Per il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo "è cambiato l'atteggiamento dei Paesi sull'impiego del nucleare, situazione può portare a spirale fuori controllo"
Il Cremlino conferma che il secondo round di negoziati sull'Ucraina, con delegazioni di Ucraina, Russia e Stati Uniti, si terranno mercoledì e giovedì ad Abu Dhabi, come anticipato ieri dal Presidente ucraino, Volodymir Zelensky. I negoziati avrebbero dovuto tenersi ieri. E si svolgeranno comunque a livello tecnico. I negoziati sono slittati da domenica scorsa. Ma gli impegni delle tre parti hanno richiesto una correzione", si è limitato a precisare il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.
Secondo quanto rivela il sito di notizie Axios, citando un funzionario americano, al round di colloqui parteciperà l'inviato americano Steve Witkoff, che domani sarà in Israele per incontrare Netanyahu e altri alti funzionari. Secondo Axios, al momento non è ancora stato programmato un incontro tra Witkoff e gli iraniani, ma i colloqui sulla questione proseguono.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato di aver ordinato ai vertici militari ucraini di rispondere alla crescente ondata di attacchi russi contro le vie logistiche del Paese, in particolare le infrastrutture ferroviarie. "L'esercito russo continua a concentrare l'attenzione sul terrorismo contro la nostra logistica, in particolare contro le infrastrutture ferroviarie. In particolare, ci sono stati attacchi nella regione di Dnipro e a Zaporizhizhia, mirati specificamente alle infrastrutture ferroviarie", ha dichiarato Zelensky sui social media.
Il presidente ucraino ha poi riferito di aver avuto un colloquio telefonico con la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ''sul sostegno energetico all'Ucraina''. "L'Unione Europea ci sta aiutando molto e a breve arriveranno altre spedizioni di generatori e altre apparecchiature energetiche. Grazie!'', ha scritto su 'X'.
Inoltre ''Ursula mi ha anche informato sulla finalizzazione del 20esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Possiamo già vedere cosa sta succedendo all'economia russa e cosa potrebbe succedere se la pressione venisse applicata in modo efficace. Stiamo lavorando in questa direzione e ci aspettiamo passi importanti'', ha aggiunto Zelensky. ''Abbiamo anche discusso degli sforzi diplomatici e dello sviluppo di documenti sulle garanzie di sicurezza e sul piano di ripresa. Abbiamo concordato che i nostri team lavoreranno più a stretto contatto per garantire chiarezza e piena comprensione delle decisioni future'', ha concluso.
Le truppe russe hanno accelerato la loro avanzata in Ucraina per tutto il mese di gennaio, conquistando quasi il doppio del territorio rispetto al mese precedente. Lo rileva un'analisi dell'Institute for the Study of War (Isw) in collaborazione con il Critical Threats Project. I dati mostrano che la Russia ha conquistato 481 chilometri quadrati a gennaio, rispetto ai 244 chilometri quadrati di dicembre 2025: uno dei maggiori guadagni in un mese invernale da quando la Russia ha invaso l'Ucraina quattro anni fa.
Il rischio di una guerra mondiale resta elevato. E' intanto il nuovo avvertimento lanciato dal vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitry Medvedev, che ha definito “estremamente pericolosa” l’evoluzione della situazione internazionale.
Secondo Medvedev, la recente ripresa dei contatti tra Russia e Stati Uniti è un segnale positivo: “Abbiamo riavviato il dialogo e stiamo conducendo consultazioni su numerosi temi, inclusa la possibile risoluzione del conflitto in Ucraina”. Tuttavia, ha avvertito che questo non basta a ridurre le tensioni globali. “Purtroppo, un conflitto globale non può essere escluso. I rischi restano molto alti e non sono diminuiti” ha dichiarato l'attuale vicepresidente del Consiglio di Sicurezza, sottolineando l'autorevolezza che il suo nuovo ruolo gli assegna nel fare valutazioni di questo tipo.
Come ex Presidente invece sottolinea, come principale pericolo, quello della "diminuzione della soglia dell'accettabile". "L'atteggiamento dei Paesi sull'impiego del nucleare è cambiato dall'epoca della guerra fredda. E i cambiamenti sono stati più evidenti nel corso della precedente amministrazione americana. Questa situazione può portare a una spirale fuori controllo. Un attacco porta a una risposta, poi a un’altra ancora, fino a una reazione finale di portata globale e totalmente devastante", ha concluso.
Per quanto riguarda la Groenlandia, le ambizioni di Donald Trump rappresentano la sfida principale all'unità dell'Occidente. "Il nostro Presidente ha detto che la Groenlandia non ci riguarda per niente. Lasciamo che gli Usa se la vedano con gli europei", ha aggiunto l'ex Presidente russo.