Al centro del colloquio la norma con l'incentivo agli avvocati dei migranti se i loro assistiti accetteranno il rimpatrio
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano è salito al Colle dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella per un colloquio sul decreto sicurezza. Al centro vi è la norma che prevede un incentivo per gli avvocati dei migranti i cui assistiti accettano il rimpatrio. Una disposizione sulla quale è naturalmente massima l'attenzione da parte del Capo dello Stato che procederà alla promulgazione del testo approvato dal Parlamento soltanto se non ravviserà elementi di manifesta incostituzionalità. Il colloquio per approfondire tutti gli aspetti, legati alla disposizione in questione e capire come uscire dall'impasse.
Uno stop del Quirinale non sarebbe naturalmente indolore, visto che comporterebbe la decadenza del decreto legge, che comunque va convertito entro il prossimo 25 aprile, quindi in tempi strettissimi. In passato, proprio per evitare che contenuti controversi di un provvedimento potessero travolgerlo in toto, il capo dello Stato ha promulgato il testo di conversione, accompagnandolo con una lettera ai vertici di governo e Parlamento per segnalare le criticità e sollecitare i necessari correttivi.
Ė ovvio che ogni situazione fa storia a sè e quindi non è possibile ipotizzare che ci si possa riferire ad una sorta di precedenti. Si tratterà piuttosto di capire se governo e maggioranza saranno in grado di prospettare soluzioni che rendano possibile il via libera del Colle, come ad esempio quella di cui si è parlato nelle ultime ore della presentazione di un ordine del giorno che rinvii ad un altro provvedimento per specificare e attuare la norma sui rimpatri.