Appello del presidente Usa ai 'patrioti': "Salvate i nomi degli assassini, pagheranno caro prezzo". E annuncia: "Cancellati tutti gli incontri". Ue, Roma, Madrid, Berlino e Londra convocano gli ambasciatori iraniani per pretestare. Axios: incontro segreto Witkoff-Pahlavi
"Patrioti iraniani, continuate a protestare - occupate le istituzioni!!!". Questo l'appello del presidente americano Donald Trump in un post su Truth Social, in cui ha esortato i manifestanti a "salvare i nomi degli assassini e degli abusatori", che "pagheranno un caro prezzo".
Il leader Usa ha poi annunciato di aver "cancellato tutti gli incontri con ufficiali iraniani fino a quando non cesserà l'uccisione insensata dei manifestanti" e ha assicurato i "patrioti" iraniani che "gli aiuti sono in arrivo".
Rispondendo poi durante la sua visita a una fabbrica della Ford in Michigan riguardo al significato delle parole rivolte ai dimostranti iraniani Trump ha detto: "Questo lo dovete capire da soli" ma a chi gli chiedeva se i cittadini americani e i cittadini dei Paesi alleati degli Usa devono lasciare l'Iran ha detto chiaro che "non è una cattiva idea partire".
Infine Trump ha sottolineato come non sia possibile avere un bilancio chiaro del numero dei dimostranti uccisi: "Nessuno ha potuto darmi un numero preciso, tutto è tanto, anche un morto è tanto, ma ho sentito numeri molto bassi e numeri molto alti. Lo sapremo - ha concluso - probabilmente lo stabiliremo nelle prossime 24 ore".
Migliaia di vittime nelle proteste
E i numeri infatti oscillano. Le vittime della repressione in Iran sono almeno 12mila , ma potrebbero arrivare anche a 20mila. Lo rivela l'emittente americana Cbs, che cita due fonti. di cui una all'interno della Repubblica islamica con cui ha potuto parlare dopo che è ripresa la possibilità di effettuare telefonate internazionali.
Secondo il sito Internet dell'opposizione 'Iran International' si tratta del ''più grande massacro nella storia moderna dell'Iran". La maggior parte dei manifestanti, afferma il sito, è stata uccisa in due notti consecutive, l'8 e il 9 gennaio. Il bilancio delle vittime è stato ottenuto con testimonianze e rapporti sul campo, con ''prove e resoconti'' accurati esaminati dal comitato editoriale di Iran International, si legge sul sito che fornisce il bilancio di 12mila morti.
Al presidente Trump è stata presentata un'ampia serie di opzioni militari e operazioni segrete da usare contro l'Iran che vanno ben oltre i raid convenzionali, riporta Cbs News citando due fonti del Pentagono e specificando che il briefing è avvenuto in modo separato rispetto alla riunione del team di Sicurezza Nazionale alla quale il presidente non avrebbe partecipato, secondo quanto reso noto dalla portavoce della Casa Bianca.
Secondo le fonti citate dall'emittente americana, i raid aerei e missili a lungo raggio rimangono al centro di ogni potenziale risposta militare in Iran, ma i pianificatori del Pentagono hanno anche presentato opzioni di operazioni informatiche e campagne psicologiche tesa ad interrompere le catene di comando iraniane, le comunicazioni e i media di Stato.
I funzionari del Pentagono hanno spiegato che queste operazioni possono essere attuate in contemporanea all'uso della forza militare tradizionale, con quelle che vengono chiamate in gergo militare operazioni integrate. Ma possono anche essere attuate come opzioni isolate, cioè senza i raid militari. Non è stato specificato quali infrastrutture digitali iraniani verrebbero considerate come target o come si svilupperebbe una campagna psicologica contro i media iraniani. Le fonti infine hanno ribadito che una decisione finale non è stata presa e che la via diplomatica rimane aperta.
