Simone Cicalone, noto youtuber antiborseggio, è stato vittima di una violenta aggressione avvenuta lo scorso 12 novembre all’interno della stazione Ottaviano, sulla linea A della metropolitana di Roma. Secondo quanto emerso al termine delle indagini condotte dalla Polizia di Stato, per quei fatti sono stati arrestati quattro cittadini romeni, ritenuti responsabili dell’aggressione.
Durante l’episodio, oltre a Simone Cicalone, sono state picchiate anche due guardie particolari giurate, intervenute per fermare l’azione violenta e proteggere lo youtuber. Le indagini hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti e di individuare i presunti aggressori, portando ai provvedimenti restrittivi.
L’aggressione si sarebbe consumata in pochi istanti. Si sarebbero scagliati contro lo youtuber, senza desistere anche quando era a terra a causa dei colpi che lo avevano colpito al volto. Nel tentativo di interrompere il pestaggio, due guardie giurate erano intervenute in suo aiuto, finendo per essere a loro volta aggredite. Solo dopo essersi scagliati anche contro di loro, i quattro sarebbero riusciti a scappare. Le vittime dell’episodio avevano, poi, fatto ricorso alle cure mediche: le due guardie giurate avevano riportato lesioni giudicate guaribili in due giorni, mentre per lo youtuber la prognosi era stata di 45 giorni. Le indagini hanno permesso di identificare i presunti responsabili, tre dei quali, rintracciati all’estero dalle autorità finlandesi grazie alle informazioni raccolte dagli investigatori capitolini, sono ora in carcere in Finlandia, attualmente detenuti per altri reati, in attesa della definizione dei procedimenti a loro carico e della successiva estradizione.
Il quarto, un ventisettenne romeno, intercettato in Romania grazie alla collaborazione del Servizio per la cooperazione di polizia e all’ausilio dell’esperto per la sicurezza, è atterrato ieri pomeriggio a Fiumicino, dove è stato preso in consegna dagli agenti della Polizia di Stato e portato in carcere, dove resterà a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
Le autorità romene descrivono come “estremamente pericolose” le quattro persone arrestate per l’aggressione al noto youtuber ‘antiborseggio’ Simone ‘Cicalone’, avvenuta lo scorso 12 novembre nella stazione Ottaviano della linea A di Roma. E’ quanto evidenzia il gip Rosalba Liso nell’ordinanza con cui, dopo le indagini condotte dalla polizia di Stato e coordinate dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dalla pm Eleonora Fini, ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere per 4 romeni con le accuse di lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale aggravate.
I 4, identificati grazie alle telecamere di sorveglianza, sono stati riconosciuti dalla polizia rumena “come appartenenti a un’organizzazione criminale denominata ‘Clan di Hitler’ con sede a Buzao, in Romania, particolarmente operativi nella commissione di reati contro il patrimonio, prevalentemente in Inghilterra e Romania” si legge nell’ordinanza. Quanto ai momenti dell’aggressione dello scorso 12 novembre, analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza nella metro, le immagini hanno “consentito di osservare la presenza dell’intero gruppo per diversi minuti all’interno della stazione Ottaviano, trattandosi di soggetti già noti alle forze dell’ordine per agire sempre con il medesimo modus operandi per la commissione di furti, modalità che la polizia giudiziaria così descriveva, ‘secondo uno schema ricorrente alcuni soggetti si muovevano avanti e indietro avvicinandosi a coppie di turisti, altri stazionavano nelle immediate vicinanze fingendo di osservare l’ambiente o simulando conversazioni telefoniche, mentre altri soggetti svolgevano funzioni di segnalazione in caso di avvicinamento delle forze dell’ordine, come è avvenuto quando veniva notata la presenza di Cicalone con due guardie giurate’”. Il gruppo, accortosi di essere ripreso dalle telecamere di una collaboratrice del noto youtuber, ha iniziato a inveire contro di loro per poi passare alle vie di fatto.
Un’aggressione connotata da “pervicacia e inaudita violenza – sottolinea il gip – colpendo le vittime incuranti del luogo, della qualifica degli operanti, certi di agire con la forza dell’intimidazione derivante dal gruppo, colpendo chiunque intervenisse per fermare l’ira aggressiva, ‘spalleggiando’ in tal modo l’uno la condotta violenta e sopraffattrice dell’altro”. Quanto alla personalità degli arrestati, il gip di Roma evidenzia che “gli indagati sono stati compiutamente descritti dagli organismi romeni come facenti parte di un clan organizzato di estrema pericolosità, dedito alla commissione di reati contro il patrimonio”.