Sinner eliminato a Doha, psicologo dello sport: "Deve capire che non è invincibile e ricalibrare aspettative"

"C'è un Paese vuole un 2026 migliore degli anni di successi passati. Si innesca una dinamica di inerzia psicologica, si finisce per avere una percezione di invulnerabilità, ma questo comporta che quando perdi appare come un imprevisto che porta a ricalibrare gli standard".

Sinner eliminato a Doha, psicologo dello sport:
20 febbraio 2026 | 15.05
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Nuvole di crisi per Jannick Sinner dopo essere stato eliminato dall'Atp di Doha? Dopo 2 anni di incredibili successi la risposta dovrebbe essere negativa, ma c'è chi parla di un inizio 2026 in salita. Il tennista azzurro è stato battuto dal ceco Jakub Mensik, numero 16 del mondo, in 3 set nei quarti di finale del torneo 500 qatariota, trovando così la seconda eliminazione consecutiva dopo la semifinale persa contro Djokovic agli Australian Open. "Il tema della gestione delle aspettative non è banale, ogni match di Sinner non è sono solo 'una partita' di un torneo, ma la conferma del suo stato. Ovvero, oggi il campione non gioca solo per vincere, ma per non deludere i tifosi e i media; ogni sfida è la conferma del suo stato di campione - spiega all'Adnkronos Salute Pietro Bussotti, psicologo dello sport e coordinatore di Psicologia dello sport dell'Ordine degli psicologi dell'Umbria - Così il peso psicologico aumenta, la pressione mediatica sale e c'è un Paese vuole un 2026 migliore degli anni di successi passati. Si innesca una dinamica di inerzia psicologica, si finisce per avere una percezione di invulnerabilità, ma questo comporta che quando perdi appare come un imprevisto che porta a ricalibrare gli standard. I tifosi, i commentatori, ricalibrano gli standard nella logica che anche Sinner può perdere da un momento all'altro. L'ex numero 1 deve capire di non essere invincibile e ricalibrare le aspettative".

"La cosa più pericolosa è avere a che fare con la gestione dei momenti chiave - prosegue Bussotti - Nei match di alto livello le differenze tecniche sono minime e il discrimine è come si riescono a gestire le emozioni e l'attenzione. Dopo aver perso con Djokovic si accende il rischio di un pensiero anticipatorio che può produrre - anche se minima - una flessione dell'attenzione: 'non posso sbagliare in questo momento' è una frase tipica, si accende c'è il seme del dubbio, 'potrei sbagliare' è un altro pensiero che ricorre".

Nel caso di Sinner ci sono i segnali di una crisi? "Non abbiamo nessun dato per dirlo - conclude Bussotti - Quello che mi ha colpito sono le parole di analisi del campione al termine del match, parole in cui non giudica se stesso, non catastrofizza, ma si concentra su precisi momenti e questo ancora depone ad una buona gestione delle emozioni e delle aspettative".

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