Decreto sicurezza, domani voto di fiducia. Meloni: "Nessun pasticcio, norma rimpatri rimane". Protesta delle opposizioni in aula

La premier: "Trasformiamo rilievi Colle in provvedimento ad hoc". Il ministro Piantedosi: "La Commissione Europea ha incoraggiato e sostenuto l'attuazione dei rimpatri volontari assistiti"

La protesta delle opposizioni in aula
La protesta delle opposizioni in aula
21 aprile 2026 | 12.51
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Sono fissate per le 16 di domani le dichiarazioni di voto e, a seguire, il voto di fiducia sul Decreto sicurezza. Lo ha stabilito la Conferenza dei capigruppo di Montecitorio, fissando poi l'esame dei 145 Odg presentati al provvedimento. Per quel che riguarda il voto finale sul testo, la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano al termine della capigruppo ha spiegato: "Avevo proposto una mediazione per tenerlo giovedì in diretta tv in prima serata ma è stata respinta, quindi si andrà a venerdì".

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Il governo, nel corso della riunione dei capigruppo della Camera, ha annunciato la presentazione di un nuovo decreto sicurezza. Lo hanno spiegato i capigruppo di opposizione. Il nuovo decreto, annunciato come "contestuale" a quello in aula a Montecitorio, sarà esclusivamente finalizzato ad estendere i rimborsi per i rimpatri rispetto ai parametri previsti dal Dl sicurezza in aula alla Camera. La premier Giorgia Meloni, parlando con i giornalisti a Milano, e il ministro Matteo Piantedosi in aula avevano confermato oggi che ci sarebbero stati dei correttivi, ma che la norma del dl sicurezza che prevede un incentivo economico per gli avvocati coinvolti nelle procedure di rimpatrio volontario resterà.

Siracusano ha spiegato che "da domani si inizia a lavorare sul testo". "Assicuriamo - ha spiegato - la contemporaneità dei provvedimenti. Ma dobbiamo aspettare che il Parlamento approvi l'attuale decreto sicurezza e il voto finale è previsto per venerdì, anche se già domani ci sarà un Cdm". Il testo del nuovo decreto prevederà che "a chiunque farà le pratiche per il rimpatrio viene riconosciuto il contributo a prescidenre dall'esito. Non c'è più un riferimento esclusivo agli avvocati, in questo modo estendiamo la platea", chiarisce ancora la sottosegretaria. Siracusano riponde anche alle critiche ricevute dall'opposizione di aver scartato l'opzione di presentare un emendamento soppressivo della parte del Dl sui rimpatri: "Con il soppressivo avremmo dovuto comprimere i tempi di esame alla Camera, e visto che da parte dell'opposizione abbiamo percepito un atteggiamento polemico verso l'intero decreto sarebbe stato complesso".

La protesta in aula

Con 47 voti di differenza la Camera ha respinto la richiesta delle opposizioni di ritorno in commissione del decreto legge Sicurezza e poi con 148 no ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità presentate dall'opposizione. I deputati delle opposizioni hanno poi occupato i banchi del governo e l'emiciclo della Camera. Il deputato Arturo Scotto è stato espulso dall'aula, la seduta è stata sospesa e alla ripresa il presidente di turno, il deputato di Fratelli d'Italia Fabio Rampelli, ha annunciato la convocazione della conferenza dei capigruppo. All'annuncio le opposizioni hanno iniziato a sgomberare l'emiciclo. La seduta è stata nuovamente sospesa.

Tra i deputati che hanno circondato i banchi del governo c'erano anche la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, e il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte. Seduto, invece, proprio sopra i banchi dell'esecutivo, oltre al deputato dem Scotto, c'era anche Riccardo Magi, segretario di +Europa, che però si era appena alzato prima del richiamo del presidente di turno, Fabio Rampelli.

