La decisione lascia comunque spazio alla difesa del gioielliere di avanzare, questa volta direttamente alla Sorveglianza meneghina, una nuova richiesta di differimento pena legata alla domanda di grazia. Anm: "Toghe minacciate dopo sentenza, clima pesante"
La Sorveglianza di Milano ritiene di "non essere competente" e ha 'rispedito' ai colleghi della Sorveglianza di Torino la richiesta di differimento pena legata alla domanda di grazia per Mario Roggero, il gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi che il 28 aprile 2021 sparò e uccise due rapinatori, ferendone un terzo, che avevano tentato il colpo nel suo negozio di Grinzane Cavour.
La Sorveglianza di Torino avrebbe mandato la richiesta firmata dalla difesa del condannato ai colleghi di Milano quando Roggero non aveva ancora varcato l'ingresso del carcere milanese di Bollate quindi quando formalmente non era ancora in carico alla Sorveglianza guidata da Marcello Bortolato. Da qui "l'incompetenza" dichiarata da Milano. Una decisione che lascia comunque spazio alla difesa di Roggero di avanzare, questa volta direttamente alla Sorveglianza meneghina, una nuova richiesta di differimento pena.
"Dopo la sentenza sul caso Roggero ai magistrati sono arrivate minacce, insulti e messaggi d’odio in un clima in cui vengono attaccati per il solo fatto di aver applicato la legge dello Stato sull’omicidio e sulla legittima difesa. Siamo al fianco dei colleghi piemontesi che hanno emesso le sentenze di primo e secondo grado, così come di quelli della Corte di cassazione che le hanno confermate”. Lo afferma la giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati dopo gli attacchi di questi giorni.
“Ribadiamo che, da parte di chi ricopre incarichi istituzionali, servirebbe maggiore responsabilità e cura nell’utilizzo delle parole. Il clima che si crea nei confronti di chi applica la legge dovrebbe essere differente - prosegue - La critica è legittima, ma alimentare una narrazione che individui nei magistrati il bersaglio da colpire significa contribuire a un clima che può degenerare in odio e intimidazione. Un clima di pesante delegittimazione denunciato anche nel recente report della Commissione europea. Ci auguriamo per il futuro maggiore attenzione a tutela delle stesse fondamenta dallo Stato di diritto".