Emporio Armani, ode al 'Maestro' nella co-ed di Silvana e Leo Dell’Orco

Dalle calze parigine al denim, libertà e leggerezza in passerella per la prima collezione disegnata dalla nipote e dal compagno dello stilista

I look della sfilata a/1 2026-27 di Emporio Armani
I look della sfilata a/1 2026-27 di Emporio Armani
26 febbraio 2026 | 22.37
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Scopre le gambe senza paura, mostra un lato sbarazzino con calze parigine a vista: la donna Emporio Armani porta in passerella una nuova idea di eleganza giovane e libera. Così come l’uomo, sicuro di sé con il trench o il montone. La prima sfilata co-ed firmata da Leo Dell’Orco e Silvana Armani, nipote dello stilista scomparso il 4 settembre scorso, rompe le barriere tra maschile e femminile, proponendo un guardaroba che parla a un pubblico giovane, urbano e contemporaneo. Modelli che escono a coppia o a tre, trench avvolgenti, completi a tre pezzi, denim e montone si alternano in un racconto di stile che mescola formalità britannica e sensibilità italiana. La parata finale con camicia bianca e pantalone nero è un colpo d’occhio impeccabile, semplice ma potente e ribelle nella sua modernità.

Silvana Armani, alla quale è affidato lo stile femminile, lo racconta termine della sfilata: “Siamo riusciti a dare continuità, un equilibrio Armani, però con aggiunta di qualcosina che magari lui non ci avrebbe messo, però penso sarebbe contento”. Per Leo Dell’Orco, la collezione è un’evoluzione vivace: “E’ un po’ più giovane - osserva - con qualche tacco in più e più frizzante: penso che abbiate apprezzato questa evoluzione”.

Tra i capi più amati, la camicia bianca di chiusura conquista Silvana: “Io ho adorato la camicia bianca a fine sfilata, col candore del bianco”. Leo sottolinea invece il lavoro sul denim: “Sul jeans abbiamo fatto un lavoro pazzesco, lo abbiamo dosato in una maniera giusta, cioè era leggero, non era pesante e non era duro. Ci sono tanti tessuti inglesi però con la mano italiana, molto leggeri”.

L’idea alla base della collezione è quella di ragazzi che studiano al conservatorio, accompagnati dalle ragazze al seguito, sotto lo sguardo del maestro Giorgio Armani, che continua a ispirare una visione dello stile in equilibrio tra disciplina e libertà. Trench, cappotti, giacche, long cardigan, maglie morbide e camicie ampie dialogano con bermuda, denim e dettagli preziosi come ricami di cristalli o piccoli stemmi che richiamano i club storici del marchio. La palette si muove dal beige e greige, colori feticcio di ‘Re Giorgio’, ai marroni, con tocchi di blu, rosso e viola, mentre accessori essenziali completano ogni look con eleganza contemporanea.

Alla fine della sfilata Silvana Armani e Leo Dell’Orco salutano il pubblico insieme a Nicola Lamorgese, responsabile dell’ufficio stile Emporio Armani uomo, storico collaboratore, da trentun anni in azienda, e Marco Brunello, responsabile dell’ufficio stile Emporio Armani donna, storico collaboratore, in azienda da ventisette anni. Non c’è dubbio che questa prima prova a due sia un manifesto di stile, dove il dialogo tra maschile e femminile diventa naturale, autentico e irresistibilmente moderno. In poche parole, squisitamente Armani. (di Federica Mochi)

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