Giorgia Meloni: "Trasformiamo rilievi Colle in provvedimento ad hoc"

"Non lo considero un pasticcio", ha dichiarato Meloni. A margine della sua visita al Salone del mobile di Milano, la premier ha fatto sapere: "Stiamo raccogliendo i rilievi tecnici, alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati, e trasformeremo quei rilievi in un provvedimento ad hoc, perché non c'erano margini di tempo sulla conversione del decreto per correggere la norma. Ma la norma rimane, perché è una norma di assoluto buon senso e francamente mi stupisce quello che ho sentito dire dalle opposizioni in questi giorni".

"Non mi è esattamente chiara la ragione per la quale noi, che riconosciamo il gratuito patrocinio all’avvocato che assiste il migrante che fa ricorso contro un decreto di espulsione, non dobbiamo invece riconoscere il lavoro di quel professionista che assiste un migrante quando volontariamente sceglie di essere rimpatriato. A me non è chiaro", ha detto la premier. "Mi pare - ha continuato - che sui rimpatri volontari assistiti siamo d’accordo: è uno strumento che l’Europa ci chiede di intensificare, è uno strumento che continuiamo a portare avanti, è uno strumento che stiamo lavorando per rafforzare. Almeno su questo mi pareva che fossimo d’accordo; ora scopro che non siamo d’accordo più neanche sul rimpatrio volontario assistito. Ma noi andiamo comunque avanti con delle norme che consideriamo di assoluto buon senso".

Piantedosi: "Su rimpatri volontari ci predisponiamo a correzione"

Nel corso del dibattito in aula in merito ai rimpatri volontari assistiti, il ministro dell'Interno Piantedosi aveva già fatto sapere che la norma sarà corretta. "Che il Parlamento - ha detto - condivida provvedimenti che favoriscano rimpatri e reinsediamenti di quei migranti che desiderano ritornare nei loro Paesi di origine attraverso iniziative basate sull'assoluta volontarietà corrisponde a quegli stessi obiettivi su cui l'Europa ha sollecitato l'attenzione degli Stati membri e tuttavia abbiamo preso atto di alcune sensibilità che sono state espresse su un punto specifico della norma e ci predisponiamo a una sua correzione". "Preciso che i rimpatri volontari assistiti non rappresentano un'invenzione di questo governo" ma sono "previsti da oltre 10 anni in attuazione di norme internazionali", ha aggiunto spiegando che "la Commissione Europea ha incoraggiato e sostenuto l'attuazione dei rimpatri volontari assistiti".

''A nome del governo - ha detto ancora il ministro nel corso del dibattito in aula - rivolgo un invito chiaro e preciso a questa Camera dei deputati ad approvare questo importante testo di legge al quale confidiamo si aggiunga presto l'approvazione del disegno di legge della storica riforma della polizia locale e del disegno di legge che integrerà le norme dei nuovi regolamenti del patto europeo di asilo e di immigrazione. E questo perché il governo andrà avanti con determinazione perché siamo convinti di essere sulla strada giusta".

Salvini: "Rilievi Quirinale? Non mi stupisce più nulla"

I rilievi del Quirinale sul decreto Sicurezza? "Non mi stupisco più di nulla", ha detto il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, a margine della sua visita al Salone del Mobile di Milano. A chi gli chiedeva poi se si stia andando verso una soluzione, Salvini ha spiegato: "Sì, a me interessano i risultati, quindi che sia a norma di legge la stretta contro i maranza, contro chi porta in giro dei coltelli, che vengano velocizzate le espulsioni, i rimpatri e ridotto il numero di quelli che entrano".

Consiglio dei ministri oggi e domani

Il Consiglio dei ministri dovrebbe tenersi oggi alle 17.30 per l'esame di alcuni provvedimenti in scadenza. Una nuova riunione è attesa già domani alle 12: tra i dossier sul tavolo figurano le possibili nomine dei sottosegretari e l’aggiornamento del Documento di finanza pubblica.

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