L'attore e regista teatrale francese è morto a 43 anni dopo un calvario post-operatorio
L'attore e regista teatrale francese Arnaud Denis è morto oggi all'età di 43 anni, in seguito a un'eutanasia praticata a Namur, in Belgio. Gravemente debilitato da un'operazione per un'ernia inguinale subita nel 2023, aveva fatto della sua dolorosa vicenda una battaglia pubblica. Poche ore prima di morire, ha pubblicato su Facebook un lungo messaggio in cui affermava: "Ho chiuso con i maltrattamenti medici". Il decesso è stato confermato all'Afp dal suo legale, l'avvocato Philippe Courtois. "La decisione di Arnaud Denis è stata presa in accordo con tre medici di Namur", ha dichiarato il legale. "Il suo corpo non lo sorreggeva più, ne aveva perso il controllo. La morte di Arnaud Denis è la conseguenza dei dolori intensi che subiva da molti mesi".
Arnaud Denis era stato operato il 17 luglio 2023 per un'ernia all'inguine, con l'applicazione di una protesi in polipropilene. Per l'attore, quell'intervento ha rappresentato l'inizio di un calvario senza fine. "Ho già raccontato a lungo la mia storia. Tre anni interminabili di deterioramento dello stato di salute generale a partire da un intervento chirurgico per ernia nel 2023", ha scritto nel suo ultimo messaggio, descrivendo una rapida perdita di peso, dolori lancinanti, problemi digestivi e una progressiva perdita di autonomia. Le accuse mosse dall'attore contro strutture sanitarie, medici, produttori o istituzioni costituiscono la sua testimonianza personale e non sono state stabilite da alcuna sentenza giudiziaria. Nel testo, Denis ha ricordato il senso di solitudine di fronte al peggioramento del proprio quadro clinico: "Mi sono recato dodici volte al pronto soccorso in un anno. La risposta iniziale è sempre stata: 'Non avete nulla'".
Arnaud Denis aveva fondato il collettivo “Victimes françaises des prothèses de hernie”, un gruppo attivo sui social che riunisce pazienti intenzionati a segnalare dolori e complicazioni dopo l'inserimento di questi dispositivi medici. L'attore intendeva accendere i riflettori sulle conseguenze subite da alcuni pazienti, chiedendo maggiore ascolto, trasparenza e follow-up clinico. Nel suo testamento spirituale, Denis ha menzionato anche l'encefalomielite mialgica, una patologia neurologica invalidante di cui soffriva, denunciando la scarsa attenzione e la carenza di ricerche dedicate. Ha inoltre lamentato la mancanza di accesso a cure palliative adeguate in Francia, che lo ha costretto a non potersi più lavare o nutrire autonomamente.
Anticipando le critiche sulla sua scelta di ricorrere all'eutanasia, l'attore ha scritto: "Rifiuto a chiunque il diritto di giudicarmi", aggiungendo: "Ho resistito a tutti i costi per tre anni di sofferenze atroci. Adesso depongo le armi". Il suo avvocato ha confermato che Denis gli aveva chiesto di portare avanti la sua causa e di sostenere la famiglia. Il 5 gennaio 2026 l'attore aveva depositato una querela contro ignoti per lesioni colpose, archiviata a fine agosto per "reato non sufficientemente caratterizzato", secondo quanto riferito dal legale. Una nuova querela con costituzione di parte civile è stata successivamente depositata. Nonostante la rabbia trasparisse dal suo scritto, Arnaud Denis ha concluso con parole d'affetto per quanti lo hanno sostenuto, rivolgendo un pensiero a "tutti coloro che sono saliti sul treno della mia vita". Come ultimo atto pubblico, l'artista ha condiviso la scena finale del film "Fuga di mezzanotte" (1978), accompagnandola con la didascalia: "Con tutto il mio amore a tutti".