. Tra le priorità operative emergono il rafforzamento della deterrenza sul fianco orientale della NATO, la stabilizzazione dei Balcani, il supporto all’Ucraina, la sicurezza nel Mar Rosso e nel Mediterraneo, nonché il consolidamento dei rapporti con i Paesi del Nord Africa e del Corno d’Africa. Nel corso del dibattito parlamentare sono sorte preoccupazioni per la riduzione della presenza internazionale in Libano e in Kosovo, per l’evoluzione della crisi in Medio Oriente e per la sostenibilità finanziaria delle missioni. A tal proposito, il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha ribadito la necessità di valutare con prudenza i ridimensionamenti di UNIFIL e KFOR, rimarcando il ruolo cruciale di tali missioni per la stabilità delle aree interessate. Ha infine ribadito il valore strategico della presenza italiana in Niger, richiamando al contempo l’attenzione sull’inadeguatezza delle risorse disponibili rispetto alle esigenze operative della Difesa.

Il documento Delibera Missioni 2026

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