'Miele da sballo', allarme tra giovani: "Primo passo verso altre sostanze, pericolo è il crack"

Barra (Villa Maraini): "È una modalità che può apparire meno traumatica e più accettabile per assumere cannabis"

Miele da sballo - Carabinieri
Miele da sballo - Carabinieri
04 giugno 2026 | 00.12
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Il cosiddetto 'miele da sballo' ingerito dal 17enne della provincia di Napoli finito in coma "non rappresenta una novità nel panorama delle sostanze stupefacenti". A sottolinearlo è Massimo Barra, tra i primi medici in Italia a occuparsi professionalmente delle tossicodipendenze e fondatore nel 1976 di Villa Maraini. "Non si tratta di una droga nuova, tutt'altro. Anche l'elevata concentrazione di Thc nella cannabis, di cui si parla in questo caso - spiega all'Adnkronos Salute - è un fenomeno noto da tempo. Sappiamo che oggi i livelli sono più alti rispetto a vent'anni fa".

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Secondo Barra, il 'miele da sballo' è "uno dei tanti modi attraverso cui si può assumere cannabis e viene scelto soprattutto da chi cerca di 'sconvolgersi'. E' una modalità che può apparire meno traumatica e più accettabile agli occhi dei giovani, un altro buon motivo per non sottovalutare la cannabis. Può rappresentare un primo passo verso il consumo di altre sostanze", avverte.

A preoccupare maggiormente l'esperto, però, "è l'allarme crack" tra le nuove generazioni. "E' diffusissimo tra i giovani e ci troviamo spesso impotenti anche dal punto di vista terapeutico, perché si tratta di una sostanza fortemente eccitante. I ragazzi che ne fanno uso stanno sempre peggio", osserva Barra. Il medico invita infine a non considerare la tossicodipendenza come un fenomeno legato a specifiche categorie sociali.

"La droga è democratica: arriva a tutti. Da noi si rivolgono persone di ogni estrazione sociale, ricchi e poveri, istruiti o ognoranti, furbi e fessi. La sostanza che assumono conta, ma non è l'unico fattore. Gli effetti dipendono anche e sopratutto dalla struttura cerebrale di ciascuno. E' questa la vera variabile", conclude.

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