Nucleare, i decreti entro fine anno e il percorso verso il referendum

26 giugno 2026 | 11.24
LETTURA: 2 minuti

Accelera il processo per arrivare a legiferare sul ritorno all’energia nucleare. Il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha anticipato la roadmap normativa: decreti attuativi entro Natale, possibile nuovo referendum tra 2028 e 2029 e piena trasparenza nel percorso istituzionale. “Dopo l'approvazione della legge delega sul Nucleare sostenibile, nei mesi prossimi il ministero predisporrà i decreti di attuazione. La norma prevede dodici mesi, ma entro Natale vorrei presentare tutti i decreti legislativi – ha detto Pichetto Fratin - I decreti saranno diversi e riguarderanno tutta la parte tecnica di attuazione della legge”. Quanto al referendum, ha aggiunto: "Io credo che sia del tutto naturale che in democrazia si possano raccogliere delle firme per fare un referendum, la cosa fondamentale è che dobbiamo cercare, tutti noi, di dare il massimo della chiarezza, dare tutte le risposte e la massima trasparenza". Il referendum è necessario perché in passato, per due volte, gli italiani si sono espressi contro. La rinuncia all’utilizzo dell’energia da fissione nucleare per la produzione di energia elettrica è avvenuta in conseguenza del primo referendum abrogativo del 1987, e che portò all’arresto delle centrali nucleari ancora attive - Latina, Trino e Caorso (la centrale del Garigliano era stata già chiusa nel 1982) - e degli impianti del ciclo del combustibile nucleare, nonché l’interruzione dei lavori di costruzione delle centrali di Montalto di Castro e di Trino 2 (entrambe mai entrate in funzione). Nel 2010 il Governo italiano propose il rilancio delle attività propedeutiche alla produzione elettronucleare, in particolare mediante l’emanazione del decreto legislativo per le procedure realizzative di nuovi impianti di produzione di energia elettrica nucleare e fabbricazione di combustibile nucleare, nonché la procedura per la localizzazione, l’autorizzazione e la costruzione del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare. Tuttavia, l’esito del referendum del giugno 2011, svoltosi poco dopo l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima, sancì nuovamente l’abbandono dello sviluppo nucleare in Italia per la produzione di energia elettrica. Ad oggi, quindi, l’utilizzo di reazioni di fissione nucleare per la produzione di energia elettrica non è previsto dalla normativa nazionale.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza