Papa, il chirurgo rassicura: "Pieno recupero in 10 giorni". Viaggio in America Latina confermato

Oggi le dimissioni del Pontefice dopo il ricovero di cinque giorni per l'asportazione di un tumore maligno al polmone. E sulla scoperta della macchietta: "E' stato del tutto casuale"

Papa Leone XIV all'uscita dal Gemelli - (Fotogramma/Ipa)
Papa Leone XIV all'uscita dal Gemelli - (Fotogramma/Ipa)
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17 ottobre 2026 | 18.23
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“Una decina di giorni per il pieno recupero”. Tanto durerà la convalescenza del Papa dimesso oggi dal Gemelli, dopo un ricovero di cinque giorni per l’asportazione di un tumore maligno al polmone, calcola il chirurgo Stefano Margaritora che lo ha operato. “Trattandolo come una persona normale, dopo questi tipi di intervento, penso che un paio di settimane per una ripresa fisica veramente completa ci vogliono. Quindi, - ha spiegato il chirurgo ai media vaticani - essendo già quasi passata una settimana, tutto sommato io credo che il Papa in un'altra decina di giorni possa essere pienamente recuperato”.

“Papa Leone è stato un paziente ideale. Non lo dico per piaggeria ma è stato veramente un paziente che non ha dato alcun minimo problema all’équipe che si occupava di lui, e non l’avrebbe dato neanche se si fosse chiamato Mario Bianchi. Sempre sereno, sempre sorridente, molto poco lamento di fronte a un dolore che comunque, malgrado tutte le manovre, sicuramente una persona prova. Ha seguito tutte le nostre tappe dal punto di vista dietetico, dal punto di vista fisioterapico”. Il chirurgo ha raccontato anche un particolare curioso: “Faceva sempre anche un pochino di più di quello che gli veniva richiesto. Nella seconda giornata dopo l’operazione, ci siamo girati e stava sistemando lui le sedie nella Cappella. Noi gli abbiamo detto: 'Santo Padre, ci siamo noi'. E lui: 'Non importa, riesco a farlo, lo faccio'. Quindi, che cosa posso dire? È stato veramente un paziente assolutamente ideale”.

Come è stato scoperto il tumore maligno

“La scoperta del tumore maligno del polmone del Papa è stata assolutamente casuale, come purtroppo succede frequentemente, perché facendo degli esami di routine all'addome, è stato scoperto, in torace, alle basi polmonari, questa piccola macchietta” ha spiegato il chirurgo che ha operato il Papa al Gemelli, Stefano Margaritora. “Questo - ha detto ai media vaticani - è abbastanza normale, perché quando si fanno degli esami radiologici all'addome, dato che il diaframma è una specie di paracadute, si visualizzano normalmente le basi polmonari. Ma certamente, se questa piccola macchia fosse stata un pochino più alta, non sarebbe stata vista”.

Il chirurgo, che ha definito il pontefice “paziente ideale”, ha spiegato che si è trattato di un intervento routinario: “Sarei disonesto a dire che era molto complicata per fare gesta eroiche. In realtà, l’intervento sul Santo Padre è stato un intervento di routine, nel senso che in casi simili, nel caso di un tumore del polmone di una certa dimensione, si deve togliere tutto il lobo in cui è contenuto. Nel caso del Santo Padre, il lobo inferiore del polmone destro. E quindi, da questo punto di vista, è stato un intervento di routine”. Il chirurgo si è detto soddisfatto del recupero post-operatorio del Pontefice: “Sì, di questo siamo veramente contenti, perché il Santo Padre, nell’ambito del suo recupero post-operatorio, ha messo veramente anima e corpo come le persone più motivate dopo questo genere di operazioni. E quindi la nostra assistenza nei suoi confronti è stata veramente minima, perché la sua volontà di avere una ripresa in tempi molto rapidi è molto efficace da tutti i punti di vista: è stata veramente encomiabile”.

Il viaggio in America Latina

“Direi che non ci sono motivi clinici per cui” il viaggio del Papa in America Latina “non venga fatto” sostiene il chirurgo Stefano Margaritora. Dal punto di vista medico, quindi, il Papa può sostenere l’impegnativa trasferta in America Latina prevista dal 6 al 17 novembre prossimi.



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