Iran, ambasciatore a Roma Sabouri: "Restiamo al tavolo con gli Usa ma escalation è possibile"

Teheran rivendica impegno diplomatico e diritto alla difesa: "Ogni aggressione avrà risposta proporzionata"

A picture taken on August 16, 2008 shows an Iranian flag fluttering in front of Iran's Safir Omid rocket, which is capable of carrying a satellite into orbit, before it's launch in a space station at an undisclosed location in the Islamic republic. Iran said on August 17 it had successfully launched the rocket, a move that could further exacerbate tensions with the West over its nuclear drive. AFP PHOTO/STR/VAHIDREZA ALAI (Photo credit should read VAHIDREZA ALAI/AFP/Getty Images) - AFP/Getty Images
A picture taken on August 16, 2008 shows an Iranian flag fluttering in front of Iran's Safir Omid rocket, which is capable of carrying a satellite into orbit, before it's launch in a space station at an undisclosed location in the Islamic republic. Iran said on August 17 it had successfully launched the rocket, a move that could further exacerbate tensions with the West over its nuclear drive. AFP PHOTO/STR/VAHIDREZA ALAI (Photo credit should read VAHIDREZA ALAI/AFP/Getty Images) - AFP/Getty Images
08 giugno 2026 | 17.11
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L’Iran resta impegnato nel processo negoziale con gli Stati Uniti, pur non escludendo un’ulteriore escalation regionale. È quanto afferma l'ambasciatore iraniano a Roma, Mohammad Reza Sabouri, in un'intervista all'Adnkronos, nella quale ribadisce la disponibilità di Teheran a proseguire il dialogo, pur avvertendo che il quadro regionale rimane altamente instabile.

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"Pur mantenendo la piena prontezza a fronteggiare qualsiasi atto di aggressione o eventuale violazione del cessate il fuoco, la Repubblica Islamica dell'Iran continua a partecipare al processo negoziale", sottolinea il diplomatico, ricordando come Teheran abbia accolto "con spirito costruttivo e in buona fede" gli sforzi di mediazione internazionale, incluse le iniziative promosse dal Pakistan.

Secondo Sabouri, gli sviluppi più recenti nella regione - dal raid israeliano su Beirut all'attacco missilistico iraniano che ne è seguito - confermano una fase ancora estremamente fragile. Le operazioni militari israeliane, in particolare quelle contro il Libano, vengono definite elementi che "evidenziano un atteggiamento negativo nei confronti del percorso diplomatico" e un tentativo di ostacolare i negoziati in corso.

Per l'ambasciatore, dunque, "la possibilità di una nuova escalation o di nuovi episodi di conflitto non è ancora esclusa", anche se la Repubblica islamica continuerà a perseguire un approccio che definisce "responsabile e costruttivo" a sostegno della diplomazia e di soluzioni politiche durature.

Sul piano della sicurezza, Teheran ribadisce linee rosse nette: qualsiasi attacco contro infrastrutture, interessi vitali o la sicurezza nazionale sarà considerato una violazione e riceverà una risposta "decisa e proporzionata". Sabouri sottolinea come la Repubblica islamica abbia già dimostrato in passato la propria capacità di reazione, citando episodi di tensione nel Golfo Persico e ritorsioni contro obiettivi israeliani dopo attacchi a infrastrutture iraniane.

Il diplomatico accusa inoltre Stati Uniti e Israele di aver contribuito al deterioramento del quadro regionale, parlando di comportamenti "lesivi e destabilizzanti" e di ripetute violazioni del cessate il fuoco. "La Repubblica Islamica dell’Iran ha dato prova in modo chiaro e inequivocabile della propria buona fede nell’attuazione del cessate il fuoco", afferma, sostenendo che gli sviluppi recenti siano una conseguenza diretta di tali azioni.

Sabouri richiama infine la dimensione regionale del conflitto, respingendo le accuse di un ruolo di comando iraniano su Hezbollah, milizie irachene e Houthi. "La Repubblica Islamica dell’Iran non esercita alcuna influenza né interferenza nelle decisioni o nelle operazioni dei gruppi e degli attori regionali", afferma, pur sottolineando come tali movimenti si inseriscano in un contesto segnato da "aggressioni, provocazioni e ripetute violazioni del cessate il fuoco".

Secondo l'ambasciatore, le dinamiche attuali sono il risultato anche dell’"inerzia e incapacità della comunità internazionale" nel contenere i comportamenti israeliani, citando le vittime civili a Gaza e in Libano e le continue escalation nella regione. Un quadro che, avverte Teheran, continua ad alimentare instabilità e rischi di ulteriore allargamento del conflitto.

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