Dall’industrial all’elettronica, il nuovo disco con Boys Noize, dopo il 'Peel It Back Tour' uscirà il 17 aprile in attesa della ‘sfida’ ai David di Donatello con Checco Zalone
Prima i cartelloni comparsi nel deserto californiano, poi l’annuncio ufficiale: più che incerto, il futuro dei Nine Inch Nails continua a essere ricco di sorprese e colpi di scena, esattamente come la loro musica. La band americana guidata da Trent Reznor ha annunciato per il 17 aprile l’uscita di ‘Halo 38’, progetto realizzato insieme a Boys Noize, alias il produttore tedesco Alexander Ridha. Un nuovo tassello di un percorso che da tempo ha smesso di distinguere nettamente tra produzione discografica, elettronica e lavoro per il cinema. Un percorso portato avanti da artisti fenomenali come Reznor e Atticus Ross, che insieme vantano un palmarès impressionante: due premi Oscar, tre Golden Globe e una collezione di Grammy tale da far impallidire chiunque. Reznor, si sa, non è solo il cuore pulsante di uno dei gruppi più influenti della musica industriale ma un monumento vivente all’arte del suono disturbante e assoluto.
L’alleanza stessa con Boys Noize non deve sorprendere. Negli ultimi anni Reznor, Ross e Alexander Ridha hanno già lavorato fianco a fianco, prima su ‘Challengers [Mixed]’ e poi sulla colonna sonora di ‘Tron: Ares’, affinando il loro linguaggio comune tra synth, tensioni e un uso sempre più sporco del suono. Una sintonia che li ha portati anche a condividere il palco nel ‘Peel It Back Tour’, iniziato l’anno scorso, e suggerendo che questa collaborazione non sia una semplice deviazione estemporanea ma quasi un’estensione dell’identità dei Nin. L’annuncio del progetto in comune è arrivato attraverso una campagna mirata, con cartelloni comparsi lungo la strada verso Indio nei giorni che precedono il Coachella, dove la band si esibirà insieme a Boys Noize in concomitanza con l’uscita del disco. Un posizionamento tutt’altro che casuale, che lascia i fan sperare in un’ulteriore possibile declinazione live del progetto. Anche se le possibilità sembrano ridotte al lumicino.
Alla chiusura del 'Peel It Back Tour', hanno temuto potesse essere stato l’ultimo tour della band. In una delle ultime date, a Tulsa, Reznor aveva detto: “Non so se faremo un altro tour dopo questo, ma sono fiero dello show che stiamo portando in giro”. Una dichiarazione che Reznor ha poi voluto chiarire, precisando che si trattava semplicemente dell’ultima data di quel tour e che, al momento, non erano previsti altri concerti né c’era l’intenzione di organizzarne nel breve periodo. Questo, però, non significava affatto escludere un ritorno dal vivo in futuro, eventualità ancora possibile ma non imminente, né prevista per i mesi successivi o per l’anno in corso.
Dal vivo, i Nine Inch Nails restano un’esperienza senza compromessi. L’estate scorsa al Parco della Musica di Milano, subito dopo il set di Boys Noize, la band si è esibita nell’unica data italiana del tour 2025, dimostrando che, a quasi quarant’anni dagli esordi, la potenza del progetto è ancora intatta. Reznor e Ross, inoltre, continuano a consolidare il proprio ruolo nel cinema internazionale. Alla prossima edizione dei David di Donatello, in programma il 6 maggio a Roma, sono candidati per la Miglior canzone originale con ‘Vaster than Empires’, brano scritto per il film ‘Queer’ di Luca Gadagnino ed eseguito insieme a Caetano Veloso, in una competizione che li vede confrontarsi direttamente con Checco Zalone, candidato con ‘La prostata enflamada’ dal film ‘Buen camino’.
In attesa di conoscere chi vincerà l'improbabile sfida, l'imminente uscita firmata Nine Inch Noize sembra rappresentare l’ennesima evoluzione di un progetto che da oltre 40 anni rifiuta ogni tipo di etichetta. Se i Nine Inch Nails hanno costruito la propria eredità sulla tensione tra umano e macchina, questo nuovo capitolo si spinge ancora oltre, verso una forma sempre più ibrida e imprevedibile. Come ogni cosa che porta il nome di Reznor. (di Federica Mochi)