Il capogruppo del Pd in Vigilanza Rai intervistao ad 'Adntalks' dal direttore Davide Desario
"La Vigilanza era bloccata da due anni, non funzionava, questa maggioranza è allergica a qualsiasi contollo. Il nostro è un atto di libertà e di protesta anche nei confronti dei presidenti delle Camere, che per due anni non hanno fatto nulla e hanno gestito la vicenda in maniera burocratica". Lo ha detto all'Adnkronos Stefano Graziano, capogruppo del Pd in Vigilanza Rai, intervistato ad 'Adntalks' dal direttore Davide Desario a proposito della stallo della bicamerale.
"Tutte le opposizioni oggi risponderanno duramente ai presidenti delle Camere, dopo due anni in cui non hanno fatto nulla per sbloccare la Vigilanza non si può rispondere in modo burocratico chiedendo i nomi -ha proseguito Graziano-. C'è un problema politico che deve essere risolto, i presidenti delle Camere dovrebbero rendersi conto della difficoltà istituzionale e costituzionale, è la prima volta che una cosa del genere succede nella storia della Repubblica". Per Graziano, "adesso sta alla maggioranza fare proposte per sbloccare una situazione di questo tipo, c'è un disagio delle opposizioni anche sull'informazione pubblica e ricordo che dove c'è più informazione c'è più democrazia".
A proposito delle eventuali dimissioni dei componenti di minoranza del Cda Rai, Graziano ricorda che sono stati "eletti dal Parlamento. Come si sa, il Pd non è voluto entrare nella governance Rai, ha scelto di restare fuori perchè sapevamo che saremmo andati in questa direzione, lo abbiamo detto da tre anni. Noi siamo stato coerenti, la scelta è loro e nella loro autonomia, noi facciamo scelte nette, tra il punto e il posto scegliamo il punto", ha spiegato ancora l'esponente dem, che è tornato sullo stallo della Vigilanza.
"Noi abbiamo detto con chiarezza che bisogna ripartire dal recepimento dell'European media freedom act, che sono le regole europee per avere più autonomia e indpendenza della governance, risorse certe al servizio pubblico, autuonomia per il giornalismo di inchiesta e monitoraggio dei programmi, perchè è impensabile che si possano spendere centinaia di migliaia di euro per programmi che poi fanno lo 0 di share", ha detto Graziano. "Da due anni la Vigilanza è bloccata, la maggioranza non veniva in commisisone, gravissimo. Se non partecipa la minoranza ai lavori di una commissione è un segnale politico ma se lo fa la maggioranza blocca la commissione. Ed è quello che è accaduto", ha spiegato l'esponente dem. "Il Media freedom act è una legge europea in vigore già da un anno, c'erano scadenze precedenti e tutti i Paesi si devono adeguare. Serve a evitare un eccesso di influenza sul servizio pubblico e ad aiutare ad avere più informazione ai cittadini, a chi paga il canone, una informazione più libera e indipendente", ha sottolineato Graziano.
Ad 'AdnTalks' il deputato del Pd ha parlato anche di riforma elettorale: "Questa legge elettorale è inaccettabile" ma "il punto è che è evidente che c'è la volonta del governo e della presidente del Consiglio di voler immischiare le carte per vincere. Io questa legge elettorale la chiamerei 'fifarellum', sono presi dalla paura e provano a cambiare legge elettorale per vincere le elezioni. Ma la lezione che hanno avuto dal referendum sarà moltiplicata". Nel merito, ha aggiunto, "Io sono a favore delle preferenze da sempre. Un emendamento del Pd? Faranno tutto loro, noi lasciamoli giocare tra di loro e vediamo quale sarà il risultato. Siamo in attesa".
Tra i temi affrontati nell'intervista con il direttore Davide Desario, anche il centrosinistra: "Stiamo lavorando a fare un programma chiaro per il governo, un metodo per la scelta del candidato alla presidenza del Consiglio lo toveremo. Io penso sia giusto che il presidente del Consiglio lo faccia il segretario del primo partito della coalizione, diversamente si faranno le primarie -ha detto Graziano-. Un outsider non credo ci sia, penso sia giusto che Elly Schlein guidi la coalizione del centrosinistra perchè è giusto che il leader del primo partito guidi la coalizione alternativa a quella in campo".
La coalizione di centrosinistra la chiamerei "Alleanza per i cittadini. Oggi quelli che soffrono di più sono quelli che nel Paese rispetto a 5 anni fa stanno molto peggio e noi dobbiamo difendere gli ultimi. Nella Costituzione c'è un articolo che dice che bisogna lavorare per eliminare gli ostacoli a chi ne ha, oggi ci sono milioni di cittadini che stanno molto peggio e il governo se ne occupa sempre meno. Noi ce ne dobbiamo occupare sempre di più", ha spiegato ancora l'esponente dem.
Per quel che rigurda il Pd, "assolutamente sì", il pluralismo è rispettato, "è un tema che non esiste, è un problema di chi esce", ha detto ancora il deputato dem sottoolineando tra l'altro: "Il Pd è un partito popolare, di massa, con il pluraslismo intende intepretare le diverse sensibilità. Ma qualsiasi iniziativa politica che si aggiunge ed è utile a dare un contributo è benvenuta".
Da capogruppo Pd in commissione Difesa della Camera, Graziano ha spiegato: "L'Italia deve fare una scelta fatta ancora in modo timido, la difesa europea, altrimementi si spendono più soldi e c'è meno efficacia nella difesa. Andare verso gli Stati uniti d'Europa significa meno sovranismi dei Paesi e investimenti che devono essere verso la interoperatività: 27 capi di stato maggiore della Difesa, dell'Aeronautica, dell'Esercito, della Marina, dobbiamo lavorare per superare questo sistema. Nel centrosinistra sulla difesa europa siamo allineati. Gli investimenti devono essere graduati. Se noi li facciamo tutti insieme abbiamo un risparmio, se li facciamo ogni Paese per conto suo realizziamo la difesa dei Paesi e non quella europea e spenderemmo più soldi con meno efficacia", ha detto ancora Graziano.