Il tedesco protagonista anche ai microfoni dopo la vittoria contro Cobolli
"Tu che ci fai qui? Ci sono solo campioni e poi ci sei tu...". Alex Zverev trionfa al Roland Garros e dopo il successo nella finale contro Flavio Cobolli 'se la prende' con Sam Querrey. L'ex tennista americano è uno dei commentatori dell'emittente TNT. Zverev, fresco di premiazione, risponde alle domande ma si toglie lo sfizio di pungere scherzosamente l'ex collega. "Sam chi? Che ci fai su questo canale? Ci sono tutti campioni e poi c'è Sam Querrey...", dice Zverev. "Sono molto felice di tenere in mano questo trofeo, visto che tu hai detto che non avrei mai vinto... Grazie per la fiducia...", incalza Zverev.
In realtà, è solo uno scherzo. "Per le persone che non lo sanno, io e Sam abbiamo questo rapporto di amore-odio", aggiunge il tedesco sorridendo, mentre Querrey sta al gioco. "Me la godo, mi piace metterti in difficoltà", aggiunge il neocampione del Roland Garros. Zverev confessa di aver capito in lieve ritardo di aver vinto il match: "Ero pronto a continuare a giocare, ma nel mio box ho visto che tutti avevano le braccia al cielo. Ho pensato 'ho vinto'...".
Sascha Zverev was giving @SamQuerrey a hard time during their post-match chat 😅🤣
— TNT Sports U.S. (@TNTSportsUS) June 7, 2026
"Why are you here?" 💀 pic.twitter.com/bhnkcabjP4
In conferenza stampa, nonostante una lucidità 'relativa' a causa di qualche brindisi di troppo, Zverev approfondisce il discorso: "Ho avuto un po' di crampi: era più una questione nervosa che fisica. I crampi in un certo senso mi hanno aiutato, ho iniziato a lasciar andare i colpi e ho giocato più sciolto". Finalmente, il titolo Slam è arrivato: "Ho provato gioia, sollievo. Questo trofeo è molto importante per me: se avessi perso, la mia fiducia sarebbe crollata. Ora so che posso vincere uno torneo dello Slam e posso rifarlo. Qualcuno pensa che io sia il peggior giocatore ad aver vinto uno Slam? Se mi dite una cosa del genere, non me ne può fregare di meno in questo momento... Sono un po' ubriaco in questo momento, ripeto un po' le stesse cose..."