'We Will Rock You', la ribellione dei Queen torna in scena più attuale che mai

Lo spettacolo cult torna a calcare i principali palcoscenici. La regista Michaela Berlini: Racconto potente ambientato in un futuro distopico non lontano dal presente"

Una scena dello spettacolo 'We Will Rock You' (foto Samuele Faulisi)
Una scena dello spettacolo 'We Will Rock You' (foto Samuele Faulisi)
31 gennaio 2026 | 08.41
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'We Will Rock You' torna a calcare i palcoscenici italiani con un'energia rinnovata, pronto a coinvolgere il pubblico con uno spettacolo più attuale che mai. La nuova tournée, partita nel dicembre scorso da Gorgonzola (Milano), toccherà le principali città italiane e si concluderà il 19 aprile prossimo al Teatro Nazionale Italiana Assicurazioni di Milano. Scritto da Ben Elton in collaborazione con Roger Taylor e Brian May, ‘We Will Rock You’ è ormai un cult del teatro musicale contemporaneo. La storia racconta la conquista della libertà attraverso le canzoni immortali dei Queen, cantate in lingua originale e suonate rigorosamente dal vivo. Ambientato in un futuro distopico, in cui l’omologazione ha soffocato ogni forma di creatività e la musica è stata cancellata, un gruppo di ribelli, i Bohemians, sfida il sistema per riportare in vita il rock e la libertà di espressione al grido di We Will Rock You. “La storia e le canzoni dei Queen - spiega all’AdnKronos Michaela Berlini, regista dello spettacolo - si fondono in un racconto potente e attuale, un inno alla musica come forza rivoluzionaria e simbolo di una visione condivisa, capace di aprire la strada a un futuro più umano e autentico”.

Il nuovo tour vede un cast rinnovato di grandi interpreti: Giorgio Adamo vestirà i panni dell’irrequieto Galileo, Asia Retico sarà la spumeggiante Scaramouche, Giada Maragno la spietata Killer Queen, mentre Davide Bonafini e Francesco Cazzolla daranno vita rispettivamente a Khashoggi e al determinato capo dei ribelli Brit. Torneranno sul palco Alessandra Ferrari, già protagonista nelle precedenti edizioni, ora nei panni della carismatica Oz, e Massimiliano Colonna, interprete dell’iconico Pop sin dal 2008. L’ensemble, alternando i ruoli dei Yesmen e Yeswomen e dei ribelli Bohemians, include Monica Ruggeri, Davide Tagliento, Giulia Gerola, Erica Mariniello, Emily Riva, Mirco Di Santo, Alessandro Savino e Gian Maria Picciau.

Michaela Berlini ha aggiornato dialoghi e riferimenti per rendere la storia più vicina ai giorni nostri. “La sfida - racconta - è stata da un lato una grande responsabilità nei confronti di canzoni leggendarie come quelle dei Queen, dall’altra la riattualizzazione di questa storia, che è fatta di ribellione, di amore, di coraggio e esigenza di esprimere sé stessi in un mondo che ci vuole omologati, indottrinati e servi e funzionali al sistema. Quindi è stato divertente riadattare i dialoghi, è stato bello lavorare con gli attori per portare in scena questi personaggi in questo mondo distopico ma purtroppo mi tocca dirlo molto, molto attuale”.

La regista sottolinea come lo spettacolo sia divertente e anche profondo: “Il futuro in cui è ambientato è talmente distopico che i personaggi sono dei cliché, l’emblema del potere e la musica è vista come mezzo di salvezza. Hanno dei ruoli ben specifici ma nella realtà attuale questa separazione del potere è molto vicina alla realtà che stiamo vivendo. Quindi c’è molto di quello che è il controllo da parte del potere rispetto ai ragazzi che devono crescere, ai ribelli che non si possono esprimere. E’ uno spettacolo leggero ma anche amaro allo stesso tempo”. Il tutto è narrato con le musiche e le canzoni originali dei Queen, “che Brian May e Roger Taylor hanno in alcuni casi riadattato in piccole frasi dei testi a supporto della storia”.

Sulla costruzione della regia intorno a canzoni iconiche, Berlini spiega che è molto dinamica, “anche perché abbiamo lavorato molto bene sia con la coreografa Richardson che con le luci di Gnati per descrivere questo mondo che ci sembra molto attinente alla realtà”. Tutti i ruoli, che in altri paesi spesso non hanno molta parte fisica, “sono molto integrati” e non avendo tradotto le canzoni dei Queen in italiano, “nei dialoghi c’è tutta l’espressione della visione del personaggio”. Lo spettacolo è anche un omaggio alla memoria musicale: “E’ molto importante - osserva la regista -. Lo spettacolo parla di memoria intesa anche come presa di coscienza del passato. I Queen spesso sono stati considerati pop, mentre invece erano assolutamente rock e fuori dagli schemi. Penso che occorra riscoprire la musica del passato ed essere sempre tendenzialmente curiosi. Questo è anche l’insegnamento della storia che portiamo in scena, la curiosità e la voglia di conoscere”.

Anche l’aspetto visivo è curato nei minimi dettagli: “L’estetica è molto legata alle tematiche: i ragazzi Gaga, i ragazzi omologati, vestono costumi arancioni che ricordano quelli dei prigionieri di Guantanamo. È un’estetica emblematica, visivamente riconoscibile. Tutto vuole far emergere chiaramente le atmosfere delle canzoni”. Infine, sulla forza della nuova edizione e del cast, Berlini conclude: “Anche chi l’ha visto più volte troverà nuovi spunti, perché molti dialoghi sono aggiornati. Il cast è ricco, giovane, professionale, e riesce ad assumersi la responsabilità di cantare Freddie Mercury ballando e recitando in maniera incredibile. È bello sentirsi partecipe di un cambiamento tutti insieme, perché quello che avviene in teatro è proprio questa osservazione di un mondo che ci sentiamo vicino e ci piace l’idea di poter cambiare, di farlo insieme. Diventa una festa collettiva”. (di Federica Mochi)

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