Hagai Levi porta 'Etty' al Nuovo Sacher: "Mio prossimo progetto sarà italiano, Moretti attore un sogno"

Il regista israeliano accompagna in un tour europeo la serie su Etty Hillesum: "La sua voce parla al mondo di oggi dominato da razzismi e dalla violenza sulle minoranze".

Hagai Levi porta 'Etty' al Nuovo Sacher:
04 maggio 2026 | 12.41
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Roma accoglie Hagai Levi, uno dei più importanti autori della serialità contemporanea, per la presentazione di 'Etty', la sua nuova serie dedicata alla figura di Etty Hillesum, già selezionata in concorso alla 82. Mostra del Cinema di Venezia. Il regista, sceneggiatore e produttore israeliano - noto per 'Scene da un matrimonio', 'In Treatment', 'The Affair' e 'Our Boy' - sarà al Cinema Nuovo Sacher il 7 maggio per incontrare il pubblico insieme alla protagonista Julia Windischbauer, al termine della proiezione delle 18.30.

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La tappa romana arriva dopo un tour europeo che ha portato 'Etty' nelle principali città del continente. Al Nuovo Sacher, lo spazio cinematografico di Nanni Moretti, la serie verrà presentata in due giornate, il 6 e 7 maggio, con la proiezione integrale dei sei episodi.

Per Levi, mostrare 'Etty' al Sacher ha un valore speciale: "Per me significa tantissimo. Ho iniziato la mia carriera come critico cinematografico e ricordo molto chiaramente il momento in cui ho visto 'Caro diario' di Nanni Moretti - mi ha davvero stupito - e da allora ho seguito tutti i suoi film. Il progetto Etty è nato come film; ho iniziato a scriverlo come lungometraggio ed è rimasto tale fino all’ultimo momento. Quindi per me è davvero molto significativo ed emozionante che venga proiettato come film, al cinema, prima di essere trasmesso in tv come serie, e in un luogo così speciale".

Levi non nasconde il legame personale con il nostro Paese, che affonda le radici nella sua storia familiare: "La mia famiglia ha vissuto in Italia per molte generazioni. Mio nonno - il professor Leo Levi - era un musicologo molto noto, apprezzato e insegnava sia in Italia che in Israele. È una figura che mi ha influenzato moltissimo. È nato in Piemonte, a Casale Monferrato, ed è poi cresciuto a Torino. Era un antifascista, essenzialmente un comunista, e allo stesso tempo un ebreo osservante, molto consapevole della propria identità ebraica".

Un’eredità culturale e politica che Levi riconosce come fondativa: "Si tratta di una tradizione presente nell’ebraismo italiano da moltissimi anni e che, per me, ha reso possibile questo percorso, o mi ha indicato questa strada mentre crescevo. Mio padre era così, così come i miei zii e tutta la famiglia, in realtà si tratta di qualcosa di molto raro in Israele: una forma di ebraismo religioso e di sinistra".

Non sorprende, allora, che Levi sogni un giorno di lavorare con Moretti attore, soprattutto in vista del suo prossimo progetto: "Lavorare con il Moretti attore sarebbe un nuovo sogno. Il mio prossimo progetto riguarda proprio la mia famiglia italiana, in particolare mio nonno, che era una figura straordinaria e piuttosto radicale, molto controversa e davvero fuori dal comune nei modi e nell’aspetto. Sarà il mio primo progetto italiano, spero, e per ora posso solo fantasticare su chi mi piacerebbe potesse interpretarlo".

La serie 'Etty' ripercorre il viaggio interiore della scrittrice olandese di origine ebraica, morta ad Auschwitz vittima dell'Olocausto e autrice dei celebri diari scritti tra il 1941 e il 1943. Un percorso spirituale e umano che Levi ha scelto di raccontare con un approccio contemporaneo, convinto che la sua voce sia ancora necessaria. "Sì, assolutamente - ed è proprio uno dei motivi per cui ho diretto il film in questo modo, con un approccio moderno, nel senso che l’intero contesto in cui è ambientato è in qualche modo contemporaneo. Ho ritenuto che le idee contenute nel libro, nel diario, fossero senza tempo, che fossero sempre attuali e rilevanti: rilevanti per l’Europa di oggi, rilevanti per Israele, per l’America, rilevanti per tutti quei luoghi in cui si respirano atmosfere pre-fasciste, tendenze pre-totalitarie, razzismo, minacce alle minoranze e così via. Era proprio questa la mia intenzione".

Una lettura che si intreccia inevitabilmente con l’attualità internazionale. Levi non ha mai nascosto le sue posizioni critiche sulla situazione politica del suo Paese, e oggi ribadisce: "Ciò che sta accadendo in Cisgiordania, e non solo a Gaza, è essenzialmente una pulizia etnica, un massacro quotidiano di palestinesi, per mano dei coloni e dell’esercito. Tutto questo sta avvenendo dietro le quinte della guerra contro l’Iran, mentre l’attenzione è concentrata sull’Iran e su Gaza. Lì stanno accadendo cose orribili, crimini di guerra di una portata difficile da descrivere".

Per Levi 'Etty' rappresenta anche un punto di svolta nel suo percorso artistico: "È vero che Etty, in un certo senso, riprende temi che ho affrontato in passato, in particolare quelli legati alle crisi personali e coniugali, al trauma e alla ricerca di un senso. Ma penso che la novità di Etty sia il tentativo non solo di ritrarre una situazione, non solo di analizzare una certa condizione o di crearne un'anatomia, ma anche di offrire una sorta di speranza, di suggerire una possibile via d'uscita e di fornire un senso di ispirazione a chi la guarda. È qualcosa che non era presente nei miei lavori precedenti".

Una speranza che nasce proprio dalla figura di Hillesum: "Una decina d’anni fa, durante un periodo di confusione e senso di impotenza, mi sono imbattuto in un piccolo libro in ebraico intitolato 'Il cielo dentro di me - I diari di Etty Hillesum'. Dopo una lettura che mi ha tolto il respiro ho sentito di aver trovato qualcosa di cui potevo parlare per il resto della mia vita", conclude.

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