Max Parisi il viaggio in Usa per il tumore al pancreas: "Con nuovo farmaco spero di avere più tempo"

Sulla terapia - non ancora approvato in Ue - tanti appelli per l'uso compassionevole

Max Parisi - Foto Ig max_parisi68
Max Parisi - Foto Ig max_parisi68
08 ottobre 2026 | 17.20
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"Speravo di arrivare almeno al mio compleanno, il 9 novembre. E invece adesso grazie al farmaco doraxonrasib ho una prospettiva che guarda oltre i due mesi e, lo dico con prudenza e scaramanzia, spero di andare ancora avanti per un pò". Lo ha detto in un’intervista Max Parisi, 58 anni, conduttore di Radio Monte Carlo Max Parisi in lotta contro il cancro al pancreas da circa 2 anni, e dallo scorso agosto negli Usa per sottoporsi a un trattamento antitumorale. Il 31 luglio i medici del San Raffaele avevano comunicato a Parisi che non c’erano più opzioni terapeutiche disponibili. Il 26 agosto, negli Stati Uniti, è arrivata l’approvazione del daraxonrasib, un farmaco diretto contro una specifica alterazione molecolare associata al tumore del pancreas. A quel punto Parisi ha scelto di tentare una nuova terapia e ha deciso di raccontare la sua storia. Gaetano Pecoraro de 'Le Iene' è volato a San Francisco per incontrare Max Parisi e parlare del farmaco. La storia di Parisi andrà in onda questa sera su Italia 1.

Il trattamento del tumore del pancreas "è stato approvato dalla Food and Drug Administration (Fda) negli Stati Uniti ed è quindi utilizzabile nella pratica clinica americana. Si tratta, tuttavia, di un farmaco a pagamento, il cui costo può essere coperto dalle assicurazioni sanitarie in base alle condizioni della polizza – sottolinea all’Adnkronos Salute l’oncologa Chiara Cremolini, membro del direttivo dell’Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e professoressa di Oncologia all’Università di Pisa -. Il sistema sanitario statunitense, infatti, è strutturato in modo diverso da quello italiano. Se un cittadino statunitense desidera avere accesso al farmaco, deve sostenerne il costo, direttamente o attraverso la propria assicurazione. Questo oggi vale anche per un paziente italiano: comprarsi il farmaco è possibile ma deve essere ben chiaro che parliamo di una terapia non definitiva”.

La terapia a base di doraxonrasib ogni mese costa 39 mila dollari. "Poiché non è ancora approvato dall’Ema, che sta effettuando la revisione dei dati, il farmaco non può essere utilizzato e rimborsato nei sistemi sanitari pubblici ma può essere al momento solo acquistato a spese del paziente. L’Ema sta aspettando che l’azienda produttrice presenti la richiesta di immissione in commercio", aggiunge Cremolini.

Sul possibile ricorso all’uso compassionevole del farmaco, Cremolini precisa: "in generale è un programma messo in campo da un’azienda farmaceutica, ma in Europa l’azienda in questione non ha ancora attivato alcun programma di uso compassionevole, per cui questa opzione di accesso precoce al momento non esiste". L’oncologa ricorda inoltre che, ai primi di settembre, "l’Aiom ha fatto richiesta all’azienda farmaceutica di procedere in tal senso e avviare un dialogo con Aifa". La questione ha successivamente dato origine anche a interrogazioni parlamentari bipartisan. Il nodo principale, però, resta quello del costo.

Anche il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato è intervenuto sulla vicenda: "Siamo impegnati al massimo sull'uso compassionevole del nuovo farmaco per il trattamento del tumore del pancreas", daraxonrasib, "l’obiettivo è rendere il farmaco disponibile il prima possibile per i pazienti che ne hanno bisogno. Nel momento in cui sarà dato il via libera" dall'azienda produttrice, Revolution Medicines, "quel farmaco verrà immediatamente dato alle persone che sono affette da questa patologia".

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