Studenti e lavoratori in piazza, cortei in tutta Italia: scontri a Roma e Torino

Manifestazioni in oltre 40 città. Tangenziale bloccata a Milano. Nella Capitale bloccato corteo spontaneo a Ponte Sisto

Corteo a Roma - (Adnkronos)
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31 ottobre 2026 | 06.05
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Sono state oltre 40 le manifestazioni di lavoratori e studenti che hanno attraversato il Paese da Nord a Sud, venerdì 30 ottobre. Tensioni e scontri a Torino e Roma, dove sono 8 state le persone fermate in seguito ai disordini e 300 quelle identificate. Sono stati oltre 255mila i partecipanti ai cortei in Italia, secondo la stima delle autorità di pubblica sicurezza. Ma secondo l'Usb i partecipanti sono stati "oltre un milione". Solo nella Capitale, secondo gli organizzatori, a scendere in piazza sono stati in "centomila". "Oltre 50mila" a Milano dove la tangenziale è stata invasa per oltre tre ore. Almeno dieci poliziotti feriti il primo bilancio delle manifestazioni tra Mestre e Vicenza.

A Roma alcuni manifestanti hanno tentato lo sfondamento verso Circo Massimo. Forze ordine hanno risposto con gli idranti a lanci di bottiglie e petardi. Poco prima, dopo il presidio al ministero dell'Istruzione con lancio di uova, un gruppo ha tentato di raggiungere il Parlamento, ma sono stati bloccati da una carica degli agenti. Otto i fermati nella Capitale, dove gli studenti, ancora in strada, hanno messo a segno ripetuti tentativi di rompere gli sbarramenti delle forze dell’ordine per raggiungere i palazzi istituzionali.

Al grido 'corteo, corteo', gli studenti, avendo trovato chiuso l'accesso a Ponte Sisto, si sono diretti verso ponte Garibaldi. Hanno provato ad attraversare il ponte ma si sono trovati davanti i blindati delle forze dell'ordine. A quel punto hanno proseguito sul lungotevere verso l'Isola Tiberina, pure presidiata dalle forze dell'ordine. Gli agenti, in tenuta anti-sommossa hanno chiuso via del Corso all'altezza di piazza Colonna, con blindati piazzati di traverso sulla strada, mentre anche la galleria Sordi è monitorata costantemente per evitare ingressi non autorizzati verso Montecitorio e la sede del governo. Stesso cordone di sicurezza alle spalle di Palazzo Chigi.

Nel tardo pomeriggio circa 300 studenti all'altezza di via Claudia avevano iniziato a lanciare oggetti - anche sassi e molotov - contro le forze dell'ordine, che hanno risposto con una carica di alleggerimento. A fuoco cassonetti e biciclette, buttati in mezzo alla carreggiata a sbarrare il passaggio.

Al coro di 'Meloni stiamo arrivando' sono tornati in piazza a Torino in migliaia in serata per protestare contro il carovita e contro il riarmo. La nuova mobilitazione è promossa dagli occupanti del Campus Einaudi e da Torino per Gaza. Ad aprire il corteo lo striscione 'Ogni polo sarà una barricata. Noi la guerra non la paghiamo'. "Siamo stanchi di questa vita, di non riuscire più a fare la spesa, a fare benzina, stanchi di una Sanità al collasso, di scuole che cadono a pezzi e di un'Università, dove la precarietà è devastante - hanno scandito i manifestanti dal megafono - e di fronte a tutto questo la risposta del governo è niente". "Questo - hanno aggiunto - e’ nuovo movimento che ogni sabato scenderà in piazza fino a che le cose non cambieranno, non siamo stanchi e non ci stancheremo, oggi come i prossimi sabati dobbiamo essere sempre di più fino a bloccare ogni arteria di questo Paese". Nel pomeriggio c'erano stati scontri in piazza Castello, dove il corteo era avanzato fin contro lo schieramento di forze dell'ordine poste a protezione del palazzo della prefettura. Durante l'avanzata contro i reparti schierati erano state lanciate uova, gavettoni di vernice e alcune bottiglie di plastica e vetro. Le forze dell'ordine avevano risposto con cariche di alleggerimento e con l'utilizzo dell'idrante. Due persone sono rimaste ferite e portate via con l'ambulanza. Saranno sottoposte a controlli insieme ad altre tre, portate in Questura.

Tensioni c'erano già state quando il corteo, partito da Palazzo Nuovo, era arrivato in via Po e quello proveniente dal Campus Einaudi occupato aveva tentato di unirsi trovando il blocco delle forze dell’ordine. Qualche spinta e qualche accensione di fumogeno, accompagnati dal coro 'fuori la polizia dal corteo'.

A Milano sono state circa 25mila le persone scese in piazza. Per tre ore i manifestanti contro il carovita hanno ‘invaso’ la tangenziale est, riempiendo tutte le corsie di marcia e puntando verso Cascina Gobba. Esplosa anche una batteria di petardi. Nel tratto tra Cascina Gobba e Lambrate i manifestanti - oltre 30mila tra lavoratori e studenti - hanno affisso un enorme striscione con scritto “Gen Maranza”, aggiungendo al megafono: “Siamo tutti maranza, se vi piace chiamarci così”. In un cartello si cita il comunicato pubblicato sulle pagine del ‘Movimento 17 ottobre’, amministrate da Youssef Siher: "Lo Stato ci piscia addosso e i media dicono che piove".

Sullo spartitraffico della tangenziale sono apparse anche alcune scritte con la vernice nera: 'Salvini e Meloni appesi' e 'Free Gaza'.

A Napoli, dopo oltre un'ora di trattativa con le forze dell'ordine che bloccavano l'accesso, i manifestanti hanno invaso pacificamente il varco Bausan al Porto di Napoli. Durante l'azione dimostrativa altri partecipanti al corteo hanno anche lanciato nelle fiamme delle banconote di carta fasulle.

Piantedosi: "Gestiti con equilibrio ed efficacia"

"Ancora una volta, va riconosciuta la competenza e la professionalità con cui le nostre Forze dell’ordine hanno saputo gestire decine di manifestazioni nelle principali città del Paese. A dimostrazione che la sicurezza deve essere perseguita come presidio fondamentale per garantire l’esercizio di ogni libertà.Tutti i dispositivi messi in campo si sono distinti per equilibrio ed efficacia: qualità che hanno permesso di tutelare un diritto fondamentale dei cittadini, quello di manifestare pacificamente, nonostante il tentativo di alcuni soggetti di provocare disordini e violenze". Lo ha dichiarato il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, parlando dei cortei che si sono svolti oggi in diverse città italiane.

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