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Iran, nuova ondata di attacchi Usa. Pasdaran: "Colpite basi americane in Giordania, Kuwait e Bahrein". Braccio di ferro su Hormuz

Centcom: "Colpite decine di obiettivi in diverse località". Teheran: "Ultimi attacchi Usa vanificano sforzi per la pace"

Donald Trump e cargo vicino a Hormuz - (Afp)
Donald Trump e cargo vicino a Hormuz - (Afp)
13 luglio 2026 | 06.43
LETTURA: 3 minuti

Ancora tensione altissima in Medio Oriente e nuova ondata di attacchi Usa in Iran, secondo le ultime news di oggi. "Il 12 luglio, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha portato a termine una nuova ondata di attacchi contro l'Iran, colpendo decine di obiettivi in diverse località con munizioni di precisione, al fine di ridurre la capacità iraniana di continuare a colpire il traffico marittimo internazionale nello Stretto di Hormuz", comunica su X il comando centrale unificato delle forze militari Usa.

"Le forze del Centcom - aggiunge - hanno colpito sistemi di difesa aerea militari iraniani, postazioni radar costiere, capacità missilistiche e di droni, nonché imbarcazioni di piccole dimensioni, impiegando caccia statunitensi, unità navali, droni aerei d'attacco a sola andata e - per la prima volta - droni marini d'attacco a sola andata. Lo Stretto di Hormuz è un corridoio marittimo vitale per il commercio globale. L'Iran non lo controlla. Le forze statunitensi sono schierate e pronte a garantire che la libertà di navigazione rimanga assicurata al traffico mercantile, nonostante la persistente e ingiustificata aggressività, le molestie, le minacce e le dichiarazioni arbitrarie dell'Iran".

Il bilancio degli attacchi statunitensi sulla città di Mahshahr, nell'Iran sud-occidentale, è di un morto e quattro feriti, secondo quanto riferito da un funzionario locale citato dall'agenzia di stampa ufficiale Irna.

La risposta di Teheran

La reazione non si è fatta attendere. L'Iran ha condannato "fermamente" gli attacchi statunitensi ed ha accusato Washington di aver "vanificato tutti gli sforzi compiuti negli ultimi mesi" volti a ristabilire la pace nella regione. In una dichiarazione del ministero degli Affari Esteri, Teheran ha inoltre accusato gli Stati Uniti di aver "violato apertamente praticamente tutti i termini" del memorandum d'intesa raggiunto a giugno e di aver causato un "ritorno dell'insicurezza" nello Stretto di Hormuz.

L'Iran ha dichiarato che non rispetterà più il memorandum d'intesa firmato con gli Stati Uniti se Washington non manterrà gli impegni presi per porre fine alla guerra. "Ogni volta che l'altra parte non ha rispettato i propri obblighi, noi non abbiamo rispettato i nostri. Continueremo ad agire in questo modo", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei in una conferenza stampa a Teheran. "Non c'è dubbio che il memorandum d'intesa sia scaduto e che sia la parte americana a violarlo chiaramente - ha aggiunto Baghaei - La Repubblica Islamica non può essere biasimata per non aver rispettato i propri impegni. Non permetteremo agli Stati Uniti e a Israele di usare lo Stretto di Hormuz per danneggiare l'Iran e la sua sovranità".

Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno dichiarato di aver colpito obiettivi e basi militari statunitensi in Giordania, Bahrein e Kuwait. Lo riferisce l'agenzia di stampa ufficiale Irna riportando le dichiarazioni rilasciate dai Pasdaran, secondo i quali sono state attaccate la base aerea Prince Hassan in Giordania, un centro di comando per droni militari Usa in Bahrein e basi aeree, tra cui quella di Ali Al Salem in Kuwait. I Pasdaran hanno rivendicato attacchi anche contro l'Oman.

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