Lgbt, Pro Vita: "Grave posizione diocesi che avallano Veglie Arcobaleno"

Antonio Brandi - (foto ufficio stampa)
Antonio Brandi - (foto ufficio stampa)
18 maggio 2026 | 18.54
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"L’approvazione dell’identità di genere, dell’adozione per coppie dello stesso sesso, del matrimonio egualitario, di pratiche sessuali 'di ogni genere', finanche dell’utero in affitto e della propaganda gender per minori. Sono tutte posizioni che contraddicono il rispetto della vita umana, dei diritti dei bambini, il riconoscimento della famiglia naturale o una sana etica della sessualità umana. Peraltro, tali posizioni sono antitetiche anche al magistero della Chiesa e alla morale cattolica, come confermano anche le parole di Papa Leone XIV, che ha affermato che 'su gay e persone trans la dottrina della Chiesa non cambia', in un’intervista contenuta nel libro biografico in uscita lo scorso febbraio. Evidentemente, però, questo non interessa ai vescovi di numerose Diocesi italiane, che vanno contro tali insegnamenti, visto che hanno in queste settimane appoggiato o addirittura presenziato a insensate veglie contro l’OmoTransLesboBifobia, che con la scusa della giusta lotta alle discriminazioni rischiano invece di portare avanti le istanze Lgbtqia+". Così in una nota Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia.

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"Abbiamo inviato una serie di comunicazioni ufficiali via pec alle Diocesi interessate - spiega Brandi - per esprimere le preoccupazioni di numerosi fedeli e chiedere conto di queste veglie, soprattutto perché sono tutte organizzate nell’ambito del progetto Tenda di Gionata, la stessa realtà di cristiani Lgbt che negli anni non ha esitato a partecipare attivamente ai Pride, che sappiamo essere momenti di pura propaganda ideologica dell’Agenda arcobaleno. Crediamo sia doveroso e giusto essere vicini a tutti e condannare ogni forma di violenza e discriminazione, ma appoggiare apertamente o non prendere le distanze dalle veglie di preghiera arcobaleno significa lasciare campo aperto alla promozione dell’ideologia Lgbtqia+. Come può tutto questo essere accettato dai vescovi? In particolare ci rammarica il silenzio dei vescovi di Cremona, Padova, Rimini, Firenze, Modena, Savona, Fano, Verona, Bari, Forlì, Arezzo che non solo non hanno mai risposto né dato spiegazioni ma, a quanto risulta dal programma delle veglie, le hanno addirittura presenziate o lo faranno nelle prossime settimane. Siamo stupiti anche che alcuni si siano limitati a risposte interlocutorie, palesando una sorta di 'equidistanza' tra non appoggiare né sponsorizzare oppure limitarsi a 'vigilare' su ciò che è stato detto o succederà in queste veglie, come nei casi di Parma e Latina".

"In questo scenario, guardiamo con speranza a quegli esempi di chiarezza che indicano la strada per una vera accoglienza caritatevole. Monsignor Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia-San Remo, ha colto il punto centrale chiedendosi come la vicinanza alle persone possa essere autentica se non accompagnata dall'appello alla conversione e alla fedeltà alla legge di Dio. È proprio questa la sintesi che auspichiamo: un amore che non prescinde dalla Verità. Sulla stessa linea, apprezziamo le rassicurazioni che ci sono giunte da realtà come Reggio Calabria, Venezia-Mestre, Cuneo e Bolzano. In questi casi ci è stato ribadito un concetto fondamentale: ogni momento di preghiera deve rimanere ancorato al Catechismo, evitando strumentalizzazioni ideologiche e mantenendo integra la dottrina cristiana. Auspichiamo - conclude - che questo modello di 'accoglienza nella Verità' diventi il riferimento per tutte le diocesi italiane, superando ambiguità che non giovano né alla fede né alle persone coinvolte".

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