Ucraina, raid russo su Kiev e altre città: 20 morti e oltre 140 feriti

Zelensky: "Uno dei più grandi attacchi con missili balistici sulla capitale. Serve più pressione su Mosca"

Macerie a Kiev dopo il raid russo nella notte - Afp
Macerie a Kiev dopo il raid russo nella notte - Afp
19 luglio 2026 | 09.17
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Nuovi attacchi delle forze russe contro le città ucraine, fra cui massicci raid con missili balistici a Kiev e Kharkiv, hanno provocato complessivamente 20 morti e 142 feriti. Sono stati usati 125 droni, 25 missili balistici, 10 missili ipersonici Zhirkon e sei missili di altro tipo.

A Kiev, in quello che Volodymir Zelensky ha definito come un dei più devastanti attacchi con missili balistici contro la città, ci sono stati un morto e 16 feriti. Poche ore dopo, è stato colpito il terminal del servizio postale ucraino alla periferia di Kharkiv. Quattro i morti e 19 i feriti. A Izium, sempre nella regione di Kharkiv, è stato colpito un edificio di cinque piani: 17 persone sono rimaste ferite, fra cui un bambino di un anno. In altre località della regione, in altri attacchi ci sono stati due morti e 20 feriti.

In attacchi con bombe plananti nella città di Sumy, ci sono stati un morto e tre feriti. Un'altra persona è morta in un raid nella regione e altre quattro sono rimaste ferite. In uno di questi raid è stato centrato un centro per la riabilitazione di adulti e bambini disabili, ha denunciato il ministro degli Esteri facente funzione, Andrii Sybiha. A Odessa, i morti sono stati tre, fra cui un 16enne, e i feriti 12, fra cui un bambino di due anni e una ragazzina di 17.

Zelensky: "Su Kiev uno dei più grandi attacchi con missili balistici"

"Durante la notte la Russia ha condotto uno dei più grandi attacchi con missili balistici contro Kiev", ha scritto Zelensky su X. Il presidente ucraino ha riferito che, nel corso dell'ultima settimana, la Russia ha lanciato contro l'Ucraina circa "1.450 droni d'attacco, oltre 1.640 bombe aeree guidate e 99 missili di vario tipo".

"La protezione dai missili balistici è oggi la nostra priorità assoluta", ha scritto il leader ucraino, sottolineando la necessità di nuovi intercettori e ringraziando i Paesi che stanno garantendo la fornitura di sistemi anti-balistici. "Questi aiuti stanno letteralmente salvando vite durante ogni massiccio attacco russo", ha aggiunto. Zelensky ha chiesto di mantenere alta la pressione internazionale su Mosca, avvertendo che ritardi nell'adozione di nuove misure consentono alla Russia "di pianificare non solo nuovi attacchi contro la nostra popolazione, ma anche modi per aggirare le nuove sanzioni".

Anche se la Russia ha preparato "per diversi giorni" i raid della scorsa notte contro Kiev e la regione della capitale, accumulando missili, "la minaccia di altri attacchi anche ora rimane", ha denunciato ancora il presidente ucraino, sottolineando che Mosca punta tutto sui missili balistici, è per questo che Putin continua a volere la guerra. "E' molto importante che i nostri partner capiscano quello che sta accadendo e che sono necessari missili della difesa aerea per proteggere vite umane ogni singolo giorno".

Attacco con droni a terminal petrolifero Russia su Mar Nero, sospesi carichi di greggio

Il terminal marittimo del Caspian Pipeline Consortium (Cpc), sulla costa russa del Mar Nero, è stato colpito da un attacco con droni durante le operazioni di carico delle petroliere. Il consorzio - come riporta l'agenzia di stampa Tass - ha definito l'episodio un "attacco terroristico" e ha comunicato la sospensione delle operazioni.

Secondo il Cpc, le navi Asia e Nissos Ios sono state colpite mentre erano impegnate nelle attività presso gli ormeggi Vpu-1 e Vpu-3. L'attacco ha provocato un incendio a bordo della petroliera Asia, successivamente domato con l'intervento delle squadre di emergenza del consorzio. Non si registrano feriti né vittime tra il personale del Cpc o gli equipaggi delle navi, che battono bandiera liberiana e delle Isole Marshall. Non si è verificata alcuna fuoriuscita di petrolio e le petroliere sono rimaste a galla, mentre sono in corso le valutazioni dei danni.

Il Cpc gestisce uno degli snodi energetici più importanti della regione: un oleodotto lungo circa 1.500 chilometri che collega i giacimenti petroliferi del Kazakistan occidentale al terminal russo di Novorossiysk, da cui il greggio viene esportato sui mercati internazionali. Attraverso l'infrastruttura passa circa l'80% delle esportazioni petrolifere kazake.

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