Il movimento di Gianluca Iannone, reduce dalle violente polemiche legate alla presentazione (negata) alla Camera della proposta di legge popolare sulla remigrazione, si schiera a favore della riforma della giustizia
“Chi ama l’Italia vota sì”. CasaPound Italia scende in campo in vista del referendum sulla riforma della giustizia, che si terrà il prossimo 22-23 marzo 2026, e lo fa sposando la causa del sì.
“Un gesto per dare un chiaro segnale a chi, ancora una volta, vuole incatenare le sorti della Nazione”, afferma in una nota il movimento di Gianluca Iannone, reduce dalle violente polemiche legate alla presentazione (negata) alla Camera della proposta di legge popolare sulla remigrazione. “Mentre gli italiani in massa hanno deciso di sostenere la proposta di legge sulla Remigrazione – si legge nel comunicato diffuso da Cpi – vogliamo esprimere il nostro chiaro sostegno alla riforma della giustizia. Il prossimo 22 e 23 marzo attraverso il sì è possibile mettere alla berlina tutta la retorica del no. Una litania che vuole tenere l’Italia incollata al clientelismo giudiziario dove la giustizia viene usata come una vera e propria arma politica. Diciamo, quindi, basta a carriere costruite sulle correnti e basta con l’impunità”.
“La separazione delle carriere rafforza la magistratura permettendo un accrescimento dell’autonomia e della trasparenza delle funzioni – prosegue la nota – inoltre è importante evidenziare, nell’oggi, la funzione di un’associazione di fatto privata quindi sensibile alle questioni politiche come l’Anm, controversia sottolineata dal Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia Paolo Itri, ‘possa decidere di fatto le nomine dei procuratori della Repubblica’. Una questione grave che ha condotto agli squilibri giudiziari visibili da ognuno di noi. La propaganda del no fatta di storici improvvisatisi giuristi, di scrittori tuttologi, di una campagna basata sulla menzogna e anche di libri di testo, come nel caso di un liceo di Reggio Calabria, in cui si afferma che ci sarebbe un presunto piano per limitare l’indipendenza della magistratura, cercando di indottrinare gli studenti a scuola, mostra la cifra stilistica di chi vuole impaludare la Nazione. Per questo, lo ribadiamo, il 22 e 23 marzo chi ama l’Italia vota sì”.