Racket a Roma, fruttivendolo egiziano denuncia: "Io massacrato perché mi sono rifiutato di pagare mille euro" - GUARDA IL VIDEO

L'aggressione nella zona di Fidene ripresa anche dalle telecamere: dieci incappucciati hanno assaltato il negozio per farsi pagare il pizzo. Lo straniero è finito all'ospedale e ha denunciato tutto alla polizia

Frutteria devastata a Fidene - Adnkronos
Frutteria devastata a Fidene - Adnkronos
02 luglio 2026 | 16.55
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"Io non ce la faccio più. Qui è una guerra. Un incubo quotidiano. Arrivano armati. Mi minacciano. E vogliono soldi. Tanti soldi: mille euro a volta, se non voglio guai”. Lo denuncia all’Adnkronos, dopo averlo già fatto alla polizia, il trentenne egiziano titolare della frutteria 'da Tito' in via Monte Urano a Roma, nel quartiere periferico di Fidene.

Il suo coraggio è figlio anche della disperazione. “Martedì scorso mi hanno massacrato a pugni e sprangate – racconta con il respiro affannato come se rivivesse quegli attimi -. Poi mi hanno devastato il negozio. E ieri sera sono tornati di nuovo”.

Quando ha avuto inizio questo incubo?

“Sono otto mesi, da quando ho aperto questa attività, che mi hanno preso di mira. Ma negli ultimi giorni la situazione è precipitata”.

Cosa è successo?

"Era martedì. Saranno state circa le 20.30. Stavo sistemando il negozio prima di chiudere: portavo dentro le cassette con la frutta. Ad un certo punto mi sono trovato un uomo alle spalle. Non ha usato mezzi termini. Mi ha subito minacciato. Voleva dei soldi”.

Quanto?

“Mi ha detto che dovevo dargli mille euro, altrimenti avrei passato i guai”.

E lei cosa ha fatto?

“Io lavoro dalla mattina alla sera. Mi spacco la schiena. I soldi me li guadagno e ci mando avanti la mia famiglia. Gli ho detto che non gli avrei dato niente. Ma non ho nemmeno finito la frase. Ha iniziato a urlarmi che mi avrebbe sparato, che mi avrebbe ammazzato come un cane. Questa è una zona dove comanda la mafia – mi diceva – devi pagare e basta. E poi mi ha sferrato un pugno”. E prosegue: “Ho provato a difendermi. Mi ha seguito fino in strada, per colpirmi alla schiena. Mi ha preso a pugni pure quando sono caduto in terra. Lì ho temuto il peggio".

Perché?

"Era armato. Aveva un coltello in bella vista. Ma per fortuna sono riuscito a strapparglielo via e a lanciarlo lontano. Ci sono dei testimoni. Sono loro che hanno chiamato la polizia. Una donna è riuscita a riprendere la scena con il cellulare dalla finestra della sua casa. Il video lo ha consegnato agli agenti. Mentre io sono stato portato con l’ambulanza in ospedale".

Come sta?

“Sono vivo. Ma mentre io ero in ospedale la mia attività è stata distrutta. Il figlio di quell’uomo è arrivato nel negozio insieme a un branco di una decina di ragazzi incappucciati. Avevano sassi, spranghe, bombe carta che hanno fatto esplodere nel negozio. Hanno devastato tutto. Hanno ferito anche un cliente che era rimasto all'interno, mentre un mio dipendente si è rifugiato in cantina, spegnendo la luce per non essere visto. Prima di fuggire, mi hanno anche rubato i soldi che avevo in cassa: circa 4mila euro".

Lei sa chi sono?

"Certo. Sono tutti italiani, della zona. Girano per il quartiere, scelgono le loro vittime e poi partono con le minacce”.

Ha paura?

“Ho denunciato tutto. La polizia ha anche sequestrato spranghe e sassi. Ci sono i video. Eppure…”

Eppure?

“Ieri sera l’uomo e suo figlio sono tornati. Non mi hanno parlato. Mi hanno solo voluto mettere paura”.

Ora?

“Ripeto, ho denunciato alla polizia, e non mi arrendo. Vado avanti, vivo in Italia da diciotto anni, ho sempre lavorato e mai dato fastidio a nessuno". (di Silvia Mancinelli)

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