Referendum, le Camere penali e il loro Comitato in piazza a Roma per il Sì

Petrelli (Ucpi): "No tifo da stadio, noi in piazza per spiegare la riforma". Mantovano: "Riforma rafforza autonomia e indipendenza della magistratura"

La manifestazione per il Sì al referendum (Foto Adnkronos)
La manifestazione per il Sì al referendum (Foto Adnkronos)
14 marzo 2026 | 12.41
LETTURA: 3 minuti

Comitato Camere Penali per il Sì e Unione delle Camere Penali Italiane oggi sabato 14 marzo in piazza Santi Apostoli, a Roma, per la manifestazione per il Sì al referendum sulla riforma della giustizia. “Credo che questa sia un'occasione straordinaria: è un voto per il nostro Paese davvero decisivo - ha affermato ai giornalisti Francesco Petrelli, presidente dello stesso Comitato e dell’Unione delle Camere penali - I cittadini devono, con il loro voto, dirci se vogliono avere una giustizia più giusta, una giustizia più trasparente, un giudice finalmente terzo come è scritto nell'articolo 111 della nostra Costituzione, decisioni più autorevoli e soprattutto una magistratura finalmente libera dalla politica”.

“I penalisti italiani avevano sin dall'inizio rappresentato il rischio che un voto, che doveva e dovrà essere sul merito della riforma, potesse invece divenire ostaggio di una politicizzazione, di un tifo da stadio al quale purtroppo abbiamo assistito”, ha detto Petrelli.

“Noi penalisti abbiamo fatto un lavoro diverso - ha continuato - siamo stati nelle strade e nelle piazze, come stiamo facendo ora, vicino ai cittadini e ci siamo impegnati nello spiegare il perché questa riforma è importante per il Paese lasciando perdere gli slogan della politica”. “Noi - ha concluso - ci siamo sottratti al tifo da stadio e siamo stati presenti come oggi in tutte le piazze e le strade del Paese, vicini ai cittadini, proprio per spiegargli il significato di questa riforma e quali sono i motivi per i quali occorre votare sì”.

Mantovano: "Riforma rafforza autonomia e indipendenza della magistratura"

Alla manifestazione è intervenuto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. “Perché il magistrato quanto entra in udienza indossa una toga larga, lunga e nera? Perché quando va in udienza è la giustizia e la giustizia non ha colori non solo di abito, ma neanche ideologici né politici - ha detto Mantovano - La declinazione in Costituzione della toga nera, lunga, larga è in due parole: autonomia e indipendenza della magistratura; queste due parole vengono confermate e rafforzate dalla riforma sulla quale i cittadini sono chiamati ad esprimersi”.

“E vengono confermate non solo verso l’esterno ma anche - e questa è la novità - verso l’interno perché l’autonomia e l’indipendenza sono minacciate dal meccanismo delle correnti”, ha continuato. “Questa riforma non realizza, come leggiamo su qualche striscione, la subordinazione della giustizia alla politica - ha proseguito Mantovano- ma l’esatto contrario e si tradurrà nella autentica liberazione dei magistrati da questa morsa che li attanaglia nella loro progressione in carriera e in una sorta di omogeneizzazione al ribasso. Sono tanti i magistrati che lavorano sette giorni su sette, dodici ore al giorno, spesso saltando i fine settimana e qualche giorno di vacanza e non è giusto che vengano sopravanzati in virtù del vincolo correntizio da chi non lavora neanche dodici ore al mese”.

Anche alcuni magistrati per il Sì sono intervenuti alla manifestazione a Roma. Presenti anche esponenti politici, tra gli altri hanno preso la parola il deputato Roberto Giachetti (Iv) e l'ex parlamentare Stefano Ceccanti.

Leggi anche
Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza