Italia da record tra Olimpiadi, tennis e rugby ma il calcio trattiene il fiato

Il pallone resta in attesa di un Mondiale che manca da due edizioni, Buonfiglio convinto: "Ci andremo"

La Nazionale di Rino Gattuso - Ipa
La Nazionale di Rino Gattuso - Ipa
09 marzo 2026 | 17.58
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Negli ultimi anni lo sport italiano sta vivendo una fase di eccezionale prosperità, caratterizzata da risultati storici e da una vitalità diffusa che coinvolge discipline molto diverse tra loro. È un periodo che si distingue per prime volte assolute che ridisegnano la percezione internazionale dell’Italia sportiva, ma allo stesso tempo si accompagna a una contraddizione evidente: mentre tennis, rugby e sport invernali alle Olimpiadi di Milano-Cortina, registrano traguardi mai raggiunti prima, e sport come l’atletica e il volley portano risultati incredibili, il calcio maschile continua ad arrancare, sospeso nell’incertezza dei playoff per i Mondiali 2026.

Buonfiglio: "Andremo al Mondiale"

“Manca soltanto la nazionale di calcio e darci delle soddisfazioni? Io non ho dubbi. Andremo ai Mondiali. Conosco il presidente Gravina, ho piena fiducia in lui. Ma lui non gioca? Non è che quando si vince è merito del presidente e quando si perde è colpa sua. Allora si dovrebbero dimettere tutti. Non è un momento facile per il calcio italiano, però credo che il presidente Gravina, il Consiglio federale, lo staff tecnico ce la stiano mettendo tutta", è la convinzione espressa dal presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, convinto che la nazionale italiana di Gennaro Gattuso si qualificherà per i Mondiali di calcio del 2026 negli Stati Unici, Canada e Messico. "Come ho dato l’in bocca al lupo alla Nazionale di rugby al centro di preparazione olimpica prima della partita, così mi farà piacere fare altrettanto anche con la nostra nazionale di calcio", ha aggiunto Buonfiglio che sarà presente a Bergamo ad assistere alla sfida con l'Irlanda del Nord il 26 marzo. "Si sarò a vedere la partita", ha sottolineato il numero uno dello sport italiano.

Il tennis e il miracolo Sinner

Tornando agli altri sport, il punto di svolta più evidente è arrivato dal tennis. Il 13 luglio 2025 Jannik Sinner diventa il primo italiano nella storia a vincere Wimbledon, battendo Carlos Alcaraz in quattro set. È un evento di portata epocale: in 138 edizioni nessun tennista italiano era riuscito a sollevare il trofeo più iconico dello sport mondiale. Il valore della vittoria non si misura solo nell’esito, ma nella modalità: una finale dominata tatticamente e mentalmente, la rivincita perfetta dopo il Roland Garros perso al quinto set. Sinner non si limita a conquistare un titolo: legittima la sua presenza stabile nell’élite mondiale, alimentando una rivalità che segna un’era. Ma il 2 marzo, sarà ricordato perché per la prima volta nella sua storia l’Italia ha tre giocatori in top-15. Alle due punte di diamante Jannik Sinner (n.2 ATP) e Lorenzo Musetti (ATP n.5 ATP) si è aggiunto Flavio Cobolli (attualmente n.15). Numeri pazzeschi di un movimento che dal 2019 ad oggi sta dominando nel mondo, senza dimenticare Jasmine Paolini numero 7 nel ranking femminile.

Il rugby

Altra perla storica per l’Italia arriva dal rugby. Se Wimbledon è un trionfo individuale, la vera scossa collettiva arriva dalla palla ovale. Il 7 marzo 2026 l’Italia si è imposta per la prima volta nella sua storia sull’Inghilterra nel Sei Nazioni, chiudendo 23‑18 all’Olimpico.Un risultato che va oltre il dato sportivo: l’Inghilterra era l’ultima “grande” mai superata dagli Azzurri nella competizione. Una vittoria frutto di un percorso iniziato diversi anni prima: investimenti nei vivai, maggiore competitività dei club, un’identità più definita sotto la guida di Quesada. Non si tratta di un episodio isolato, ma dell’evidenza che l’Italia sta consolidando uno status nuovo. Il rugby italiano, per decenni relegato a un ruolo marginale, dimostra finalmente di poter competere con le tradizionali potenze europee.

Le Olimpiadi invernali da record

Sul versante degli sport invernali, l’Italia raggiunge un altro traguardo mai vissuto: i Giochi di Milano‑Cortina 2026 si chiudono con 30 medaglie, record assoluto per una spedizione azzurra alle Olimpiadi invernali. Un balzo enorme rispetto al precedente primato di Lillehammer 1994 (20 medaglie). Dal punto di vista organizzativo, tra l’altro l’edizione italiana viene riconosciuta come un successo internazionale.

La formula delle Olimpiadi diffuse, con sedi distribuite tra Lombardia, Veneto e Trentino‑Alto Adige, ottiene lodi dalla stampa mondiale e viene indicata come possibile modello futuro. "Abbiamo deliberato i premi per i Giochi di Milano-Cortina e il segretario generale ha relazionato sulla perfetta organizzazione nelle cinque località interessate. E' stata un'organizzazione perfetta ma altrettanto complessa e doveva funzionare tutto, come è successo", ha aggiunto Buonfiglio.

I trionfi azzurri tra pallavolo e atletica

Ma i successi non sono arrivati solo qui, anzi il biennio 2025‑2026 è stato ricco di successi trasversali dello sport tricolore, dall’atletica alla pallavolo. Record di medaglie ai Mondiali di atletica, con sette podi, cifra mai raggiunta prima. Dominio nella pallavolo, con l’Italia maschile campione del mondo e la femminile campione olimpica.

Il cammino delle azzurre di Julio Velasco è stato semplicemente perfetto, coronato dalla doppia vittoria in Volleyball Nations League e al Campionato Mondiale in Thailandia. Entusiasmante anche il percorso degli azzurri di Ferdinando De Giorgi che nel 2025 hanno ottenuto l’argento nella Volleyball Nations League in Cina, per poi confermarsi campioni del mondo nelle Filippine.

L'impasse calcio

Mentre molti sport quindi vivono un’epoca di espansione e competitività mai viste, il calcio italiano si trova viceversa in un momento delicato. L’Italia, seconda nel girone dietro la Norvegia, è costretta ai playoff per cercare la qualificazione ai Mondiali 2026. Il percorso prevede una semifinale il 26 marzo contro l’Irlanda del Nord a Bergamo e un’eventuale finale il 31 marzo contro Galles o Bosnia. Una strada insidiosa, resa più complessa da due mancate qualificazioni consecutive: un fallimento che ha segnato profondamente il movimento e che contrasta con lo slancio di altre discipline. In attesa dei playoff, l’Italia sportiva guarda al futuro da una posizione paradossale ma affascinante: mai così forte in quasi tutto, mai così fragile nel suo sport più seguito.

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