La testimonianza di Gabriel, 16enne milaese in vacanza con altri studenti europei a Sofia, in Bulgaria, e aggredito verbalmente da un gruppo di naziskin: "Noi eravamo nelle stanze, al quarto piano, in albergo e abbiamo avuto paura"
"E' arrivato un gruppo di uomini, erano abbastanza grossi con magliette nere e hanno iniziato a urlare frasi contro di noi e a fare il saluto romano. Noi eravamo nelle stanze, al quarto piano, in albergo e abbiamo avuto paura. Gli accompagnatori ci hanno detto di allontanarci dalle finestre e di non uscire". Per Gabriel, 16 anni, milanese, l'odio non è un sentimento nuovo, ma a Sofia, capitale della Bulgaria, lo ha respirato da vicino.
Liceale, ebreo, era in vacanza con altri studenti, circa 200, tutti tra i 15 e 16 anni, arrivati da mezza Europa. Un raduno giovanile ebraico che ha attirato - probabilmente complice la kippah indossata da qualcuno di loro -, un gruppo di naziskin. "Prima erano in quattro, non so come abbiano scoperto il nostro albergo, poi è arrivata la polizia e si sono allontanati...ma per poco. Sono ritornati e più numerosi, almeno in sette o otto. Non sapevamo cosa potesse succedere...alcune amiche hanno iniziato a piangere ed eravamo tutti sotto choc, perché vivere una cosa del genere, in una città europea sicura, non pensavo fosse possibile" racconta all'Adnkronos.
Se l'ironia e l'età sono un antidoto alla paura, nella voce di Gabriel - finalmente tornato a casa (i ragazzi sono stati scortati dalla polizia fino in aeroporto) - resta lo choc e l'amarezza di "non poter vivere tranquillo come un italiano qualunque".