Bimbo trapiantato a Napoli, la mamma: "Per ora resta in lista"

Terminato il consulto tra i primari dell'ospedale Monaldi. La donna conferma di aver chiesto un terzo parere: "C'è sempre speranza, mio figlio è un guerriero". Come sta il bimbo

L'ospedale Monaldi di Napoli  - (Ipa)
L'ospedale Monaldi di Napoli - (Ipa)
16 febbraio 2026 | 16.18
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Resta per ora nella lista trapianti il bimbo di due anni attaccato alla macchina salvavita all'ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di cuore fallito del 23 dicembre scorso. Il consulto tra i primari dell'ospedale previsto per oggi è terminato e la donna ha spiegato che "le sue condizioni sono stazionarie. Per oggi mi hanno confermato che resta ancora trapiantabile, domani faranno un'altra valutazione. L'unica cosa è questa. È una giornata ansiosa. C'è sempre una speranza. Domani vedremo".

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La mamma del bimbo ha poi confermato di aver "chiesto un terzo parere, non mollo, non devo mollare". "Sto con mio figlio tutti i giorni tutto il tempo che voglio, mi hanno dato il permesso speciale di entrare e stare tutto il tempo che voglio", ha aggiunto la donna, che sul figlio che resiste, pur in condizioni gravissime, ha esternato: "E' un guerriero".

A parlare fuori dall'ospedale è stato anche Francesco Petruzzi, legale della famiglia. "Un bambino di quell'età ha una reazione diversa rispetto a un trapianto dell'organo, mi è stato spiegato dai medici, quindi proprio per questo abbiamo chiesto una third opinion a degli organi internazionali. Attendiamo che il Monaldi mandi tutte le relazioni dell'équipe interdisciplinare per poter chiedere noi dei pareri terzi".

Come sta il piccolo, il bollettino

Condizioni stabili, in un quadro che permane di grave criticità. Inizia così il bollettino emesso dall'Azienda dei Colli, che ogni giorno aggiornerà, assunta l’autorizzazione dei familiari per il tramite del loro legale, un bollettino medico quotidiano sulle condizioni del bambino.

"L’Heart Team sulla base della decisione assunta dal medico responsabile, ritiene che il piccolo paziente sia ancora idoneo a permanere in lista trapianto", si legge nel bollettino.

"Il paziente resta ricoverato in terapia intensiva sotto stretto monitoraggio assistenziale e strumentale e di consulenze specialistiche. Al fine di garantire la miglior cura possibile, si ribadisce che l’Azienda Ospedaliera dei Colli si è attivata sin da subito nel coinvolgere i maggiori specialisti in campo pediatrico, anche attraverso le professionalità dell’Ospedale Santobono Pausilipon. Come anticipato nei giorni scorsi, il Polo di Cardiochirurgia dell’Azienda dei Colli è in rete con le principali strutture sanitarie del Paese che si occupano di trapianto di cuore pediatrico e ha lavorato – pur senza clamori – per organizzare un Heart Team che porterà al Monaldi gli specialisti delle strutture italiane con i maggiori volumi in termini di trapianto pediatrico per una rivalutazione congiunta al letto del paziente", si legge.

"L’Heart Team si svolgerà nella giornata di mercoledì e sarà utile a valutare anche ulteriori trattamenti terapeutici in aggiunta al trapianto". "La Direzione, nel ribadire il proprio impegno ad assicurare trasparenza e collaborazione con le autorità ispettive e giudiziarie, garantisce ogni supporto necessario alle determinazioni clinico - terapeutiche ed assistenziali assunte dai medici curanti nell'esclusivo interesse del paziente", si chiude il bollettino.

Schillaci: "Ispettori in arrivo"

"Credo che ci voglia prudenza e che dobbiamo aspettare i risultati" delle indagini e degli approfondimenti in corso sulla vicenda del bimbo di 2 anni al quale il 23 dicembre scorso è stato trapiantato un cuore 'danneggiato'. "Questo è il momento in cui bisogna verificare realmente ciò che è accaduto. Ci sono inchieste di due procure, i Nas sono già stati nei due siti a Bolzano e a Napoli. E poi ci sono gli ispettori del ministero che stanno raggiungendo le due sedi" coinvolte. "Quindi aspettiamo il lavoro degli inquirenti, dei Nas e poi anche quello degli ispettori del ministero prima di trarre conclusioni. Abbiamo fiducia nella magistratura, nei carabinieri del Nas. Gli ispettori del ministero faranno il loro dovere, come hanno sempre fatto in tante situazioni. Poi trarremo le conclusioni. Per il momento ribadisco che siamo vicini al bambino, alla sua famiglia e speriamo ancora che si possa trovare una soluzione per questo piccolo paziente che sta soffrendo", ha evidenziato il ministro della Salute, Orazio Schillaci.

"Dobbiamo assolutamente far chiarezza - ha sottolineato il ministro - Lo dobbiamo al bambino, alla famiglia, ma lo dobbiamo anche a tutti gli italiani, perché il nostro è un servizio sanitario nazionale pubblico di eccellenza, è un servizio sanitario che è in grado di gestire situazioni complesse e di risolverle quasi sempre. Quindi io credo che i cittadini non debbano perdere la fiducia". Schillaci ha infine ribadito la necessità di trasparenza da parte del sistema sanitario, anche nei momenti più critici. "Credo - ha concluso - che ci voglia chiarezza e lealtà da parte dei medici anche quando gli interventi non hanno il risultato che tutti sperano".

Azienda Alto Adige: "Piena fiducia nelle autorità"

"L'azienda sanitaria dell'Alto Adige collabora strettamente con le autorità e ribadisce piena fiducia nel loro operato. E' nell'interesse di tutti portare al più presto piena luce sull'accaduto. In questo momento, l'azienda sanitaria dell'Alto Adige comunque non rilascerà ulteriori dichiarazioni, rispetto a quanto già comunicato in precedenza", comunica l'azienda altoatesina.

 

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