Ucraina, missili russi sulle infrastrutture energetiche. Zelensky annulla partecipazione a Forum Davos

attacco russo su Chernobyl, per ore senza alimentazione elettrica. In migliaia senza riscaldamento a Kiev. Sybiha: "Per la pace serve la forza". Lavrov: "Non permetteremo una tregua che riarmi Kiev". Zelensky annulla partecipazione a Forum Davos

Ucraina, missili russi sulle infrastrutture energetiche. Zelensky annulla partecipazione a Forum Davos
20 gennaio 2026 | 09.30
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La Russia martella l'Ucraina con missili e droni. E a causa del massiccio attacco aereo russo, la centrale nucleare di Chernobyl è stata per alcune ore senza elettricità .L'alimentazione esterna è stata ripristinata nel pomeriggio, ha dichiarato il direttore, Serguiï Tarakanov, dopo che l'Aiea aveva annunciato la chiusura in mattinata a seguito degli attacchi russi. Tarakanov in un comunicato ha precisato che la situazione attuale non rappresenta "alcuna minaccia per l'ambiente o la popolazione".

 Raid anche su Kiev, dove circa 5.635 palazzi sono rimasti senza riscaldamento secondo il sindaco della capitale ucraina, Vitali Klitschko, che su Telegram spiega che un raid sulla riva orientale del fiume Dnipro ha interrotto la fornitura di energia elettrica e di acqua.

Gli attacchi hanno preso di mira le centrali elettriche di Kiev, lasciando circa il 70% della città senza elettricità, ha affermato Vitaliy Zaichenko, CEO di Ukrenergo. Dopo le riparazioni, ha aggiunto, le interruzioni hanno interessato circa il 60% della città.

Il governatore regionale dell'Oblast di Kiev, Mykola Kalashnyk, ha inoltre riferito che un uomo di 50 anni è stato ucciso a nord-ovest della capitale e una donna di 59 è rimasta ferita.

Zelensky annulla partecipazione a Forum Davos

In seguito agli attacchi, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annullato la sua partecipazione al World Economic Forum di Davos e ha deciso di restare a Kiev. Lo riportano i media ucraini. "Quasi metà della città è attualmente senza corrente. La Russia non ha cambiato strategia: distruggere l'Ucraina", ha commentato oggi la vice ministra degli Esteri ucraina Mariana Betsa. Per il ministro degli esteri Andrij Sybiha il nuovo attacco alle infrastrutture energetiche del paese dovrebbe essere al centro delle discussioni tra i leader al Forum Economico di Davos. Il "barbaro attacco" del presidente russo Vladimir "Putin questa mattina è un campanello d'allarme per i leader mondiali che si incontrano a Davos: c'è un bisogno urgente di sostenere il popolo ucraino; non ci sarà pace in Europa senza una pace duratura per l'Ucraina", ha scritto Andrij Sybiha sui social.

Zelensky mette in chiaro, in un messaggio su X, anche che la presenza dell'Ucraina al Forum non è scontata. Kiev parteciperà agli incontri internazionali solo se questi produrranno "risultati concreti" in termini di sicurezza e protezione della popolazione", ha scandito, spiegando che il team ucraino ha preparato tutto il necessario per firmare, in particolare con gli Stati Uniti, documenti sulle garanzie di sicurezza e sulla ricostruzione del Paese. Un risultato che, secondo il presidente, sarebbe "storico", mentre in Europa è in corso "la più grande guerra dalla Seconda guerra mondiale".

In caso contrario, ha avvertito, tutti i rappresentanti ucraini dovranno concentrarsi su priorità concrete per lo Stato e i cittadini, che secondo il leader ucraino sono missili per la difesa aerea, attrezzature energetiche per il ripristino delle infrastrutture e pacchetti di sostegno per il fronte e le comunità".

Cremlino: Dmitriev incontrerà membri delegazione Usa a Davos

Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha invece reso noto che l'inviato russo Kirill Dmitriev ha in programma incontri con membri della delegazione americana a margine del Forum, in cui si discuterà del "processo di pace in Ucraina". "Posso confermare che ci sono piani per incontrare rappresentanti della delegazione americana" ha affermato Peskov ai giornalisti a proposito della presenza in Svizzera di Dmitriev "che trasmetterà informazioni sul processo di pace in Ucraina e poi le riporterà".

