Giudice accoglie ricorso Signorini, stop video Corona. E lui: "Stasera puntata contro 'sistema Mediaset'"

Fabrizio Corona presenterà ricorso in appello contro il provvedimento del Tribunale civile di Milano che, tra l'altro, blocca la messa in onda dell'ultima puntata di 'Falsissimo' su Alfonso Signorini

Alfonso Signorini e Fabrizio Corona (Fotogramma)
Alfonso Signorini e Fabrizio Corona (Fotogramma)
26 gennaio 2026 | 10.27
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Fabrizio Corona non si ferma e stasera andrà in onda con una nuova puntata di 'Falsissimo'. Il focus, dopo il divieto imposto dal giudice civile di Milano Roberto Pertile, non sarà il conduttore Alfonso Signorini ma il presunto "'sistema Mediaset'.

In due puntate di 'Falsissimo', Corona ha cercato di svelare presunti meccanismi opachi nella selezione di alcuni concorrenti del Grande fratello Vip e nella puntata prevista questa sera avrebbe chiuso il cerchio sul direttore di 'Chi'. A seguito della decisione del giudice, però, spariscono dalla puntata di stasera chat, foto, video, interviste di tutte le persone coinvolte nel presunto 'sistema Signorini', ma Corona si dice pronto a fare i nomi di altri volti noti di Mediaset.

Il giudice accoglie il ricorso di Signorini

Il giudice del Tribunale civile di Milano Roberto Pertile ha accolto il ricorso d'urgenza del conduttore tv Alfonso Signorini, rappresentato dai difensori Domenico Aiello e Daniela Missaglia, e ha ordinato a Fabrizio Corona "di rimuovere immediatamente da ogni hosting provider e da ogni social media a lui direttamente o indirettamente riconducibile, tutti i video nonché tutti i contenuti (testuali, audio e video) precisati nel ricorso e comunque aventi a oggetto" Signorini.

Inoltre, il giudice "vieta e inibisce di pubblicare, di diffondere o di condividere, con qualsiasi mezzo o strumento e su qualsiasi hosting provider, qualunque ulteriore video o contenuto di carattere diffamatorio o che comunque danneggi, direttamente o indirettamente, il diritto alla reputazione, all'immagine e alla riservatezza".

Il giudice ordina, inoltre, a Corona di depositare nella cancelleria del Tribunale, entro due giorni, tutti i supporti fisici "che contengono i documenti, le immagini e i video relativi alla sfera privata" di Signorini nonché relativi alla corrispondenza telematica e non telematica del ricorrente con soggetti terzi e comunque tutti i materiali suscettibili di danneggiare direttamente o indirettamente il diritto del ricorrente alla reputazione e all'immagine".

Se Fabrizio Corona dovesse violare una delle disposizioni del giudice Pertile dovrà pagare duemila euro "per ciascuna singola violazione", moltiplicata per ciascun giorno di ritardo. E sempre all'ideatore di Falsissimo spetta pagare le spese legali pari a circa 9mila euro. Finisce con una sconfitta per Corona il primo round di una contesa che vede l'ex fotografo dei vip contro il presunto 'sistema Signorini'.

Contro Signorini c'è un'inchiesta che lo vede indagato per violenza sessuale dopo la denuncia presentata dal modello Antonio Medugno che, sentito come testimone in procura, ha ribadito il suo racconto. Anche Corona è stato a sua volta denunciato per revenge porn per aver diffuso materiale privato proprio su Signorini.

Il giudice: "Corona non informa ma alimenta solo pruriginosa morbosità per soldi"

Fabrizio Corona non informa, ma si limita - per soldi - ad alimentazione il "pruriginoso interesse del pubblico". E' questo, in sintesi, il ragionamento che porta Roberto Pertile, giudice del Tribunale civile di Milano, ad accogliere la richiesta di Alfonso Signorini e a ordinare di bloccare ogni nuovo video contro il conduttore tv, oltre al 'ritiro' di quanto già pubblicato con 'Falsissimo'. Nel provvedimento di 14 pagine, il giudice sottolinea l'errore di invocare la libertà di stampa - Corona non è un giornalista - e ricorda che l'esercizio del diritto di cronaca e di critica deve rispettare i requisiti della verità oggettiva, della pertinenza e della continenza.

Corona è "ben consapevole del fatto che le 'notizie' diffuse attraverso i suoi canali sono connotate da incertezza e non possono perciò ritenersi ammantate di verità oggettiva" spiega il giudice che precisa che l'inchiesta della Procura potrebbe dimostrare che si tratta di accuse false: i pubblici ministeri dovranno non solo valutare l'ipotesi di violenza sessuale ma anche quella di revenge porn che renderebbe vittima Signorini.

Il materiale in possesso dell'ideatore di 'Falsissimo' non contiene la prova di eventuali comportamenti illeciti, ma Corona "si è limitato a riferire di attrazione sessuale o relazioni sessuali che, per sé sole, nel nostro ordinamento - si spiega nell'ordinanza - non costituiscono illeciti".

Inoltre, "non si ravvisa nessun interesse pubblico a conoscere le preferenze e le abitudini sessuali" di Signorini "che costituiscono di fatto l'unico oggetto delle informazioni diffuse dal Corona" poiché nei vari messaggi telematici istantanei prodotti "non si rintraccia nessun indizio del 'sistema basato su ricatti sessuali per favorire l'ingresso di giovani nel mondo dello spettacolo'", oltre al fatto che "non v'è neppure un principio di prova della genuinità di tali conversazioni".

I dialoghi riportati, come i video non fanno altro che alimentare nel pubblico "soltanto la morbosa curiosità per piccanti vicende sessuali, afferenti solo alla sfera intima delle persone coinvolte, alle loro pratiche o anche solo fantasie sessuali, confinate comunque all'interazione fra i due interlocutori" scrive il giudice civile Pertile.

"L'aver attribuito a Signorini, fra gli altri, l'epiteto di 'por.. lurido' (circostanza non contestata) costituisce palese violazione del predetto limite" e si traduce "nella deliberata alimentazione del pruriginoso interesse del pubblico, accusando il ricorrente di aver 'perpetrato condotte immorali, deplorevoli e penalmente rilevanti' senza neppure il conforto di prove univoche e al solo scopo di offendere la dignità del ricorrente per poter da ciò ricavare profitto economico", tanto che Corona ha già potuto contare su oltre 15 milioni di visualizzazioni.

Difesa: "Deve essere chiaro che non si possono calpestare i diritti"

"Deve esser chiaro che non è possibile calpestare con disinvoltura e insolenza i diritti individuali delle persone. Non è permesso insultare e torturare sui social il prossimo; e non è possibile ricevere tutele per una pianificata e ramificata organizzazione votata alla diffamazione aggravata a scopi di lucro personale", commenta il difensore Domenico Aiello, che con la collega Daniela Missaglia tutela i diritti di Signorini.

"Anche i web hosting, i grandi colossi della rete sempre pronti a macinare grandi ricavi, senza porsi problemi di etica e responsabilità sono moralmente concorrenti nell’illecito se non favoreggiatori", aggiunge Aiello che pochi giorni fa aveva annunciato di aver denunciato i legali rappresentanti di Google Italia e Google Ireland.

Fabrizio Corona presenterà ricorso. Il legale: "In Italia non esiste la censura"

Fabrizio Corona presenterà ricorso in appello contro il provvedimento del Tribunale civile di Milano che, tra l'altro, blocca la messa in onda della puntata di 'Falsissimo', l'ultima su Alfonso Signorini, prevista stasera lunedì 26 gennaio. "Ovviamente faremo ricorso" si limita a dire l'avvocato Ivano Chiesa, impegnato in un'udienza.

"Non esiste in Italia la censura, non esiste la possibilità di inibire a nessuno di noi la possibilità di dire quello che vuole, non c’è. Tu puoi intervenire dopo, se ti ho offeso tu mi quereli, ma non è che se pensi che siccome domani ti offenderò ancora mi impedisci di parlare... perché non siamo in Russia", aveva di recente spiegato il legale.

"Questo è il Paese dove i potenti si proteggono tra loro e il diritto di cronaca vale solo se non disturba. lo non mi fermo", scrive Corona sul suo canale Telegram. C'è "solo tanta, ma tanta paura della verità" e "questa non è Giustizia. È un sistema marcio. O facciamo rumore o ci seppelliscono nel silenzio. Se oggi zittiscono me, ragazzi domani zittiscono voi", prosegue.

La puntata di stasera contro "il sistema Mediaset"

Intanto stasera andrà in onda una nuova puntata di 'Falsissimo'. Il focus, dopo il divieto imposto dal giudice civile di Milano Roberto Pertile, non sarà il conduttore Alfonso Signorini ma il presunto "'sistema Mediaset', e "per la vostra gioia, parlerò di Maria De Filippi, Gerry Scotti, Silvia Toffanin, Marina Berlusconi, Piersilvio Berlusconi e ovviamente Alfonso Signorini senza entrare nella vicenda vietata", ossia la denuncia del modello Antonio Medugno.

"Noi, trattative non ne facciamo, se mi volete fermare sparatemi. Se non vinco l'appello (la difesa ha presentato ricorso contro il divieto, ndr), andrò a Roma, davanti al Parlamento, costruirò un palchetto, metterò un ledwall e in mezzo a tutti voi pubblicherò l'ultima parte del sistema Signorini, con tutti i documenti, che oggi non posso pubblicare", aggiunge in un post su Instagram dove promette di rispettare l'ordinanza imposta dal giudice civile.

E avverte. "Tutto il materiale che non posso pubblicare, nei prossimi giorni, sarà sul tavolo del pm che sta indagando Signorini, Alessandro Gobbis, per le sue opportune valutazioni". "Credo che quanto accaduto oggi debba preoccupare tutti voi, giornalisti e cittadini, perché se dovesse passare questo principio (contro il quale presenteremo immediatamente ricorso in appello), significherebbe che questo Paese non è più una democrazia, ma sta diventando una dittatura" aggiunge Corona.

"Io, da bravo cittadino (obbligato dall'avvocato Chiesa), mi adeguo al provvedimento e rimuovo, da questo momento, la possibilità per chiunque di visionare gli Episodi 19 e 20" di Falsissimo che saranno archiviati - hanno superato 100mila visualizzazioni - "riservandomi di ripubblicarli nel momento in cui il ricorso avrà esito favorevole".

Dalla puntata di stasera spariscono quindi chat, foto, video, interviste di tutte le persone coinvolte nel presunto 'sistema Signorini', ma Corona si dice pronto a fare i nomi di altri volti noti di Mediaset.

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