Sanremo, 58enne Lorella Capano trovata morta in casa: fermato il figlio

Da subito ha prevalso tra gli investigatori l'ipotesi dell'omicidio visto che la donna aveva segni sul collo e sui polsi. Procura: "Delitto efferato"

Carabinieri - Ufficio stampa Arma
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07 luglio 2026 | 18.44
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Sarebbero state le immagini delle telecamere di sorveglianza e le dichiarazioni di un testimone che avrebbe riferito di una lite, a incastrare Filippo Oldani, il ventenne fermato con l'accusa di avere ucciso la madre, Lorella Capano, 58 anni di Milano, trovata morta ieri sera in un appartamento di via Hope, a Sanremo, in provincia di Imperia. La decisione è arrivata dopo l'interrogatorio a cui è stato sottoposto il giovane, di circa 20 anni, sentito dal pubblico ministero titolare delle indagini Enrico Cinnella Della Porta.

I segni sul cadavere e l'alibi del giovane

L'ipotesi dell'omicidio era stata una delle prime prese in considerazione dai carabinieri. Erano stati trovati, infatti, segni sul collo e sui polsi della donna. L'alibi fornito dal giovane, che ha detto di essere uscito alle 19 per andare a mangiare una pizza, non ha convinto gli inquirenti.

La telefonata del ragazzo e il corpo della madre sul pavimento

Secondo quanto ricostruito dalla procura, la donna si trovava nella città dei fiori in vacanza nella casa di famiglia, dove è stato trovato il suo corpo. "Quello che in un primo momento si presentava come un disperato intervento di soccorso - si legge nella nota della procura - si è infatti rapidamente trasformato nello scenario di un efferato delitto, culminato in meno di 24 h con il fermo del figlio ventenne eseguito dai carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Sanremo e dai militari del Nucleo Investigativo di Imperia".

Nel dettaglio, durante la notte al numero unico di emergenza 112 è giunta la telefonata di un ragazzo di 20 anni, incensurato, che raccontava di essere rientrato dopo una cena fuori e di non riuscire a contattare la madre convivente, con la quale era d’accordo per farsi aprire la porta di casa al suo rientro. Dopo aver tentato di suonare ripetutamente il citofono e non ottenendo risposta alle sue chiamate, il ragazzo ha chiesto l'aiuto dei soccorritori. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco e il personale sanitario del 118 che, una volta all'interno dell'appartamento, si sono trovati di fronte a una scena tragica: il corpo della donna giaceva ormai privo di vita. L'intervento tempestivo dei militari della Sezione Operativa della Compagnia carabinieri di Sanremo e del Nucleo Investigativo di Imperia ha immediatamente cambiato la prospettiva degli eventi. Fin dal primo sopralluogo, la scena si è rivelata in tutta la sua drammaticità: sul collo, sul viso e sulle braccia della donna vi erano segni evidenti, compatibili con una violenta colluttazione. Tale ricostruzione è stata anche confermata poco dopo dall'ispezione del medico legale, che eseguirà comunque l'esame autoptico come già disposto dal Pubblico Ministero, anche lui giunto sul luogo.

"Dai primi accertamenti - scrive la procura - numerose evidenze emerse indicavano la verosimile responsabilità del giovane, le cui dichiarazioni sono apparse costellate di contraddizioni e dal mancato riscontro con alcuni dati di fatto raccolti dagli investigatori in sede di sopralluogo, tra i quali: le risultanze delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona; le dichiarazioni di un testimone che avrebbe udito un’accesa lite tra madre e figlio nel corso della serata nonché la presenza sul corpo dell’indagato di graffi e altri segni verosimilmente compatibili con uno scontro fisico".

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