La nipote dello stilista rinnova l’eredità del Maestro con una collezione costruita per sottrazione, tra fluidità e rigore che definiscono i 'Nuovi orizzonti' della maison
Un gioco di sottrazioni e alleggerimenti racconta la nuova collezione donna autunno/inverno Giorgio Armani, firmata da Silvana Armani, che si muove nel solco della grande tradizione della maison, rinnovandola con delicatezza. Un racconto che resta profondamente legato all’eredità del signor Armani, ma che trova nella fluidità e nella leggerezza le sue parole chiave. In passerella, cappotti che si allungano e avvolgono il corpo, abiti e completi in velluto declinati in blu notte e bordeaux profondo, una tonalità che Silvana Armani chiama senza troppi giri di parole “il nuovo nero”. Un’estetica essenziale, costruita per sottrazione, dove ogni elemento superfluo viene eliminato in nome della purezza della forma.
“C'è un’atmosfera di divertimento esotica, con qualche accenno al Giappone, che mio zio amava da morire” racconta Silvana Armani, restituendo l’immagine di una collezione che si muove tra suggestioni orientali e concretezza quotidiana. Alla base del progetto, una visione fortemente femminile, quella di una donna che veste le donne e pensa alla praticità. Un approccio già dichiarato in passato e ribadito oggi: “Creo pensando a quello che indosserei io” ammette la designer, che dà vita a un prêt-à-porter nel quale, anche nelle scelte cromatiche, il rigore viene illuminato da contrasti studiati, sdoganando anche il bianco per l’inverno. “C’è tanto bianco - fa notare - e dà un flash alla collezione”.
E se il lungo dei cappotti viene spesso interpretato come segnale dei tempi, Silvana spazza via ogni lettura simbolica: “Questo lungo è soltanto perché mi piacciono i cappotti. Senza nessun altro significato”. Il cuore della collezione è un lavoro paziente di sottrazione: “Le giacche non hanno alcun interno, lo scopo era quello di dare un senso di leggerezza, semplificare”. L’obiettivo: togliere quella cosa in più. Una filosofia che coinvolge anche accessori e dettagli. Anche i gioielli sono ridotti al minimo, con l’idea di togliere tutto ciò che non serve. Il processo creativo non è stato complicato ma, dice, “mi è venuto naturale, perché io sono così”.
La collezione si intitola ‘Nuovi Orizzonti’ e include flanelle, cachemire, crêpe e velluti. Se le giacche sono completamente svuotate, i cappotti e i blouson avvolgono il corpo, i pullover lasciano intravedere le camicie, mentre la palette ruota attorno a grigi, salvia e blu. E’ una donna che si muove con sicurezza, fedele alla propria essenza ma pronta a rinnovarsi. A suggellare la sfilata, una colonna sonora carica di significato: ‘A costo di morire’, un brano inedito di Mina, omaggio a Giorgio Armani. Una cover del brano di Fausto Leali del 2011, scelta come epilogo per raccontare la collezione.
Tra gli ospiti del teatro di via Borgonuovo, Leo Dell’Orco, storico compagno dello stilista scomparso a settembre e responsabile dello stile uomo. Ammira la sfilata seduto in alto, visibilmente soddisfatto. E del resto non potrebbe essere altrimenti. Quella firmata da Silvana Armani è una collezione che prosegue nel segno del Maestro, ma con voce autonoma: continua a parlare alle donne di oggi con rispetto e misura, rimanendo fedele all’essenza Armani e aprendo, con naturalezza, 'nuovi orizzonti' di eleganza contemporanea. (di Federica Mochi)