Lavrov: "Non permetteremo una tregua che riarmi Kiev"

La Russia continua a cercare una soluzione diplomatica alla crisi in Ucraina, ed è sempre stata aperta a questo, ma l'Occidente ha fatto tutto il possibile per minare gli accordi di pace. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov nella conferenza stampa annuale in cui ha parlato della performance diplomatica della Russia nel 2025, da lui definito ''un anno impegnativo''.

"Siamo impegnati, come ha ripetutamente sottolineato il presidente Vladimir Putin, a trovare una soluzione diplomatica alla crisi ucraina. Se guardiamo alla storia di questa crisi, a partire dal 2014 e soprattutto dal 2022, non è mancata la buona volontà da parte della Federazione Russa nel raggiungere accordi politici. Ma ogni volta, i nostri vicini occidentali, e soprattutto europei, hanno fatto tutto il possibile per minare questi accordi", ha sottolineato Lavrov. "Si stanno comportando esattamente allo stesso modo nei confronti delle iniziative promosse dall'amministrazione di Donald Trump, cercando in tutti i modi di convincere l'amministrazione americana a non negoziare con la Federazione Russa", ha osservato il ministro, ribadendo che Mosca "non può permettere all'Occidente di riarmare il regime di Kiev", dandogli l'opportunità di "riprendere fiato e piombare di nuovo" sulla Russia "come uno strumento degli europei occidentali impazziti

Von der Leyen: "Russia non cede né cerca pace"

Tra poco più di un mese "passeremo il quarto anniversario della guerra di aggressione russa contro l'Ucraina. Quattro anni dopo, la Russia non mostra alcun segno di cedimento. Nessun segno di rimorso. Nessun segno di ricerca della pace", ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, parlando al World Economic Forum di Davos, nel cantone dei Grigioni, in Svizzera.

"Al contrario - continua - la Russia sta intensificando i suoi attacchi. Uccide civili ogni giorno. Proprio la scorsa settimana, i bombardamenti sulle infrastrutture energetiche dell'Ucraina hanno lasciato milioni di persone al buio, al freddo e alla scarsità d'acqua. Questo deve finire. Tutti noi vogliamo la pace per l'Ucraina. Riconosciamo il ruolo del presidente Donald Trump nel portare avanti il processo di pace e lavoreremo a stretto contatto con gli Stati Uniti".

L'Ucraina, ripete la presidente, "deve essere in una posizione di forza. Per questo motivo abbiamo deciso di concederle un prestito di 90 miliardi di euro per il 2026 e il 2027. Con questo sostegno, ci assicuriamo che l'Ucraina possa: rafforzare la sua difesa sul campo di battaglia; rafforzare le sue capacità di difesa; mantenere in funzione i servizi di base. Soprattutto, riafferma l'impegno incrollabile dell'Europa per la sicurezza, la difesa e il futuro europeo dell'Ucraina. Parallelamente, abbiamo deciso di immobilizzare definitivamente i beni russi e di riservarci il diritto di utilizzarli. Questo dovrebbe servire da severo monito alla Russia. E da messaggio al mondo: l'Europa sarà sempre al fianco dell'Ucraina. Finché non ci sarà una pace giusta e duratura", conclude.

Dombrovskis: "Prestito Ue erogato entro aprile"

L'Ue dovrebbe riuscire ad erogare all'Ucraina le prime tranches del prestito da 90 miliardi di euro concordato il mese scorso nel prossimo aprile. Lo ha spiegato il commissario europeo all'Economia Valdis Dombrovskis, a Bruxelles a margine dell'Ecofin. "Speriamo in un rapido processo legislativo, che ovviamente è nelle mani dei colegislatori", Consiglio e Parlamento, ha detto Dombrovskis. Il processo legislativo dovrebbe concludersi entro "l'inizio di marzo, il che ci consentirebbe di iniziare gli esborsi già da aprile, come avevamo pianificato".

Parallelamente, ha proseguito, "stiamo anche lavorando con le autorità ucraine per preparare tutti i documenti necessari, anche da parte ucraina. I fondi saranno assegnati sulla base di un piano annuale, che deve essere preparato con le autorità ucraine", ha concluso. Il prestito da 90 miliardi mira a sostenere l'Ucraina nel 2026 e nel 2027; due terzi dei fondi dovrebbero essere spesi in armamenti.

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