Spiava Alex Britti in casa, condannata l’ex compagna

Disposto anche un risarcimento di seimila euro. Il difensore dell'ex compagna di Alex Britti: "Sentenza ingiusta, pronti all'Appello"

Alex Britti - Adnkronos
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13 novembre 2025 | 16.55
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Il tribunale di Roma ha condannato a 6 mesi l’ex compagna di Alex Britti, accusata di interferenze illecite nella vita privata per aver spiato il cantautore in casa. La donna, secondo l’accusa, nel maggio 2022 “tramite apparecchio di videoregistrazione, dotato di scheda di memoria e collegamento internet per essere controllato da remoto, illecitamente si procurava notizie e immagini attinenti alla vita privata di Britti” all'interno della casa dell’artista.

Il giudice con la sentenza nel procedimento che vede Alex Britti parte civile, rappresentato dagli avvocati Gianluca Tognozzi e Alessia Casinelli, ha disposto anche un risarcimento di seimila euro.

Il difensore dell'ex compagna di Alex Britti: "Sentenza ingiusta, pronti all'Appello"

“Allo stato non si condivide il dispositivo emesso, non lo si considera giusto, ci si riserva ogni valutazione in merito alla proposizione dell'appello, una volta depositati i motivi della sentenza” dice l’avvocato Luisa De Martino, difensore di Nicole Pravadelli. “Come già indicato in precedenti lettere di rettifica/ replica, inviate a varie testate giornalistiche, la mia assistita precisa di non aver mai chiesto l'affido esclusivo del figlio minore, (che è stato invece avanzato dal papà nel procedimento civile di secondo grado, non accolto dalla Corte di Appello) e che la vicenda penale in questione trae semplicemente origine dalla querela presentata dal papà di suo figlio. Al di là di queste precisazioni doverose, si chiede, ancora una volta, di tutelare la privacy della mia assistita e in primis del figlio minore, evitando che si continui a 'trattare' tale vicenda sui giornali, ma che venga affrontata solo nelle sedi legali opportune", sottolinea la penalista. "Nello specifico" Alex Britti nel corso del procedimento civile di II grado "ha chiesto - conclude l'avvocato Luisa De Martino - la valutazione del miglior regime di affido del figlio, che in quel momento era ed è rimasto condiviso, e collocamento prevalente presso lo stesso".

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