È entrata nel vivo alla Camera dei deputati la fase conclusiva dell’iter parlamentare della nuova legge elettorale, chiamata ad affrontare l’ultimo e decisivo passaggio prima dell’approvazione definitiva. Nelle ultime ore la Commissione Affari costituzionali ha completato l’esame degli emendamenti presentati sul provvedimento, respingendo tutte le proposte di modifica riferite all’articolo 1, dalla 1.5 alla 1.55, e quelle relative all’articolo 2, dalla 2.2 alla 2.8. Conclusa la fase istruttoria in Commissione, il confronto si è quindi trasferito nell’Aula di Montecitorio, dove il dibattito si è concentrato soprattutto sugli aspetti di legittimità costituzionale della riforma. Nel corso della discussione, diversi esponenti delle forze di opposizione hanno espresso forti riserve sul testo, sostenendo che alcune disposizioni possano presentare profili di incompatibilità con i principi costituzionali, in particolare con riferimento alla rappresentanza democratica e all’equilibrio del sistema elettorale. Proprio sulla base di queste valutazioni, i gruppi parlamentari di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e +Europa hanno presentato cinque distinte questioni pregiudiziali, chiedendo all’Assemblea di interrompere l’esame del provvedimento ritenendolo non conforme ai principi costituzionali. Le pregiudiziali sono state tuttavia respinte dall’Aula al termine di una votazione a scrutinio segreto, che ha visto prevalere la maggioranza con 229 voti contrari e 151 favorevoli. L’esito del voto ha consentito quindi la prosecuzione dell’iter parlamentare, confermando la volontà della maggioranza di procedere rapidamente verso l’approvazione della riforma. La discussione in Aula ha evidenziato una netta contrapposizione tra le forze di governo e quelle di opposizione: da un lato la maggioranza ha difeso il testo come uno strumento volto a garantire maggiore stabilità al sistema politico e istituzionale, dall’altro le opposizioni hanno ribadito le proprie critiche sia sul merito della riforma sia sul metodo seguito nell’esame parlamentare. Il calendario dei lavori prevede ora un’accelerazione dell’iter. Lunedì 5 ottobre il Governo porrà la questione di fiducia sui primi tre articoli del provvedimento, passaggio che rappresenta un momento chiave per consolidare il sostegno della maggioranza e imprimere ulteriore speditezza all’esame della legge. Successivamente l’Assemblea sarà chiamata a pronunciarsi sui restanti articoli e sugli ordini del giorno, per arrivare quindi al voto finale. Salvo modifiche del calendario parlamentare, il via libera definitivo della Camera è atteso per giovedì 8 ottobre, quando Montecitorio concluderà l’esame di una delle riforme più dibattute dell’attuale legislatura.
La scheda del provvedimento