L'acqua nel passato di Marte: l'INAF pubblica la nuova mappa delle argille

Uno studio globale rivela la distribuzione dei minerali idratati sulla superficie marziana, fornendo dati cruciali per le future missioni alla ricerca di vita aliena

L'acqua nel passato di Marte: l'INAF pubblica la nuova mappa delle argille
20 gennaio 2026 | 10.34
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Lo studio, condotto dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e pubblicato sul Journal of Geophysical Research: Planets, rappresenta la ricostruzione più dettagliata mai realizzata dei minerali idratati sul Pianeta Rosso.

Il lavoro si è basato sull'elaborazione di quasi 1.500 osservazioni globali effettuate dallo spettrometro Crism (Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars), a bordo della sonda Mars Reconnaissance Orbiter della NASA. Attraverso l'analisi delle firme spettrali nell'infrarosso, il team di ricerca ha identificato tracce dirette dell'acqua che, in un passato remoto, ha modellato il paesaggio marziano.

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Mappa globale di Marte che mostra la topografia, con le principali regioni del pianeta. La linea gialla delimita la grande dicotomia della crosta marziana, che segna la zona di transizione dagli antichi altopiani alle pianure più giovani. La linea rossa tratteggiata circonda l’area dominata dall’Olympus Mons e dal Tharsis Rise. Le stelle rosa e verdi indicano le posizioni dei lander e dei rover passati, presenti e futuri. I riquadri bianchi segnalano le aree ingrandite mostrate nelle Fig. 2–3. Crediti: J. Brossier/Inaf (Brossier et al. 2026)

Una diversità mineralogica senza precedenti

La mappa non si limita a localizzare la presenza di acqua, ma ne definisce la complessa storiaIl contributo italiano alla missione è rappresentato anche dallo sviluppo dello strumento Ma_Miss (Mars Multispectral Imager for Subsurface Studies) geochimica attraverso la varietà dei minerali rinvenuti. Le argille, infatti, agiscono come una capsula del tempo, potenzialmente in grado di conservare biofirme (tracce biologiche) risalenti a miliardi di anni fa.

"Abbiamo realizzato una mappa globale, messa a disposizione della comunità “marziana” internazionale, che mostra la distribuzione dei principali minerali idratati presenti su Marte, tra cui argille, solfati, cloriti e carbonati!", chiarisce Jeremy Brossier, ricercatore dell’INAF e primo autore dello studio. "Questa ampia diversità mineralogica riflette una storia geochimica lunga e complessa del pianeta, legata a diverse condizioni di formazione e alterazione in presenza di acqua".

L'analisi ha permesso di distinguere tra le nontroniti (ricche di ferro), prevalenti nella regione di Mawrth Vallis, e le saponiti (ricche di magnesio), concentrate in aree come Nili Fossae.

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Mappa regionale dell’area circostante Mawrth Vallis e Oxia Planum (22°N, 339°E), che evidenzia nuovi affioramenti ricchi di argille recentemente studiati. Le aree evidenziate in rosso indicano osservazioni (CRISM) con una chiara presenza di argille ricche di ferro e magnesio, mentre quelle in rosa segnalano tracce più deboli o incerte, probabilmente legate a una qualità dei dati inferiore. Oxia Planum è destinata a essere esplorata dal rover Rosalind Franklin dell’ESA intorno al 2030. Crediti: J. Brossier/Inaf (Brossier et al. 2026)

Target scientifico: Oxia Planum e la missione ExoMars

I risultati dello studio hanno un impatto diretto sulla pianificazione delle esplorazioni terrestri. Un'attenzione particolare è stata rivolta a Oxia Planum, il sito scelto per l'atterraggio del rover Rosalind Franklin della missione ExoMars (ESA), previsto per il 2030. In quest'area sono state individuate argille di composizione intermedia, come vermiculiti e ferrosaponiti, che la rendono un ambiente privilegiato per la ricerca di tracce di vita nel sottosuolo.

Il contributo italiano alla missione è rappresentato anche dallo sviluppo dello strumento Ma_Miss (Mars Multispectral Imager for Subsurface Studies). Come spiegato da Brossier, questo spettrometro è «progettato per analizzare rocce e suoli del sottosuolo marziano e ricostruirne la storia geologica e ambientale». La nuova mappa globale costituisce dunque il quadro di riferimento essenziale entro cui opereranno i futuri strumenti di scavo e analisi.

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