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Esplosioni in Iran, Israele e Usa negano coinvolgimento

Media: "Ad Bandar Abbas una fuga di gas". Teheran minaccia: "Se il nemico fa un errore, in pericolo sua sicurezza". Avvertimento Usa sullo Stretto di Hormuz

Soccorsi in Iran - Fotogramma /Ipa
Soccorsi in Iran - Fotogramma /Ipa
31 gennaio 2026 | 10.45
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Diverse esplosioni sono state segnalate in varie regioni dell'Iran. Cinque in tutto le vittime, mentre crescono le tensioni nella regione del Golfo Persico. Nella città portuale di Bandar Abbas, secondo l'agenzia Tasnim vicina ai Guardiani della Rivoluzione, un uomo è morto e 14 persone sono state ferite nell'esplosione di un edificio.

Secondo quanto ha riferito il capo dei vigili del fuoco, Mohammad Amin Lyaghat, in un messaggio trasmesso dalla tv di Stato, l'esplosione è stata causata da un fuga di gas. "La causa iniziale dell'incidente nell'edificio di Bandar Abbas è stata una fuga di gas e un accumulo di gas, che hanno provocato un'esplosione. Questa è la teoria iniziale", le sue parole.

Nelle ultime ore sono state segnalate diverse esplosioni in varie regioni iraniane, ma i media hanno rapidamente escluso qualsiasi collegamento con un attacco o un potenziale sabotaggio. Testimoni hanno inoltre riferito di almeno un’esplosione nei pressi della capitale Teheran. Nel sud-ovest, nella città di Ahvaz, un’esplosione di gas ha provocato la morte di quattro persone, secondo l’agenzia online Nur News.

Israele e gli Stati Uniti negano ogni coinvolgimento nella serie di esplosioni registrate oggi. Una fonte dell'amministrazione Usa ha detto alla Cnn che le esplosioni non sono collegate ad un'azione militare americana.

Trump: "Stanno negoziando, ma ultima volta non è andata bene"

Gli iraniani "stanno negoziando, quindi vediamo che succede", ha affermato il presidente americano Donald Trump in un'intervista a Fox News, ricordando tuttavia che "l'ultima volta che hanno negoziato, abbiamo dovuto distruggere il loro nucleare perché non ha funzionato". "Non possiamo rivelare il piano ai nostri alleati nel Golfo. Se lo facessi, sarebbe quasi come rivelarlo a voi (giornalisti, ndr), anzi, potrebbe essere anche peggio - ha detto Trump - Il piano è che l'Iran sta dialogando con noi e vedremo se riusciremo a fare qualcosa, altrimenti vedremo cosa succederà... Abbiamo una grande flotta diretta lì, più grande di quella che avevamo, e che abbiamo tuttora, in Venezuela".

Trump condivide video presunta fuga pasdaran: "Se la stanno facendo sotto"

Trump ha anche rilanciato sul suo social Truth Social un video che mostrerebbe la fuga disordinata dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, mentre prosegue la tensione per una possibile operazione militare statunitense. "In diretta da Teheran. I pasdaran sono in panic mode, se la stanno facendo sotto", si legge nel post dell’utente "Kosher", ricondiviso da Trump, che accompagna il messaggio con un filmato non verificato in cui si vedrebbero scene di caos nella capitale iraniana, attribuite alla presunta fuga in motocicletta dei pasdaran.

Sui media le foto di Khamenei in preghiera sulla tomba di Khomeini

I media iraniani hanno pubblicato oggi le foto che mostrano l'ayatollah Khamanei in preghiera sulla tomba di Khomeini, mentre si avvicina il 47mo anniversario della rivoluzione islamica. Le immagini - che mostrano la guida spirituale iraniana in pubblico per la prima volta dopo le proteste e la sanguinosa repressione delle settimane scorse - sembrerebbero essere state diffuse per smentire quanto sostenuto dall'opposizione, secondo cui Khamenei sarebbe stato trasferito in un bunker nel timore di un attacco americano.

Iran minaccia, Usa lanciano avvertimento su Hormuz

"Se il nemico fa un errore, senza dubbio questo metterà in pericolo la sua sicurezza, la sicurezza della regione e la sicurezza del regime sionista", le parole del capo dell'esercito iraniano, Amir Hatami, che oggi ha messo in guardia gli Stati Uniti e Israele da un eventuale attacco. In una dichiarazione riportata dall'Irna, afferma che le forze armate iraniane "sono completamente pronte in assetto difensivo e militare".

"La scienza e la tecnologia nucleare dell'Iran non può essere eliminata, anche se gli scienziati e i figli di questa nazione vengono uccisi", le parole di Hatami che arrivano dopo che Donald Trump ha posto due condizioni per evitare un'azione militare contro l'Iran: "Numero uno, no nucleare. Numero due, stop alle uccisioni dei dimostranti".

Intanto gli Stati Uniti hanno avvisato l'Iran che "non tollereremo azioni non sicure" nello Stretto di Hormuz, dopo che Tehran ha annunciato due giorni di esercitazioni militari in questa zona. "Qualsiasi comportamento non sicuro e non professionale nelle vicinanze di forze Usa, dei partner regionali o imbarcazioni commerciali, aumenta il rischio di collisioni, escalation e destabilizzazione", recita una dichiarazione del Comando Centrale Usa, il Centcom, responsabile delle forze in Medio Oriente, riferendosi a manovre come sorvoli sulle navi da guerra americane o anche approcci con i motoscafi veloci delle forze iraniane.

"Le forze Usa hanno le forze meglio addestrate e più letali del mondo e continueranno ad operare al massimo livello di professionalità e rispettare le norme internazionale. I Guardiani della Rivoluzione iraniani devono fare la stessa cosa", conclude la dichiarazione. E' previsto per domani l'inizio dell'esercitazione delle forze iraniane nello Stretto di Hormuz.

Axios: "Per ministro saudita se Usa non attaccano regime sarà rafforzato"

Il ministro della Difesa saudita, il principe Khalid bin Salman, avrebbe intanto detto, durante un briefing a porte chiuse a Washington, che se Donald Trump non darà seguito alle sue minacce contro l'Iran, il regime di Teheran ne uscirà rafforzato. E' quanto rivela Axios citando quattro fonti presenti all'incontro di ieri, a cui hanno partecipato 15 analisti di think tank esperti di Medio Oriente e i rappresentanti di cinque organizzazioni ebraiche.

E sottolineando come questa posizione sia in contrasto con la posizione pubblica assunta dall'Arabia Saudita contro l'escalation e anche con la profonda preoccupazione a riguardo che il principe ereditario Mohammed bin Salman ha espresso a Trump tre settimane fa. Preoccupazioni che sono state tra le ragioni che hanno spinto il presidente Usa a rinviare l'attacco, ricorda ancora Axios.

Secondo le fonti citate, il fratello minore e stretto consigliere di Mbs, ha detto che Trump dovrebbe intraprendere un'azione militare dopo averla minacciata per settimane, ma anche cercare di mitigare i rischi di un'escalation nella regione. "A questo punto, se non dovesse avvenire, questo non farebbe altro che rafforzare il regime", ha detto, parlando dell'azione militare Usa, secondo quanto riportano fonti che hanno avuto l'impressione che questo sia stato il messaggio trasmesso dal ministro saudita nei suoi incontri alla Casa Bianca.

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