Intervento record al Sant'Anna di Torino, rimosso tumore ovarico di 6 kg

Una donna di 69 anni salvata dai medici con un'operazione durata sei ore

Il tumore ovarico
Il tumore ovarico
04 gennaio 2026 | 17.47
LETTURA: 2 minuti

Una donna di 69 anni ha scoperto di essere affetta da un tumore ovarico di dimensioni eccezionali, paragonabili a quelle di una gravidanza gemellare a termine, solo quando il suo organismo ha improvvisamente iniziato a cedere. Per mesi la gigantesca cisti ovarica, con un diametro di circa 28 centimetri, è rimasta nascosta, senza dare segnali evidenti. La paziente non si era accorta di nulla. L’allarme è scattato quando la massa, associata alla presenza di una seconda neoplasia intestinale, ha iniziato a comprimere il colon, provocando sintomi acuti ed improvvisi fino ad una grave difficoltà intestinale non più ignorabile. A riferire la storia è l'ospedale Sant'Anna di Torino.

Il caso risale a metà dicembre quando la donna arriva all’attenzione dei sanitari e a prendere in carico il caso è la Chirurgia Ginecologica Mininvasiva dell'ospedale Sant’Anna diretta dal dottor Paolo Petruzzelli. I tempi sono strettissimi, con le festività natalizie alle porte, ma la risposta è immediata: in pochi giorni si definisce l'inquadramento diagnostico, stadiazione e percorso terapeutico. Il 23 dicembre, a poche ore dalla vigilia di Natale, la paziente entra in sala operatoria. L’intervento dura circa sei ore. ''Durante l’intervento emerge tutta la gravità della situazione - spiegano dall'ospedale - La gigantesca neoplasia ovarica viene asportata: pesa circa 6 chilogrammi, con un volume paragonabile a quello di una gravidanza gemellare a termine. Ma non è l’unica minaccia. I sintomi più pericolosi sono legati alla sofferenza intestinale, che richiede un intervento immediato e coordinato di più specialisti''.

Un intervento che - si legge nella nota dell'ospedale - ha letteralmente salvato la vita alla donna, reso possibile dal lavoro corale di ginecologi oncologi, chirurghi, anestesisti, gastroenterologi, anatomopatologi, radiologi, infermieri e operatori sanitari, capaci di coordinarsi in tempi rapidissimi e trasformare giorni di attesa e timore in una storia di speranza. ''Sono casi rari, ma emblematici - spiegano i professionisti coinvolti e il direttore sanitario di presidio Umberto Fiandra - perché dimostrano come tempestività, competenza e lavoro di squadra possano fare la differenza anche in regime di urgenza''. Il dottor Paolo Petruzzelli ha definito il caso un evento “normalmente eccezionale”.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza