L'ex centrocampista del Milan all'Adnkronos: "Non mi aspettavo il Como in Champions, Malen ha cambiato la vita della Roma, male il Milan"
"Chi vedrei sulla panchina della nazionale italiana? Vedendo quello che ci aspetta penso che il cerchio si stia stringendo fra Antonio Conte e Roberto Mancini. Sembra che possa finire così, anche se non so se Max Allegri rientri in questa corsa". Lo ha detto l'ex centrocampista della Nazionale Massimo Ambrosini all'Adnkronos a Parigi in occasione della celebrazione di Haier come Official Partner del Roland-Garros con “From the Court to Everyday Life”, in merito al prossimo ct azzurro e al domino dei tecnici delle squadre italiane. "Gattuso alla Lazio? Sarei molto contento per Rino perché ero in Bosnia ed ho visto, ho percepito, ho sentito una sofferenza che io personalmente, da esterno, non vivevo da tanto tempo, e in lui l'ho vista proprio in maniera forte. Penso che rimettersi in gioco in una realtà come la Lazio possa solo fargli bene".
Il campionato è appena finito, più sorprendente il Como in Champions o la bocciatura di Milan e Juve?
"Il Como in Champions League non me lo aspettavo, ma visto il percorso in bene del Como e anche della Roma, e in male, del Milan e della Juve, direi che è meritato. La Roma di Gasperini soprattutto dopo il 3-3 di Gatti, con la Juventus, sembrava che avesse perso un po' di spinta, ma va riconosciuto all'allenatore di aver avuto una coerenza che poi alla fine ha pagato. Anche dopo quello che è successo in società, secondo me si sono compattati ancora di più e hanno raccolto i frutti di un lavoro che è stato estremamente complicato ma agevolato dall'arrivo di un giocatore che gli ha cambiato la vita, come Malen, chiaramente", ha aggiunto l'ex milanista.
Tra poco iniziano i Mondiali. Senza l'Italia in campo, per chi fa il tifo?
"Per il Brasile di Ancelotti. Carlo si porta dietro tutto il bagaglio di emozioni, di vita, ma sono anche curioso dal punto di vista tecnico di vedere come giocherà. C'è curiosità e una attenzione emotiva. Ci sono le possibilità perché è una squadra, il Brasile, che ha meno talento rispetto a quelli passati, ma ne ha a sufficienza per poter pensare di vincere. E se ci mette un'organizzazione di un certo tipo, considerando che ha una delle difese più forti, la coppia di difensori è tra le più forti nel mondo, perché Gabriel e Marquinhos sono i più forti ed hanno anche Bremer, una batteria difensiva straordinaria e possono dire la loro", ha spiegato l'ex centrocampista della Nazionale.
"Altri favoriti? Spagna, Francia, Argentina, ma attenzione al Portogallo che rischia di poter andare avanti. Non so Cristiano in che condizioni arriverà. Sarà l'ultimo Mondiale di Cristiano Ronaldo, Messi e Modric? Pensate se ci fosse una finale Portogallo-Argentina. Sarebbe bello, saremmo contenti. Siamo stati fortunati ad averli visti e ad esserceli goduti fino adesso. Io un po' meno a giocarci contro, soprattutto con Messi. Sono stati a modo loro dei marziani. Quelle cose che succedono con una frequenza decennale, se non di più. Abbiamo dovuto aspettare vent'anni per vedere uno simile che è Yamal. Uno come Cristiano adesso a livello realizzativo può essere Harry Kane, ma dal punto di vista di quello che ha dato Cristiano, di quello che ha rappresentato per la nostra generazione, da tutti i punti di vista, si fa fatica", ha aggiunto Ambrosini.