Il giovane cinese, senza regolare permesso di soggiorno in Italia, è ricoverato in gravissime condizioni al Niguarda. Era già stato fermato tre volte
La Procura di Milano indaga non solo il poliziotto che ha sparato domenica in zona Rogoredo, ma anche - sempre "a garanzia" - gli altri tre colleghi dell'Uopi, le unità operative esperte in conflitti a fuoco. I quattro sono stati iscritti dal procuratore capo Marcello Viola per lesioni colpose con la scriminante dell'uso legittimo delle armi che interviene quando chi spara "vi è costretto dalla necessità di respingere una violenza o comunque di impedire la consumazione dei delitti come l'omicidio volontario". Un elemento che al termine dell'indagine potrebbe portare all'archiviazione nei confronti delle divise.
Il giovane cinese, forse con disturbi psichiatrici, senza regolare permesso di soggiorno in Italia e ricoverato in gravissime condizioni al Niguarda, invece, deve rispondere del tentato omicidio dei quattro poliziotti, ma anche della rapina e delle lesioni aggravate nei confronti della guardia giurata a cui (armato di una mazza di ferro) è riuscito a sottrarre la Walther P99. Il trentenne deve rispondere, inoltre, di minacce aggravate nei confronti di due arabi a cui ha puntato contro l'arma, e di minacce anche contro il poliziotto di un commissariato che ha seguito il giovane fino all'arrivo dei colleghi dell'Uopi.
"Li uso per picchiare chi mi infastidisce". Così il 30enne cinese ferito nella sparatoria con la polizia aveva giustificato il possesso di una pietra e di una catena, dopo essere stato fermato dalla Polfer nel tardo pomeriggio del 30 gennaio nella stazione di Rogoredo. L'episodio, che gli costa una denuncia per porto di oggetti atti a offendere e un invito a presentarsi all'ufficio immigrazione, è la prima traccia del trentenne in Italia.
Ne seguono altre nei giorni successivi: all'1 di notte del 31 gennaio minaccia con due bastoni una guardia giurata nella Galleria delle Carrozze in Stazione Centrale. Stesso luogo in cui la notte successiva viene sorpreso con in mano due cacciavite rubati a degli operai. Interviene la polizia e il 118, che porta il trentenne all'ospedale Fatebenefratelli per degli accertamenti. L'accesso al pronto soccorso avviene intorno alle 3 di notte. Poi l'uomo viene dimesso.
Poche ore dopo, intorno alle 14.30 di domenica pomeriggio, in via Caviglia nel quartiere Rogoredo aggredisce una guardia giurata di cinquant'anni che stava andando a piedi al lavoro. Lo colpisce in testa con una mazza di metallo, poi gli sfila la pistola Walther P99. La vittima lancia l'allarme e fornisce una scarna descrizione dell'aggressore. Scattano le ricerche. Il trentenne 45 minuti più tardi viene visto camminare armato nei dintorni della stazione di Rogoredo. Anche le telecamere di videosorveglianza della zona lo inquadrano mentre procede tranquillo, impugnando l'arma. Lo raggiunge una volante della polizia, poi affiancata da un Land Rover dell'Uopi. Il 30enne alza il braccio e spara contro il blindato, colpendo il cofano e forse - gli accertamenti sono ancora in corso - uno specchietto. A quel punto il capo equipaggio apre il fuoco con il fucile mitragliatore in dotazione alle Uopi. Gli agenti della squadra mobile della Questura di Milano hanno acquisito e stanno esaminando le immagini riprese dagli impianti di videosorveglianza della zona per ricostruire l'esatta dinamica della sparatoria.