"Il Governo italiano segue con forte preoccupazione la situazione di questi giorni in Iran e le notizie che stanno giungendo circa i numerosi morti tra i manifestanti. L’Italia chiede alle Autorità iraniane di assicurare il rispetto dei diritti del popolo, incluso quello di espressione e di pacifica assemblea, e l’incolumità di chi manifesta nelle piazze". E' quanto si legge in una nota di palazzo Chigi. "Insieme ai partner europei e del G7, il Governo italiano continua a lavorare per una soluzione positiva della crisi, rispettosa delle aspirazioni di libertà e parità di diritti del popolo iraniano''.
Intanto Ue, Italia, Spagna, Germania e Regno Unito hanno convocato gli ambasciatori iraniani per protestare contro le violenze. L'ambasciatore iraniano, Seyed Mohammad Ali Robatjazi, è stato convocato a Bruxelles nel contesto della sanguinosa repressione condotta dalle forze del regime contro i manifestanti che da giorni protestano nelle strade di diverse città della Repubblica Islamica, hanno confermano fonti Ue. La presidente Ursula von der Leyen ha detto che "saranno proposte rapidamente ulteriori sanzioni contro i responsabili della repressione".
"Ho fatto convocare al ministero degli Esteri l'ambasciatore dell'Iran", ha annunciato da Roma il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo alla Camera. "Il valore della libertà è il presupposto per la nostra azione di governo. Quella libertà - ha sottolineato Tajani - per cui da giorni uomini e donne iraniane si stanno battendo nelle strade e nelle piazze pagando un altissimo prezzo di sangue, sofferenza, carcerazioni e probabilmente di torture. Tutto questo è assolutamente inaccettabile. Noi - ha ricordato - abbiamo sempre mantenuto in Iran una presenza discreta, attenta a non far venire meno il dialogo, sempre importante anche con regimi lontani da noi. Ma dialogo non significa accettazione passiva dello spettacolo di un regime che reprime con violenza i suoi stessi cittadini".
La Spagna ha convocato l'ambasciatore iraniano a Madrid per esprimere "forte ripudio e condanna" della repressione delle proteste che, secondo i gruppi per i diritti umani, ha causato centinaia di morti, ha affermato il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares. "Il diritto degli uomini e delle donne iraniane a protestare pacificamente, la loro libertà di espressione devono essere rispettati" e "gli arresti arbitrari devono cessare", ha dichiarato Albares.
Il ministero degli Esteri di Berlino ha convocato l'ambasciatore iraniano esortando Teheran a "porre fine alle violenze contro i suoi concittadini e a rispettare i loro diritti". "Le azioni brutali del regime iraniano contro la sua stessa popolazione sono scioccanti", ha aggiunto il ministero in un messaggio postato su X.
La ministra degli Esteri del Regno Unito, Yvette Cooper ha convocato l’ambasciatore iraniano a Londra per chiedere conto della violenza contro i manifestanti in Iran. "In base agli ultimi rapporti, il ministro per il Medio Oriente, su mio incarico, ha convocato l’ambasciatore iraniano per sottolineare la gravità del momento e chiedere all’Iran di rispondere sugli orribili episodi di cui veniamo a conoscenza e che hanno provocato migliaia di morti", ha dichiarato Cooper alla House of Commons.
L'inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, ha incontrato segretamente nel weekend Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo shah di Persia che vive da decenni negli Stati Uniti, per discutere delle proteste in corso in Iran. Lo scrive Axios, citando una fonte dell'amministrazione americana.
Si tratta del primo incontro ad alto livello tra rappresentanti dell'amministrazione Trump e figure di spicco dell'opposizione iraniana dall'inizio delle proteste 15 giorni fa. Nelle scorse settimane Pahlavi è apparso diverse volte sui media statunitensi chiedendo un intervento americano a sostegno dei manifestanti. Tuttavia, il figlio dell'ultimo shah non ha ancora ricevuto un endorsement da parte di Trump.