Iran-Usa, sms anonimo sui cellulari: "Trump uomo d'azione, vedrete"

Il presidente americano starebbe considerando un attacco mirato, seguito da un’azione più ampia. Teheran: "Sarà atto di aggressione”. Giovedì nuovo round di colloqui a Ginevra

Iran-Usa, sms anonimo sui cellulari:
23 febbraio 2026 | 10.24
LETTURA: 4 minuti

La situazione tra Iran e Stati Uniti continua a essere tesa, con la minaccia di un conflitto militare sempre più vicina. "Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è un uomo d'azione. Aspettate e vedrete", si legge in un messaggio di testo anonimo inviato oggi, 23 marzo 2026, ai cellulari degli iraniani, secondo quanto riportano i media statali iraniani.

CTA

Nyt: Trump valuta attacco mirato seguito da attacco più ampio

Secondo fonti del New York Times, Trump ha detto ai suoi consiglieri che se la diplomazia o un attacco iniziale mirato degli Stati Uniti non indurranno l'Iran a cedere alle sue richieste di rinunciare al programma nucleare, allora valuterà un attacco molto più grande nei prossimi mesi, volto a cacciare i leader iraniani. Opzioni che il presidente Usa sta valutando se dovessero fallire i negoziati in programma per giovedì a Ginevra.

Sebbene non siano state prese decisioni definitive, i consiglieri hanno affermato che Trump è propenso a condurre un attacco iniziale nei prossimi giorni, con l'obiettivo di dimostrare ai leader iraniani che devono essere disposti ad accettare di rinunciare alla capacità di costruire un'arma nucleare. Gli obiettivi presi in considerazione spaziano dal quartier generale dei Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran, ai siti nucleari del Paese, fino al programma missilistico balistico.

Se queste misure non dovessero convincere Teheran ad accogliere le sue richieste, Trump ha detto ai suoi consiglieri che prenderà in considerazione un attacco militare entro la fine dell'anno, con l'obiettivo di rovesciare la Guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei.

Alle rivelazioni del Nyt ha risposto il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Ismail Baghaei, sottolineando che qualsiasi azione militare americana contro l'Iran, anche un attacco mirato, sarà considerato come "un atto di aggressione". "Un atto di aggressione rimarrà un atto di aggressione", ha affermato durante un briefing.

Giovedì nuovo round di colloqui a Ginevra

Gli Stati Uniti hanno dispiegato forze significative in Medio Oriente con l'obiettivo di esercitare pressione sull'Iran per raggiungere un accordo nei negoziati che riprenderanno giovedì. Il segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Larijani, è atteso domani a Muscat, la capitale dell'Oman, per trasmettere alle autorità del sultanato la proposta di Teheran sul dossier nucleare, che Muscat poi girerà agli Stati Uniti.

Intanto Baghaei, nel corso di un briefing con la stampa, ha definito "speculazioni infondate" le indiscrezioni su un possibile accordo ad interim tra Iran e Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran per scongiurare uno scontro militare. "Non confermiamo alcuna delle speculazioni. I dettagli di qualsiasi processo negoziale vengono discussi nella stanza dei negoziati. Le speculazioni sollevate su un accordo provvisorio (tra Iran e Stati Uniti, ndr) non hanno alcun fondamento", ha chiarito il portavoce, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Mehr.

In vista dei colloqui di giovedì a Ginevra, Baghaei ha ribadito come il compito della diplomazia iraniana sia quello di "garantire i diritti e gli interessi della Nazione". Per questo motivo "possiamo accettare solo un accordo che contenga le caratteristiche necessarie a garantire i diritti e gli interessi nazionali dell'Iran, sia sulla questione nucleare che sulla questione della revoca delle sanzioni", ha chiarito, sottolineando che "la parola 'resa' non ha posto nella cultura e nella letteratura iraniana e non abbiamo mai accettato una parola del genere".

Il nuovo round di negoziati che si terranno giovedì a Ginevra, "sono un test per Trump e determineranno se i soldati americani andranno all'inferno o torneranno in America", ha scritto su 'X' il portavoce del Comitato per la sicurezza nazionale e la politica estera del Parlamento iraniano, Ebrahim Rezaei.

Trump vuole accordo 'a fasi': gabinetto sicurezza Israele informato

Secondo il quotidiano Maariv, Trump starebbe puntando a un accordo "a fasi" con l'Iran, sul modello di quello raggiunto per la Striscia di Gaza. L'idea del capo della Casa Bianca sarebbe quella di chiudere prima il dossier più urgente e sensibile - il programma nucleare iraniano - rimandando a una fase successiva le altre questioni sul tavolo, che interessano da vicino Israele. In particolare, il tema dei missili balistici di Teheran e quello del sostegno iraniano ai proxy regionali verrebbero affrontati solo dopo un'intesa sul nucleare. Un approccio graduale che, secondo il quotidiano, ricalcherebbe il metodo già adottato dall'amministrazione americana in altri scenari di crisi.

Intanto il primo ministro, Benjamin Netanyahu, dovrebbe convocare oggi a Gerusalemme una nuova riunione ristretta sulla sicurezza con i collaboratori più stretti e alcuni ministri chiave, secondo quanto riferito dall'ufficio di uno dei partecipanti.

Leggi anche
Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza