Social vietati ai minori di 13 anni in Europa: la proposta di von der Leyen

La presidente della Commissione europea rilancia la battaglia contro le Big Tech nel discorso sullo stato dell'Unione. Ora la parola passa ai 27 Stati membri, con possibili tensioni sull'asse con Washington

Social vietati ai minori di 13 anni in Europa: la proposta di von der Leyen
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16 settembre 2026 | 12.35
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La Commissione europea ha proposto di vietare ai bambini sotto i 13 anni l'accesso a social media, videogiochi online e chatbot. L'annuncio è arrivato mercoledì a Strasburgo, nel tradizionale discorso sullo stato dell'Unione pronunciato dalla presidente Ursula von der Leyen.

Nel suo intervento, von der Leyen ha respinto l'idea che il potere delle grandi piattaforme tecnologiche sia ormai impossibile da contenere. Molti, ha detto, percepiscono le Big Tech come una forza soverchiante, ma questa percezione non deve tradursi in rassegnazione: non è inevitabile accettare funzioni progettate per creare dipendenza, né che i più giovani vengano esposti a contenuti sempre più estremi.

La proposta prevede una fascia intermedia per i ragazzi tra i 13 e i 15 anni, che potrebbero accedere a "mini-account" sorvegliati dai genitori o da altri tutori. Si tratta di un'impostazione che la presidente della Commissione aveva già anticipato nei mesi scorsi, quando aveva parlato di un'esposizione "graduale e progressiva" dei minori ai social network.

Il testo dovrà ora essere votato dai 27 Stati membri dell'Unione. La misura rischia di alimentare nuove frizioni con l'amministrazione statunitense: il presidente Donald Trump ha ripetutamente criticato la regolamentazione europea del settore tecnologico, e un giro di vite di questa portata potrebbe riaccendere lo scontro.

Il tema della tutela dei minori online è al centro di un dibattito globale. Negli Stati Uniti, Meta ha accettato lo scorso mese di pagare fino a 18 miliardi di dollari e di rafforzare le misure di sicurezza per gli adolescenti su Facebook e Instagram, chiudendo così un contenzioso legato alla dipendenza da social media tra i più giovani e alle cause intentate da quasi tutti gli Stati americani.

Anche a livello nazionale diversi Paesi si sono mossi in autonomia. In Europa e altrove, come in Australia e Nuova Zelanda, sono già stati introdotti divieti di accesso ai social per gli adolescenti. Non sono mancati però gli ostacoli: in Francia, la Corte costituzionale ha bocciato lo scorso mese la legge che vietava l'iscrizione ai social ai minori di 15 anni, ritenendola lesiva delle libertà fondamentali. Il presidente Emmanuel Macron ha promesso di rivedere il provvedimento.

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