Le due leggende della vela 'leggono' il futuro della Coppa America, che dal 2027 arriverà in Italia
“L’America’s Cup? Non facciamo il paragone tra queste barche e quelle di oggi, però i 12 metri classe internazionale sono state le barche usate dalla Coppa America per tante edizioni, sono barche che fanno bellissime regate perché hanno prestazioni molto simili, sono divertenti da navigare con un equipaggio numeroso, e con manovre complesse. Sono davvero delle belle barche”. Lo ha detto Torben Grael, leggendario velista brasiliano e storico tattico di Luna Rossa, protagonista delle imbarcazioni storiche 12 metri Stazza Internazionale ad Imperia al timone di Kookaburra II conversando con l’Adnkronos.
“La Coppa America di oggi? E’ stata sempre la punta della tecnologia dello sport della vela, quindi è giusto che ci sia questa modernità perché anche nella vela olimpica ci sono tante novità, c’è il foil e quindi credo sia normale che si vada verso quella strada”, ha aggiunto Grael che sulla prossima Coppa America a Napoli nel 2027 ha spiegato: “a settembre si comincia con le regate preliminari e Napoli sarà un campo di regata abbastanza difficile, anche perché c'è l'influenza del vulcano che crea un po’ di problemi per le condizioni meteo, sarà quindi una sfida per tutti”.
"Penso che quella di Napoli sarà un'edizione dell’America’s Cup molto bella e spettacolare”. Sono le parole di Tommaso Chieffi all’Adnkronos in occasione del mondiale delle imbarcazioni storiche 12 metri Stazza Internazionale ad Imperia dove sarà impegnato come tattico di Kookaburra III, che difese la Coppa per il Royal Perth Yacht Club contro Stars & Stripes ’87 di Dennis Conner (e la perse) armata dall’imprenditore italiano Maurizio Vecchiola.
“La Coppa America 2027 in Italia, a Napoli, sarà molto interessante anche con questo rientro all'ultimo minuto del team australiano, tra l'altro molto vincente nel SailGp, che è il circuito avversario, e anche se gli inglesi hanno ancora problemi perché non hanno una barca e mi dicevano che anche volendo fanno fatica a comprarla perché non ce ne sono, però speriamo che quell'impasse venga risolta perché sarebbe un peccato perdere un team valido per una questione burocratica, però sette barche sono un buon numero. C'era stato un po' di disappunto sulla scelta di Napoli senza aver consultato di altri team, però la partecipazione sta a significare che invece alla fine la pace è fatta e le regate si faranno, poi io credo che Napoli sia una cornice spettacolare”, ha aggiunto il tattico azzurro. “Con un imprenditore amico avevamo già fatto una supervisione per fare la Coppa America, quella che poi si fece a Valencia, e avevamo individuato proprio l'area di Bagnoli come l'area perfetta, la cornice perfetta per seguirla dalle rive le regate e ormeggiare i super yacht dei Tycoon a Capri, lo scenario ideale per fare quel tipo di gare”, ha aggiunto Chieffi.
Si è parlato anche di un'ipotesi di fare anche l'edizione successiva della Coppa America a Napoli. “Lì devi firmare il famoso patto della Concordia, però una volta che c'è la struttura credo che sia conveniente per tutti utilizzarla. Il Mediterraneo, tra l’altro, è un campo di regata conosciuto oramai dagli inglesi e dai neozelandesi con le grandi barche d’altura da parecchi anni, per cui direi che tutti gli elementi ci sono. Tra l'altro Napoli sta cercando di rilanciarsi anche come polo dello sport e della cultura, con il sindaco Manfredi che ha organizzato moltissime iniziative. Quindi speriamo che vada tutto bene”, ha sottolineato il tattico. “Certo l'organizzazione è mastodontica, nonostante le barche non siano tantissime, però muovi tanta gente, muovi tante strutture, quindi ci vuole una partecipazione della città e dei cittadini che probabilmente dovranno anche accettare dei sacrifici, però io credo che per Napoli sarà una buona occasione. E’ una città che se lo merita è sempre stata all'avanguardia e ultimamente era un po' andata nel dimenticatoio”. “Luna Rossa tra le favorite per la vittoria? Indubbiamente è nella fase migliore della sua decennale storia. E’ sicuramente in un momento di particolare grazia, con la Coppa in Italia e con le barche che hanno sviluppato con team New Zealand. Poi il fatto di aver chiesto e ottenuto di avere Peter Burling che in questo momento è lo specialista incontrastato della classe, e il fatto di avere dei ragazzi giovani altrettanto validi come Titta, Bissaro e Gradoni, può aiutare, anche se la vela è come il pallone, rotonda, e quindi tenendo tutte le dita delle mani e dei piedi incrociati io penso che ci sia una buona chance".
"I principali avversari di Luna Rossa? Team New Zealand è sicuramente la barca da battere, perché storicamente è sempre stato così. Gli inglesi in questo momento sono un po' in difficoltà, Alinghi è da valutare, e non sottovaluterei gli australiani che hanno una tradizione fortissima”, ha aggiunto Chieffi che ad Imperia sarà il tattico di Kookaburra III.
"E’ una sorta di déjà-vu di chi seguiva la Coppa America all'epoca visto che la Coppa America di questo tipo di barche nel 1987 non aveva ancora la televisione a seguirla, che fu poi introdotta successivamente da Raul Gardini, quando facemmo il Moro di Venezia e allora si iniziarono a vedere le prime telecamere autobasculanti, e si riuscivano ad avere le riprese che rendessero quello che stava succedendo in mare, però molte persone si sono appassionate in quell'epoca lì, Azzurra fu un successo incredibile nell'83 seguita poi da due barche italiane una c'ero su io su Yacht Club italiano con Italia, e Azzurra per cui insomma era già diventato in Italia un fenomeno di costume che poi è esploso prima con il Moro di Venezia e successivamente con Luna Rossa però vedere da dove tutto è iniziato è comunque bello”, ha concluso Chieffi.