Il trapper Tony Boy ai domiciliari: "Avevo la pistola per difendermi"

Andrà ai domiciliari a casa dei genitori a Padova. La Gip ha convalidato l'arresto riconoscendo l'imputazione per l'arma e non quella di spaccio

Tony Boy - fotogramma/ipa
Tony Boy - fotogramma/ipa
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25 agosto 2026 | 12.34
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"Non ho mai spacciato, la droga era per uso personale, perché ho una conclamata dipendenza. Invece l'arma l'avevo per autodifesa perché di recente ho subito un furto in casa". E' la difesa - come riferisce il legale Niccolò Vecchioni - del trapper Tony Boy nell'interrogatorio davanti alla gip di Milano Chiara Valori, che ha concesso i domiciliari al trapper , all'anagrafe Antonio Hueber, arrestato il 22 agosto per detenzione a fini di spaccio di droga e perché in possesso di una pistola Beretta calibro 6.35 'clandestina', perché con matricola abrasa, comprata su Telegram e pagata in Bitcoin per 300/400 euro.

Il 26enne, difeso dall'avvocato Niccolò Vecchioni, lascia il carcere di San Vittore a poche ore dall'interrogatorio davanti alla giudice, la quale ha convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare ai domiciliari riconoscendo l'imputazione per l'arma e non quella di spaccio. Dovrà scontare i domiciliari a casa dei genitori a Padova.

Se la giudice Valori riconosce che la droga sequestrata - poco meno di quattro grammi di cocaina e dieci di hashish e marijuana - costituisce una quantità per uso personale e dunque non riconosce l'accusa di spaccio; d'altra parte l'avere munizioni e una pistola con matricola abrasa dimostra che il trapper, seppur incensurato, "è in contatto con ambienti criminali di spessore, unici dove è possibile acquistare un'arma clandestina" scrive la giudice.

E' lo stesso cantante, con un milione di follower e circa 2,7 milioni di ascoltatori mensili su Spotify, a raccontare di essersi procurata un'arma illegale via Telegram "pagata in Bitcoin per un equivalente di 300/400 euro", e di non averla mai usata, mentre le munizioni di vario calibro le avrebbe prese per un video musicale "che poi non è mai stato pubblicato" ha confessato nell'interrogatorio di stamane. L'acquisto giustificato con la necessità di autodifesa e dalla paura di nuovi furti in casa, come quello che ha dichiarato di aver subito il 10 marzo scorso, "non può evidentemente giustificare in alcun modo l'acquisto sul mercato clandestino" della pistola e il sequestro di diverse munizioni "conferma la spregiudicatezza di tale condotta, che non può essere spiegata solo con un transitorio stato di alterazione derivante dall'assunzione di stupefacenti".

Il possesso di un'arma clandestina "indica chiaramente la sussistenza di un concreto e attuale pericolo di commissione di gravi delitti con uso di armi o di altri mezzi di violenza personale" si evidenzia nel provvedimento che dispone i domiciliari, senza braccialetto elettronico, in un ambiente "maggiormente protetto e controllato". Se il difensore ha sostenuto l'importanza di mantenere fede agli impegni di lavoro per non perdere i contratti musicali, allo stato, gli impegni lavorativi di Hueber "non paiono rappresentare una circostanza idonea a impedire l'applicazione della misura, mentre nel prosieguo potranno essere valutate le necessarie autorizzazioni".

L'arresto

L'arresto è scattato in seguito a una perquisizione effettuata il 22 agosto di mattina all'alba in un appartamento dove il rapper ventiseienne - all'anagrafe Antonio Hueber - con un milione di follower su Instagram e un suo amico sudanese erano entrati chiudendosi dietro il portone. Poco prima i poliziotti vendendoli fermi in un suv avevano chiesto a entrambi di documenti. Solo successivamente i due sono usciti e hanno consegnato i documenti che erano nel veicolo: lì i poliziotti, raggiunti da altri equipaggi, hanno trovato un involucro di cocaina sul sedile posteriore.

A quel punto la perquisizione è stata estesa all'appartamento nella disponibilità del rapper dove è stata trovata altra droga, un grammo di marijuana, quattro grammi di cocaina e 8 grammi di hashish, una bilancia oltre a una pistola calibro 6.35 con matricola abrasa, un caricatore con sette cartucce e altre 41 di diverso calibro. Durante la perquisizione il rapper ha anche avviato una diretta sui social. Oltre all'arresto per lui è scattata la denuncia per resistenza a pubblico ufficiale, trattamento illecito dei dati e ricettazione. Il sudanese è invece indagato per resistenza.

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