Festival Spoleto, 69esima edizione riparte da Menotti con 'Vanessa'

Neo direttore artistico Daniele Cipriani: "un ritorno alle 'radici' della manifestazione con un appeal più contemporaneo e pop rivolto anche alle nuove generazioni"

Il direttore artistico del Festival dei Due Mondi di Spoleto Daniele Cipriani - (foto Damiano Mongelli)
Il direttore artistico del Festival dei Due Mondi di Spoleto Daniele Cipriani - (foto Damiano Mongelli)
12 marzo 2026 | 19.18
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"Un ritorno alle radici della storica manifestazione con un appeal verso la contemporaneità e soprattutto verso i giovani. Uno sguardo al passato, mai con un sentimento di nostalgia, che sa combinare tradizione e nuove rivelazioni. In fondo il Festival di Spoleto è sempre stato uno straordinario trampolino di lancio per giovani artisti che si sono affermati nel mondo. E lo sarà anche per il 2026". Daniele Cipriani, neo direttore del Festival dei Due Mondi di Spoleto, parla con l'Adnkronos e annuncia la programmazione della storica manifestazione giunta alla 69esima edizione, che vede scendere in campo come consulenti per la musica, l'opera e il teatro, la pianista Beatrice Rana e il regista Leo Muscato. Il Festival si apre il 26 giugno con 'Vanessa' di Samuel Barber, su libretto di Gian Carlo Menotti. L'opera debuttò al Metropolitan Opera nel 1958 e approdò nel 1961 al Festival dei Due Mondi, in traduzione italiana e, per la prima volta, nella versione in tre atti. Oggi torna in Italia nella sua lingua originale, l’inglese, restituendo intatta la forza e il respiro internazionale. La regia è affidata a Leo Muscato, sul podio della Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna e del coro del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto debutta in Italia la direttrice sudcoreana Sora Elisabeth Lee. In scena un cast internazionale con il soprano Lauren Fagan nel ruolo del titolo accanto a Virginie Verrez, Lulama Taifasi, Sara Mingardo e Maurizio Muraro.

Grande attesa anche per il debutto di Yannick Nézet-Séguin, tra i direttori più richiesti al mondo, alla guida della London Symphony Orchestra con la pianista Yuja Wang (Piazza Duomo, 3 luglio). Direttore musicale del Metropolitan Opera e della Philadelphia Orchestra, già alla testa della Filarmonica di Rotterdam, Nézet-Séguin torna in Italia dopo otto anni di assenza. In programma due giganti del Novecento: Sergej Rachmaninov con la Sinfonia n. 2 in mi minore op. 27 e Sergej Prokof'evil con il Concerto per pianoforte n. 3 in Do maggiore op. 26, affidato allo straordinario talento musicale e al carisma di Yuja Wang. Nel segno dell’apertura ai linguaggi contemporanei si colloca 'Mika Symphonique', un concerto che vede Mika in una veste inedita (30 giugno). In Piazza Duomo, affiancato dalla Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna, diretta da Simon Leclerc, il cantautore rilegge i suoi brani più amati in chiave sinfonica. Un live che unisce scrittura contemporanea e raffinatezza orchestrale, slancio ed eleganza, energia travolgente e una dimensione più raccolta e personale.

La danza parla inglese con la Rambert, la compagnia di danza più longeva del Regno Unito che celebra il suo centenario omaggiando la fondatrice Marie Rambert (Teatro Romano, dal 26 al 29 giugno). 'This is Rambert' è un trittico che mette insieme alcune tra le firme più interessanti della coreografia contemporanea: (La)Horde con 'Hop(e)storm', un omaggio alla danza come azione collettiva, Emma Evelein con 'Gallery of Consequence', performance in prima europea che trasforma un aeroporto in una potente metafora delle nostre scelte. Ed infine, una nuova creazione, anche questa in prima europea, firmata da Bobbi Jene Smith che indaga le relazioni umane intrecciando musica e movimento.

Per la prosa, Peter Stein, maestro assoluto della regia del secondo Novecento e fondatore della leggendaria Schaubühne, affronta 'Platonov' di Anton Čechov (San Simone, dal 26 al 29 giugno). Opera giovanile scritta intorno al 1880, 'Platonov' è un testo visionario, mai davvero compiuto, e proprio per questo carico di potenziale, la storia di un uomo dotato di talento e fascino, ma incapace di trovare un posto nel mondo. Il primo esempio di quegli uomini 'superflui' che Čechov avrebbe poi disseminato nei suoi racconti e drammi.

E promette il neo direttore artistico Daniele Cipriani (classe 1978) che "il Festival di Spoleto ritornerà ad essere, realmente, una vetrina internazionale con spettacoli in lingua originale, inglese, tedesco, spagnolo (con sovratitoli in inglese e italiano), è stata triplicata inoltre la programmazione del Festival, tra titoli, debutti e alzate di sipario. Ritornerà per gli amanti della danza la storica Maratona di Danza ideata da Vittoria Ottolenghi e Alberto Testa con il quale ho cominciato a lavorare proprio qui a Spoleto nel 2001". E tra le altre novità della 69esima edizione "una sorta di esclusiva per gli spettacoli in cartellone - annuncia Cipriani - che non potranno essere programmati in altri teatri per almeno 5 mesi".

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