Il Parlamento ha approvato le risoluzioni della maggioranza relative allo scostamento di bilancio e al Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), definendo così la cornice di finanza pubblica entro cui si inserirà la prossima manovra. La risoluzione sullo scostamento, pari complessivamente a 28,8 miliardi di euro e collegato alle spese nei settori della difesa e dell’energia, ha ottenuto alla Camera 219 voti favorevoli e 110 contrari e al Senato 109 voti favorevoli, 61 contrari e 2 astensioni. Il margine finanziario richiesto è pari allo 0,6% del Pil per il 2027 e il 2028, suddiviso tra lo 0,3% destinato all’energia e lo 0,3% alla difesa, per un ammontare indicativo di 14,4 miliardi per ciascuno dei due ambiti. Parallelamente, è stata approvata anche la risoluzione della maggioranza sul Dpfp, con 216 voti favorevoli e 116 contrari a Montecitorio e 108 favorevoli, 61 contrari e 2 astenuti a Palazzo Madama; l’approvazione dei testi della maggioranza ha determinato la preclusione delle altre risoluzioni presentate dalle opposizioni. Nel corso del dibattito parlamentare, il Ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti ha illustrato le motivazioni alla base della richiesta, sottolineando come il ricorso allo scostamento rappresenti un «passo consapevole» rispetto alla linea di prudenza seguita nella gestione dei conti pubblici e sia finalizzato anche a creare gli spazi necessari per sostenere, in maniera selettiva e temporanea, famiglie e imprese interessate dall’aumento dei prezzi e dai rincari energetici. Il Ministro ha inoltre evidenziato la necessità di mantenere la sostenibilità del debito e la credibilità dei conti pubblici, in un contesto economico caratterizzato da elementi di incertezza, confermando l’obiettivo di portare il deficit al 2,9% nel 2026 e di creare le condizioni per l’uscita dell’Italia dalla procedura europea per disavanzo eccessivo nella primavera successiva. Il confronto parlamentare ha evidenziato valutazioni differenti sull’impostazione della politica economica e di bilancio. I rappresentanti della maggioranza hanno sostenuto la linea dell’Esecutivo, ponendo l’accento sull’esigenza di mantenere un equilibrio tra prudenza nella gestione della finanza pubblica e disponibilità di risorse per fronteggiare le conseguenze dell’aumento dei costi energetici, sostenere famiglie e imprese e finanziare gli interventi programmati nei settori interessati dallo scostamento. Sul versante opposto, i gruppi di opposizione hanno espresso una valutazione critica dell’impostazione governativa, concentrando le proprie osservazioni sulle prospettive della crescita economica, sulle politiche industriali e sulle condizioni di famiglie e lavoratori, con particolare riferimento a salari, pressione fiscale e conseguenze della crisi energetica. Il voto ha così concluso il passaggio parlamentare sul Dpfp e sulla richiesta di scostamento, delineando il quadro programmatico e finanziario nel quale saranno definite le successive misure di politica economica e di bilancio.
Il testo completo del DPFP